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domenica, Febbraio 5, 2023

Proverbio: Febbraio, febbraiello, cortino e bugiardello

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Rubrica "La Piazza del Consigliere". Grillo: why not? di Alfredo Simone Negri

Grillo: why not?
Non mi unisco al coro di “No” che sta accompagnando la paventata candidatura di Beppe Grillo a segretario del Partito Democratico. Sono ben conscio del pericolo che tale mossa dell’ex comico possa essere il solito tentativo per provocare e che, come dice un “candidato vero” come Pierluigi Bersani, Grillo veda il “PD come un autobus, su cui salire, fare un giretto e scendere”. Ciò detto, però, non posso esimermi dal fare alcune considerazioni. Innanzitutto sono convinto che da un punto di vista giornalistico, faccia molto più parlare di se un’eventuale esclusione di Grillo piuttosto che la sua corsa a segretario. E considerando la stampa italiana, anche di fronte a un fatto di così bassa importanza, è facile intuire che questa sarebbe usata contro l’immagine del Partito Democratico. La “paura del Grillo” è chiaramente più legata al polverone e ai tumulti che può sollevare nel corso del congresso che all’esiguo risultato che potrebbe conseguire. Infatti, pur popolare, è lecito dubitare delle sue doti politiche. Inoltre, e si tratta di particolari che scopro mentre scrivo questo commento leggendo la pagina a lui dedicata su wikipedia, non ne emerge una figura cristallina. Citerò solo questo aspetto: Grillo è pregiudicato per omicidio colposo, avendo causato la morte di più persone durante un incidente stradale. E’ lecito che un pregiudicato corra per la segreteria del PD?

Accanto a queste considerazioni, però, ci sono anche lati positivi della vicenda che vorrei far emergere e che mi portano a dire:”Ben venga”. Intanto Grillo si rivolge e vuole candidarsi nel Partito Democratico, segno che, nonostante tutte le critiche mosse, si sente per qualche motivo vicino a questo parte politica. Non so se l’ex comico abbia mai avuto in tasca una tessera; oggi è disponibile a iscriversi al PD. Vuol dire che, pur tra le mille e più critiche che muove, ritiene che è proprio da questo terreno che possa nascere una speranza per l’Italia.

Grillo è stato etichettato come simbolo dell’antipolitica: un’assegnazione su cui sono d’accordo solo in parte. Sicuramente non può passare come antipolitica, come invece si fa sempre più spesso, l’esigenza di maggiore onestà e sobrietà da parte delle nostre classi dirigenti. Anzi, sono assolutamente convinto che la questione morale sia assolutamente centrale e che nel PD se n’è discusso ancora troppo poco. Non perché nelle fila del Partito Democratico esista un’emergenza da questo punto di vista, ma perché io auspico che il mio partito eccella e si segnali per probità, per trasparenza e per sobrietà. In questi termini l’ex comico genovese porterebbe sicuramente un contributo. Non dimentichiamoci che tra le nostre fila annoveriamo ancora esponenti che, a volerne parlar bene, sono rappresentanti di un modo vetusto di fare politica. Su tutti penso a Bassolino e alla Campania.

Infine, penso a Piazza Navona e a quanta gente è in grado di mobilitare il nostro polemista. Il PD, nei suoi movimenti centripeti, si è sempre chiesto come intercettare il voto moderato, fallendo in buona parte. Ma non ci si è mai chiesti su come raccogliere il voto di un’ampia fetta della popolazione delusa dalla politica, d’ispirazione di sinistra, di cui uno come Grillo è l’epigono e che o vota Di Pietro o non va a votare. Mi chiedo: non è che imbarcando questo personaggio, il Partito Democratico si renda più interessante agli occhi di quelle persone? Non è forse anche questa un’occasione per recuperare alla politica tanta gente che non ci crede più?

 

Simone Negri

Coodinatore PD sud ovest Milano e Consigliere Capogruppo PD Cesano

http://simonegri80.jimdo.com/

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