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Fernanda Pivano, Teresa Strada e Mike Bongiorno ricordati in Aula con un minuto di silenzio a Palazzo Marino

Ultimo aggiornamento il 18 Settembre 2009 – 13:05

Milano, 18 settembre 2009 – La scrittrice Fernanda Pivano, la fondatrice di Emergency Teresa Strada e il presentatore Mike Bongiorno, cittadini benemeriti di Milano, sono stati commemorati ieri nell’Aula di Palazzo Marino dal Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri alla presenza dei familiari.

“Con Fernanda Pivano – ha sottolineato Palmeri – Milano e l’Italia hanno perso una coraggiosa protagonista e interprete della cultura del Novecento, che ha arricchito costantemente con la sua passione civile e con la sua sensibilità di donna e artista aperta al mondo e sempre attenta al nuovo. Con l’America, in particolare, ha costruito ponti che padri e figli continuano a percorrere pensando a lei, alla sua esperienza diretta e partecipe di persone e luoghi, decisiva per quei ‘viaggi’ nella letteratura del nostro tempo”.

“Per 15 anni Teresa Sarti è stata l’angelo custode di Emergency – ha ricordato il Presidente Palmeri – accanto al marito Gino Strada: due anime di una realtà che ha portato il cuore della nostra città tra le genti più sfortunate della terra. Insieme hanno fatto crescere la cultura della solidarietà e del rispetto dei diritti umani nei luoghi del mondo in cui, di volta in volta, quell’umanità veniva violata, straziata, negata. Insieme hanno combattuto la battaglia per la vita con le armi della pace, realizzando ospedali e posti di primo soccorso e curando gratuitamente oltre tre milioni di persone”.

“Mike Bongiorno è stato il protagonista più celebre, amato e popolare della storia della televisione – ha detto Manfredi Palmeri – che ha personificato fin dalle origini con carisma, professionalità, ironia e uno stile unico e coinvolgente. Geniale innovatore, mito del piccolo schermo, ha esercitato uno straordinario ruolo nell’identità nazionale e nella dinamica culturale dell’Italia degli anni Cinquanta che iniziava ad aprirsi all’Europa e al mondo. Da allora ha rappresentato per diverse generazioni un’icona di speranza, un simbolo di fiducia, un segno del cambiamento, contribuendo a creare un sentire comune”.

Redazione

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