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Proverbio: Luglio poltrone porta la zucca col melone

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Nelle scuole il libro di Umberto Ambrosoli sul padre

Ultimo aggiornamento il 10 Luglio 2009 – 21:08

Milano, 10 luglio 2009 – “È davvero con grande commozione che siamo qui questa mattina. Ci stringiamo intorno alla famiglia in una commemorazione che ci riporta indietro di trent’anni, in un periodo difficile, in cui una persona come Giorgio Ambrosoli operava in isolamento, come ha scritto il figlio Umberto nel suo libro che io spero sarò letto nelle scuole, se la famiglia lo vorrà. Prendo l’impegno di far leggere nelle scuole il libro di Umberto Ambrosoli, ancora più significativo perché scritto da un figlio che ci fa capire come si fa a essere eroi pur essendo persone normali”.

È questo il messaggio del Sindaco Letizia Moratti che questa mattina ha partecipato alla cerimonia di commemorazione di Giorgio Ambrosoli nell’aula magna del Palazzo di Giustizia in occasione del trentennale dalla morte dell’avvocato avvenuta l’11 luglio 1979. All’incontro, presenti i tre figli e la vedova dell’avvocato, Annalori Ambrosoli, hanno partecipato il presidente del Tribunale, Livia Pomodoro, il presidente dell’Ordine degli avvocati, Paolo Giuggioli, il vice direttore del Corriere della Sera, Giangiacomo Schiavi e l’avvocato generale dello Stato, Laura Bertolè Viale.

“Sono orgogliosa – ha dichiarato il Sindaco – perché attraverso le istituzioni, l’Ordine degli avvocati, il Tribunale e il Comune mostriamo che Milano è una città che non dimentica. Il dolore della sua perdita, ancora vivo, è condiviso anche da chi non lo ha conosciuto personalmente, da tanti giovani che hanno appreso la sua storia dai giornali o dai libri, giovani che hanno a cuore la nostra città, il nostro Paese, la nostra crescita culturale, civile, etica”.

“Credo che la figura di Giorgio Ambrosoli dovrebbe essere ancora più conosciuta – ha proseguito Letizia Moratti – perché davvero Ambrosoli è un modello luminoso, un faro per le nuove generazioni, un punto di riferimento non solo per Milano e l’Italia, ma per tutti i Paesi e, in particolare, per le realtà dove i Governi e la popolazione stanno affrontando il difficile cammino verso la democrazia, verso la pace. È una nuova dimensione, più ampia, più internazionale, quella in cui Ambrosoli dovrebbe essere inserito. I valori per cui si è sacrificato sono valori universali e il suo stesso metodo di lavoro ha rappresentato un modello innovativo, basato sulla costruzione di una rete di collaborazioni e di informazione internazionale, che oggi è alla base dei più avanzati sistemi di indagine”.

Il Sindaco ha poi ricordato che l’amministrazione milanese da diversi anni ha istituito il premio Ambrosoli con borse di studio alla sua memoria per giovani ricercatori di valore, che traggono ispirazione dalla sua figura integerrima, dal suo lavoro, dal suo coraggio.

Redazione

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