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mercoledì, Febbraio 1, 2023

Proverbio: Febbraio, febbraiello, cortino e bugiardello

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Diabrotica lo spauracchio del mais

Si chiama Diabrotica Virgifera Virgifera, un coleottero arrivato in Europa nel 1992 come qualunque turista a bordo di qualche aereo, dal Nord America e dal Canada. La prima segnalazione in Italia è del 1998 a Venezia e nel 2000 a Malpensa, sempre nei pressi di un aeroporto.

Dal 2002, per prima, la Coldiretti ha avviato un monitoraggio sulla presenza di questo insetto molto dannoso per le coltivazioni di mais.

Ultimamente le segnalazioni di danni gravi alle colture si susseguono con particolare riferimento alle zone di Monticelli Pavese, Santa Cristina, Corteolona, Villanterio per quanto riguarda la nostra provincia e altrettanto succede per le altre province lombarde dove il mais è una coltivazione importante.

Senza creare alcun allarmismo dobbiamo dire che certamente occorre prendere in esame la situazione seriamente.
La capacità di colonizzazione di questo insetto è di circa 60 chilometri ogni anno e se fino ad ora la sua presenza, seppur monitorata non destava particolari preoccupazioni, oggi occorre intervenire per frenarne lo sviluppo al fine di evitare il rischio di danni maggiori nelle zone più sensibili.

Molte sono le cause che hanno portato ad un incremento della sua presenza e tra queste, anche se non è certamente l’unica, dobbiamo anche considerare il divieto dell’uso dei concianti che fino allo scorso anno era possibile utilizzare nella semina. Tale divieto è la conseguenza dei rischi che la dispersione del conciante nell’aria aveva sulle api. Oltre a ciò l’aumento della popolazione della diabrotica è da imputare all’andamento climatico favorevole e ad un naturale sviluppo.

Coldiretti si è già attivata al fine di ottenere la possibilità di utilizzare di nuovo i concianti nelle sementi e contemporaneamente abbiamo chiesto alla Regione un aiuto concreto alle imprese che dovranno dotare le macchine seminatrici di filtri adatti ad impedire che la polvere conciante della semente si propaghi nell’aria danneggiando le popolazioni delle api. Grazie all’applicazione di un kit tecnico adatto, infatti, è possibile distribuire semi conciati senza disperderne le polveri.

La presenza dell’insetto è ormai un dato assodato e probabilmente non sarà possibile debellarlo completamente. In futuro la strada che verosimilmente sarà quello della lotta integrata attraverso la rotazione, gli interventi diretti e l’utilizzo di concianti adatti per le sementi, rispettando l’ambiente e il suo equilibrio.

Le rilevazioni di Coldiretti indicano che, con una manovra a tenaglia, l’insetto sta stringendo l’assedio a Milano, colpendo a Magenta, Cuggiono, Cusago, Abbiategrasso, Melzo e Melegnano. Un’azienda di Cusago ha segnalato danni su oltre 100 ettari di terreno, la quasi totalità dei campi coltivati.

Ma l’assalto sta arrivando anche da sud, nelle aree della provincia di Lodi, in particolare nei comuni di: Castelnuovo Bocca D’adda, San Rocco al Porto, Meleti, Caselle Landi, Maleo, Cornovecchio, Camairago e Bertonico.

Nelle altre province della Lombardia vengono segnalati casi a Brescia, Bergamo, Cremona e Como. Secondo il servizio fitosanitario regionale, le uniche aree immuni sarebbero Lecco, Sondrio e Varese, con una minore incidenza per Pavia e Mantova.

Redazione

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