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I 10 ospedali della Provincia di Milano a misura di donna

Ultimo aggiornamento il 6 Ottobre 2009 – 16:25

Milano, 6 ottobre 2009 – La Lombardia e Milano sono al primo posto in Italia per il numero di ospedali a misura di donna. Sono infatti 10 le strutture milanesi che si sono aggiudicate negli ultimi tre anni i ‘bollini rosa’. Tutte con il punteggio massimo di tre bollini, che confermano l’eccellenza della sanità milanese. La struttura premiata quest’anno si aggiunge alle altre nove del 2007 e 2008, su un totale complessivo di 18 ospedali in Provincia, 66 in Lombardia e 230 sull’intero territorio nazionale. Sono questi i risultati della terza edizione del progetto promosso da O.N.Da, Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, che premia con i bollini rosa le strutture attente alle necessità di salute delle donne che, con 5 milioni di ricoveri ogni anno – per un totale di 9 milioni di italiani – rappresentano l’utenza maggiore dei servizi sanitari. La sanità milanese è un esempio di come sia possibile creare degli “women’s hospitals” come negli Stati Uniti e di come il traguardo sia vicino. Ecco i 10 ospedali premiati: nel 2009 il riconoscimento è andato al San Paolo; nel 2008 a San Carlo, Sacco, Buzzi e San Raffaele; nel 2007 all’Istituto Nazionale dei Tumori, Fatebenefratelli e Macedonio Melloni, Istituto Europeo di Oncologia, Ospedale Maggiore Mangiagalli e Regina Elena e Niguarda. A questi si aggiungono l’Istituto Humanitas di Rozzano, l’Irccs Multimedica di Sesto San Giovanni, gli ospedali di Seregno, Legnano, Cuggiono, Magenta, Vimercate e l’Ospedale di Circolo di Melegnano.

Una guida degli ospedali “in rosa” verrà distribuita nelle 424 farmacie della Provincia.

“Questi risultati – afferma Antonietta Nosenzo, consigliere di O.N.D.a – sono davvero molto buoni. Gli obiettivi raggiunti sono due: la cura delle patologie che più frequentemente riguardano le donne e una più efficace ed efficiente presenza femminile in posizioni dirigenziali e decisionali. L’alta qualità della sanità lombarda e milanese è conosciuta in tutta Italia. Ora si aggiunge un motivo in più per esserne orgogliosi. A distanza di tre anni dalla prima edizione del progetto Ospedaledonna, la sanità milanese dimostra che il traguardo degli women’s hospitals è raggiungibile anche in Italia. Si tratta di risultati che devono servire da stimolo per le altre regioni”. “Sono 5 milioni le donne ricoverate ogni anno in Italia – spiega l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna –. Sono loro le principali utilizzatrici dei servizi sanitari e testimoni particolari dell’attenzione verso il paziente. Per questo è necessario porre l’accento sulle strutture ‘a misura di donna’. L’opuscolo che sarà distribuito nelle farmacie è un’iniziativa che serve a incentivare tutte le realtà ospedaliere a riservare una particolare attenzione proprio a quel 52% di utenza al femminile, che presenta esigenze specifiche che spesso coinvolgono l’intero nucleo familiare”.
“Al nostro istituto – racconta Stefano Michelini, direttore generale dell’IEO – accedono per interventi chirurgici e cure mediche circa 100mila donne ogni anno. Sono pazienti che seguiamo nel tempo, dalla fase acuta della patologia fino al reintegro nella vita familiare, perché la malattia che noi curiamo va trattata non solo dal punto di vista clinico-scientifico, ma anche psicologico. In 15 anni di attività clinica si è creato un vero gruppo ‘Donne IEO’ sul territorio. Sono persone che hanno vissuto da noi un’esperienza in ogni caso fondamentale nella loro vita e che percepiscono l’istituto come un punto di riferimento costante per la loro salute. Noi ci impegniamo ad ascoltarle e a non abbandonarle quando sono fuori dalle mura dell’ospedale. Abbiamo per loro programmi speciali. Per chi ha avuto un tumore al seno abbiamo creato un appuntamento annuale di dialogo a cui partecipano in media 1000/1500 pazienti, oppure, per chi è sottoposto a terapia farmacologia, abbiamo aderito al programma ‘La Forza e il Sorriso’ che, sottoforma di corsi di trucco ed estetica, aiuta la donna a conservare l’autostima e la voglia di guarire e vivere.”
“La medicina di genere – aggiunge Antonio Mobilia, direttore generale dell’Ospedale San Carlo Borromeo – in Italia era una realtà fino a qualche tempo fa poco considerata. Il progetto dei bollini rosa di O.N.Da ha messo in luce la maggiore attenzione necessaria verso la salute delle donne e il loro benessere in ospedale. Non solo per quanto riguarda la ginecologia o la senologia, ma anche in altre discipline come la cardiologia, l’oncologia o la neurologia, che presentano caratteristiche diverse tra uomini e donne e per cui sono necessari approcci differenti e strutture accoglienti per loro e i loro bambini. L’Ospedale San Carlo si è attivato in questa direzione”.
Un supporto esterno importante arriva anche dalle farmacie, sempre più attente alla salute e al benessere delle donne. “La farmacia – sostiene Annarosa Racca, presidente di Federfarma e dell’Associazione delle Farmacie di Milano – è un luogo dove la donna è una presenza preponderante sia tra i farmacisti sia tra la clientela. La donna in farmacia trova attenzione per sé e per la sua famiglia e la nostra esperienza è al servizio delle esigenze quotidiane personali e delle necessità delle donne. La distribuzione del volume di O.N.Da anche attraverso questo canale è un’altra prova dell’attenzione che le donne possono trovare in farmacia”.
La classifica è stata stilata da una commissione scientifica presieduta da Laura Pellegrini, direttore generale dell’Istituto Malattie Infettive dello Spallanzani di Roma, che ha ridefinito i requisiti per l’assegnazione dei bollini per una migliore selezione delle strutture: presenza da 1 a 3 unità operative per le malattie di genere, presenza femminile in posizioni dirigenziali con almeno 3 donne nel Comitato Etico e personale infermieristico prevalentemente femminile, produzione di pubblicazioni scientifiche su patologie femminili. Le strutture premiate verranno monitorate per verificare che i requisiti siano mantenuti e, per chi ha ottenuto meno di 3 bollini, migliorati per ottenerne 3. Per il 2010 è previsto un nuovo bando di concorso.

Redazione

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