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Sanità. Taglio alle liste d’attesa per le prestazioni oncologiche

Ultimo aggiornamento il 16 Giugno 2009 – 18:40

Milano, 16 giugno 209 – Le strutture sanitarie che non rispettano i tempi d’attesa stabiliti per le prestazioni cosiddette "extra budget" (senza alcuna limitazione di rimborso), la maggior parte delle quali riguarda l’oncologia, potranno vedere sospesa l’attività in regime di solvenza/libera professione (quindi a pagamento per i cittadini) per quelle stesse prestazioni, fino al rientro nei tempi stabiliti.

Per tutte le altre prestazioni, la differenza tra le liste d’attesa in regime di Servizio Sanitario Nazionale e le liste d’attesa in regime di solvenza/libera professione non può essere superiore a 30 giorni; per le prestazioni "extra budget" invece, già adesso i tempi d’attesa delle attività svolte in regime pubblico non devono essere superiori a quelle svolte a pagamento.

E’ questa una delle più importanti novità contenute nel quarto provvedimento sulla "gestione del servizio sanitario 2009", approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità, Luciano Bresciani.

"Dopo i provvedimenti dei mesi scorsi – commenta il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni – che hanno portato all’adozione di nuove regole per l’accreditamento delle strutture e il controllo sulle prestazioni e all’ampliamento delle prestazioni ‘extra budget’, con l’inserimento degli esami necessari alla prevenzione come mammografia e colonscopia, interveniamo sui tempi d’attesa di tutte le prestazioni, riducendoli ulteriormente. Si tratta di una decisione importante che viene incontro alle esigenze dei cittadini e alla loro domanda di salute. Il nostro sistema, già eccellente, è in grado di progredire continuamente".

RICETTE

"L’altra novità del provvedimento – aggiunge l’assessore Bresciani – con la quale segniamo l’ennesima tappa nel nostro percorso di costante miglioramento della qualità del sistema sanitario, riguarda le ricette per gli esami: i cittadini lombardi, che sono i veri protagonisti del sistema, non dovranno fare più la spola da un medico all’altro per avere queste prescrizioni, come avviene spesso oggi".

"Infatti – spiega Bresciani – i medici specialisti di tutte le strutture private accreditate (non solo gli ospedali dunque) vengono abilitati, nell’ambito della propria attività istituzionale (esclusa quindi la libera professione), ad effettuare prescrizioni di prestazioni di specialistica ambulatoriale (esami diagnostici) e riceveranno entro il 31 luglio l’apposito ricettario, per ora in dotazione ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta e agli specialisti delle strutture pubbliche".

Non solo. L’utilizzo del ricettario da parte dei professionisti delle strutture private diventerà un obbligo, nell’ambito del contratto stipulato dalle strutture stesse con le Asl. Per quanto riguarda invece le strutture pubbliche, i cui medici sono già abilitati all’utilizzo del cosiddetto "ricettario rosso", lo sviluppo di questa pratica rappresenterà uno degli obiettivi di qualità assegnati ai Direttori generali. Viene così virtualmente abolita la figura del medico mero "trascrittore" o "compilatore" di prescrizioni decise da altri.

Il vantaggio per i cittadini in termini di semplificazione e risparmio di tempo è evidente: non saranno più costretti a fare la spola da un medico all’altro per ottenere le prestazioni di cui hanno bisogno. Se oggi, ad esempio, una persona con un dolore alla spalla si fa visitare da un ortopedico (a seguito magari di una indicazione del medico di famiglia) e questo gli prescrive una radiografia, è necessario per il cittadino andare o tornare dal medico di famiglia per farsi prescrivere l’esame. D’ora in avanti, invece, sarà lo stesso ortopedico a compilare la ricetta.

QUESITO DIAGNOSTICO

Lo scopo di questa decisione è anche quello di migliorare l’appropriatezza delle prescrizioni, favorendo una ulteriore assunzione di responsabilità da parte dei medici e dei professionisti sanitari che operano sul territorio.

L’allargamento della platea dei prescrittori ai medici specialisti e la conseguente responsabilizzazione di questi professionisti sono strettamente legati all’obbligo, che viene ribadito nel provvedimento approvato dalla Giunta, di indicare il quesito o sospetto diagnostico prevalente nelle prescrizioni. Nell’esempio della visita alla spalla, l’ortopedico dovrà indicare, per ipotesi, che il paziente soffre di dolori causati da una sospetta artrosi. In mancanza di queste indicazioni, dal prossimo 1 ottobre le prestazioni non saranno più rimborsate.

Compito delle Asl sarà quello di vigilare sulla corretta applicazione di queste regole mentre gli erogatori dei servizi dovranno segnalare mensilmente alle stesse Asl le prescrizione sprovviste del quesito o sospetto diagnostico.

FARMACEUTICA

Tra le altre misure contenute nel Decreto legge che finanzia gli interventi per l’Abruzzo, è prevista una riduzione delle spese farmaceutiche a livello nazionale di 380 milioni di euro, soldi da destinare appunto per le opere post terremoto.

La quota lombarda è di 71 milioni di euro. I risparmi sulla spesa verranno ottenuti con la riduzione del 12% del prezzo dei medicinali generici nel periodo 28 maggio-31 dicembre 2009 e attraverso un ulteriore sconto dell’1,4%, a carico delle farmacie, su tutte le prescrizioni e i medicinali, che si somma allo sconto già garantito al Servizio sanitario, per il periodo 28 aprile 2009-28 aprile 2010.

Redazione

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