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Blitz della Polizia Locale di Opera in laboratorio cinese con lavoratori obbligati a lavorare in condizioni indescrivibili

(mi-lorenteggio.com) Opera, giovedì 15 ottobre 2009 – Questa mattina alle 9.30 la Polizia Locale di Opera ha fatto un blitz all’interno di un laboratorio di Via Mameli come atto conclusivo dell’attività di indagine in corso da alcune settimane.
All’operazione Fratelli d’Italia, dal nome della strada intestata all’autore dell’inno nazionale e per via dei nuovi fratelli d’Italia provenienti dalla Cina, era presente, durante l’irruzione, anche il Sindaco Ettore Fusco, che ha accertato in prima persona lo stato di degrado in cui vivevano e lavoravano nove persone adulte ed un neonato di nazionalità cinese. Una delle donne presenti era in stato interessante al sesto mese di gestazione. I cinesi tutti in possesso di permesso di soggiorno e documenti ad eccezione di uno, denunciato e su cui si stanno effettuando gli accertamenti, che dichiarava di averlo ad Ascoli Piceno. Due persone in possesso anche di regolarizzazione come badanti, rilasciate a Brescia, in fase anche queste di accertamento della validità.
Nel laboratorio una ventina di posti di lavoro di cui uno accanto ad un passeggino dove presumibilmente dormiva il piccolo quando la madre, ancora incinta, lavorava.
“Una vergogna scoprire che c’è gente che vive e lavora in queste condizioni – commenta il Sindaco Ettore Fusco subito dopo l’intervento – due aguzzini cinesi che parlavano italiano e poi una serie di persone considerate alla stregua di topi dai loro stessi connazionali ed obbligate a lavorare in condizioni indescrivibili dietro un minimo compenso. La nostra attività prosegue – conclude il primo cittadino – al fine di preservare la legalità a Opera. Non possiamo permettere che le attività illecite possano diffondersi anche nel nostro territorio, soprattutto quando interessano persone ridotte quasi in schiavitù e messe in condizione di vivere nel degrado”.
Insieme alla Polizia Locale anche la Guardia Ecozoofila che ha rilevato i numerosi reati ambientali in sinergia con l’Ufficio Tecnico comunale attento agli abusi edilizi di ogni genere. Informati anche l’Arpa e l’Inail per gli accertamenti di loro competenza.
Dai rilievi si sono constatati molti abusi edilizi per opere interne ed ampliamenti mai autorizzati, stanze ricavate con pareti di compensato senza finestre, uffici adibiti a dormitori, precarie condizioni igienico sanitarie su tutta la superficie interessata dagli accertamenti e sui tetti degli edifici, puntellati dall’interno poiché in avanzato stato di decadimento, vasta presenza di amianto in pessimo stato oltre alla presenza di rifiuti di ogni genere e persino auto abbandonate da anni nei cortili.
Rifiuti anche in alcuni magazzini e nei cortili risalenti addirittura a precedenti proprietà degli spazi fallite da molti anni. Proprio da un fallimento la provenienza di un bancale impacchettato contenente merce posta sotto sequestro dalla Guardia di Finanza ritrovata in un garage chiuso ma senza sigilli esterni.
La proprietà è stata denunciata per la discarica abusiva e l’enorme quantità di amianto che ha costretto il Comune a porre subito tutto sotto sequestro mentre ai cinesi affittuari sono già state comminate le multe per la mancanza di documenti e la cessione di fabbricato. Questo è solo l’inizio poiché dall’attività di accertamento ancora in corso emergeranno numerosi capi d’imputazione per gli attori delle attività illegali praticate in Via Mameli a Opera.
“Tutti i responsabili di qualsiasi illecito saranno assicurati alla giustizia – garantisce Fusco – che inesorabile colpisce chi si macchia di crimini di ogni genere a Opera dove agisce la nostra qualificata ed efficiente Polizia Locale”.

V.A.

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