-1.2 C
Milano
mercoledì, Febbraio 8, 2023

Proverbio: Febbraio, febbraiello, cortino e bugiardello

Array

Arte. Francesco Bulzis e i suoi "sette vizi capitali"

(mi-lorenteggio.com) Praia a Mare, 20 luglio 2009 – Sono state diverse le iniziative che Antonella Palladino, Presidente della Cooperativa Mondocultura Athena di Praia a Mare, ha messo in campo le quali proseguono con una Mostra di Pittura al Museo Comunale di Praia a Mare del pittore calabrese Francesco Bulzis. La responsabilità da parte della Cooperativa per allestire e realizzare una Mostra di Pittura impegnativa dell’affermato artista Bulzis punta a offrire vanto per la città.

Francesco Bulzis

La Mostra intitolata GLI ABITI DEL MALE sarà aperta l’8 agosto e si protrarrà fino al 18 agosto 2009 e saranno esposte opere frutto di pensiero e messaggio mettendo in risalto i sette vizi capitali che Aristotele difiniva “Gli abiti del male”; egli li poneva al pari delle virtù perché derivano dalla ripetizione di azioni che formano nel soggetto che le compie una sorta di "abito" che lo inclina in una certa direzione. Dopo il periodo illuminista i vizi compaiono in alcune opere di Kant che vede nel vizio un’espressione della tipologia umana o di una parte del carattere. In definitiva i vizi sono la manifestazione della "psicopatologia" dell’uomo, quindi malattie dello spirito. I sette vizi capitali sono:
Superbia (sfoggio della propria superiorità rispetto agli altri).
Avarizia (mancanza di generosità, colui che è taccagno, ma in origine indicava la tendenza all’accumulo eccessivo ed ingiustificato, la tesaurizzazione).
Lussuria (dedizione al piacere e al sesso).
Invidia (desiderio malsano verso chi possiede qualità, beni o situazioni migliori delle proprie).
Gola (abbandono ed esagerazione nei piaceri della tavola).
Ira (il lasciarsi facilmente andare alla collera).
Accidia (la pigrizia, l’ozio, la poca voglia di fare, l’apatia, il disinteresse verso gli altri, verso se stessi, e verso la vita).

Lasciatemi vivere

La pittura di Francesco Bulzis, pittore calabrese di origine Greca, scaturisce dal gusto di far riconoscere in un’opera d’arte un messaggio che si è perso da tempo, il desiderio di ridare ad ognuno una piacevole sensazione di liberazione della mente e la speranza di recuperare l’umanità per una rinascita globale che l’industrializzazione e lo sviluppo economico hanno reso tutta l’arte un "surplus" e non linfa vitale del nostro intelletto. La Mostra è l’occasione che Francesco Bulzis offre con profondo amore per la vita facendo ammirare "uno straordinario figurativo". La nascita di una sua opera si identifica con il suo essere umano e artista, a volte nascono in un sogno e rasentano alcuni aspetti della psicologia, quella della voglia di conoscere anche se stesso. Questo pensiero è stato preceduto solo da altri eminenti dell’arte. I suoi colori fanno capo ad una armonia universale riconoscibile solo nei grandi maestri, mentre le sue opere sono spettacolari; credo che lo siano state sin da ragazzino in quanto è stato sempre acceso dalla curiosità che ha innescato una reazione a catena che gli ha fatto guardare le cose da tanti punti di vista, sovrapponendo e scomponendo e ricomponendo delle immagini con la voglia di esternare la sua originalità nella sua peculiarità di essere umano. Egli conosce approfonditamente l’opera che realizza, rendendosi veramente conto che ha qualcosa di suo; da quel momento sa che quello che fa non è mero mestiere o per scimmiottare il gioco di altri percorsi di altri artisti. Il suo figurativo nasce proprio in virtù del discorso dell’armonia universale, e da esso può tirar fuori un universo intero, dieci universi. Bulzis, con la preponderante forza che è in lui, fa nascere la figura in una nuova figurazione in cui si vedono delle realtà multiple rappresentate dalla materia per arrivare alla metamorfosi. Ad ogni modo, nelle sue opere ricorrere la memoria del suo maestro Luciano Landi, pittore impressionista, con il quale ha fatto un percorso di bottega e che ha contribuito alla costruzione in lui di una migliore umanità. Alle volte, nella metamorfosi delle sue opere, c’è un pizzico di surrealismo, solo un pizzico per distinguersi, per ripartire con una base diversa, base della più grande arte universale la cui sperimentazione, il gusto della ricerca, lo rendono forte per poter fare quell’arte che dà il vero senso della libertà, quella libertà che costa tantissimo, quella che poi gratifica perché regala un’emozione unica.
Quando Francesco Bulzis ha iniziato a dipingere si sentiva ispirato dai grandi come Vincent Van Gogh, ma ha sempre pensato che la pittura dovesse avere un linguaggio libero e personale. Lui è riuscito a trasformare il linguaggio pittorico dei grandi in uno suo personalissimo, pur restando vicino alla realtà. E’ difficilissimo, lui ci è riuscito, e ciò indica che la sua invenzione artistica è buona e personale. Ma ha stravolto tutte le regole, perché ci insegna a guardare anche le cose più semplici e a scoprire quello che apparentemente nessuno è in grado di vedere perché troppo evidente, a vedere ciò che unisce la realtà di diversi universi artistici. La sua passione è quella di creare, e nel concepimento dell’opera si chiede sempre se ci sono delle verità nascoste. Anche se dell’opera forse non sempre viene recepito il messaggio, siccome desidera che la verità venga fuori dalla materia in modo pesante, ha sempre il coraggio di essere se stesso dipingendo in maniera materica, che è sinonimo di generosità e chiarezza. Infatti, ciò che Bulzis dipinge sono soggetti realistici arricchiti dai colori e costumi dei suoi viaggi che erano delle vere spedizioni alla maniera dei primi impressionisti tipo Gauguin, viaggi fatti in tutte le parti del Mondo. In particolare c’è da sottolineare che in tutti i luoghi da lui raggiunti, si vestiva e viveva alla maniera indigena, dipingendo i loro usi e costumi, ma in quei splendidi luoghi pieni di folclore e colori ha anche scattato una quantità enorme di foto, soprattutto in Indonesia, che fanno parte del suo bagaglio culturale. Questo lo ha portato ad acquisire una grande esperienza di vita che ora trasmette nelle sue opere. Poteva questo particolare personaggio della storia dell’Arte, fisicamente forte e intellettualmente emotivo e contemporaneamente audace, che io paragono ai grandi maestri dell’Arte del ‘900, non dedicarsi anche alla famiglia? Infatti è marito di Annamaria e padre di due intraprendenti figli: Domenico e Lorenzo, anche loro con la passione innata della pittura.

Principia Bruna Rosco

Museo Comunale di Praia a Mare – Via Dante Alighieri – tel.0985/777020
Cooperativa Mondocultura Athena – Mail mondoculturaathena@gmail.com
Francesco Bulzis – Via Giacomo matteotti, 6 – 87029 – SCALEA (CS)
MAIL vincent_nero@yahoo.it – francobulzis@libero.it
Tel. 347.7548957

ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Ads -
2,573FansMi piace
162FollowerSegui
0IscrittiIscriviti

Ultime news

- Ads -spot_img