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Attentato caserma. Maroni: «L’attentatore di Milano è compatibile con la figura del kamikaze»

(mi-lorenteggio.com) Milano, 14 ottobre 2009 – Come già scritto ieri, gli agenti della squadra antiterrorismo della Digos, coordinati da Bruno Megale, con un velocissimo lavoro certosino e meticoloso, hanno  ricostruito brevemente l’ultimo anno di vita dell’attentatore, risalendo a tutte le sue frequentazioni e amicizie, sia in ambito lavorativo che sociale. Così sin da subito nelle adiacenti vie Tommaso Gulli e Civitali,  nel corso di alcune perquisizioni domiciliari, hanno rinvenuto circa 40kg di nitrato d’ammonio, una sostanza chimica usata nell’agricoltura per produrre fertilizzanti, ma, se combinata con altri elementi, può diventare un esplosivo molto efficace, simile  a quello esploso.

Così, dopo gli interrogatori, due uomini, un egiziano e un libico,  Abdel Mohamed Kol, 52enne,  e Imbaeya Israel, 33enne, sono stati fermati in quanto  potrebbero avere avuto un ruolo nell’attentato di ieri contro la caserma dell’esercito ‘Santa Barbara’ di Milano. Il loro arresto è in attesa di convalida, ma,  è stato richiesto dal pm Maurizio Romanelli.

Il nitrato d’ammonio è stato acquistato una settimana fa da Game, come ha sostenuto il  procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, mentre rendeva noti nomi dei presunti complici di Mohamed Game, l’attentaore. : l’egiziano . I due sono stati sottoposti a fermo per gli stessi reati contestati all’attentatore Mohamed Game: detenzione, fabbricazione e porto abusivo di materiale esplosivo.

Al momento il trio avrebbe agito senza alcun legame internazionale, sarebbe una cellula locale, che ha maturato queste idee e progetti convinta da sermoni facilmente reperibili online.

Sempre nella giornata di oggi, il  ministro dell’Interno Roberto Maroni ha presieduto la riunione del Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocato a seguito dell’attacco alla caserma Santa Barbara. «L’attenzione è massima e saranno promosse azioni per monitorare e prevenire attentati del genere»

La bomba artigianale usata contro la caserma di Milano conteneva 5 chilogrammi di esplosivo, di cui però solo un decimo del materiale è esploso. Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni, al termine della riunione del Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocato presso la Scuola superiore dell’amministrazione dell’interno, dove nella giornata si è svolta la prima Conferenza nazionale dei prefetti.

«Non siamo ancora in grado di verificare se l’attentato di ieri alla caserma di Milano è stato messo a punto da un’organizzazione ‘fai da te’ oppure se c’era un collegamento con organizzazioni strutturate».

«Sarebbe più pericoloso se non ci fosse un collegamento con organizzazioni, perchè si tratterebbe di persone che compiono azioni autonomamente ispirandosi ad un progetto di tipo jihadista e potrebbero essere tante e difficilmente controllabili le situazioni del genere».

«Ci sono numerosi spunti investigativi, anche da parte della polizia postale e credo che ci saranno sviluppi interessanti – ha proseguito – l’attentatore di Milano, dopo le prime risultanze investigative, è compatibile con la figura del kamikaze». L’attentatore aveva pronunciato frasi in arabo al momento dell’esplosione, poi in ambulanza si era espresso in italiano facendo riferimento alle missioni militari all’estero, «quindi quanto ha fatto è collegabile – secondo Maroni – all’intenzione di dare un segnale contro le missioni all’estero».

Sarà disposto un maggiore controllo sulla vendita dei precursori degli esplosivi. «Ieri – ha ricordato Maroni – è stato usato nitrato d’ammonio, un prodotto molto comune in agricoltura. Il gruppo ne ha acquistati 120 chili, una quantità modesta se si considera il tipo di utilizzo in campo agricolo».

«Pertanto – ha aggiunto – sarà fatta una valutazione a 360 gradi sulla possibilità di prevenire queste azioni, anche regolamentando la vendita dei prodotti precursori».

«L’attenzione è massima – ha assicurato il ministro – e saranno promosse azioni per monitorare e prevenire attentati del genere».

La caserma Santa Barbara di via Perrucchetti a Milano, sede di un reggimento di artiglieria dell’esercito, era stata ieri obiettivo di un attentato. Un cittadino libico residente a Milano era riuscito a penetrare nella caserma passando tra la porta carraia e il muro. Bloccato dai militari, ha pronunciato qualche parola in arabo e poi ha fatto esplodere un ordigno rudimentale. L’attentatore è rimasto ferito, così come uno dei militari che aveva cercato di fermarlo.

Vittorio Aggio

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