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La lettera. In merito all’Ambrogino D’Oro a Steve McCurry

Ultimo aggiornamento il 17 Ottobre 2009 – 17:18

Dalle pagine milanesi del Corriere della Sera, di mercoledì 7 ottobre, e da altre fonti d’informazione, apprendiamo che il fotografo statunitense Steve McCurry ha ricevuto quella che è considerata l’«onorificenza più prestigiosa» concessa dall’amministrazione pubblica (e politica) di Milano: l’Ambrogino d’Oro.

Nulla da eccepire sul valore del bravo e apprezzato fotogiornalista, semmai siamo scandalizzati, noi che ‘viviamo’ di fotografia, sull’assegnazione di una onorificenza che, per proprio regolamento, all’articolo 1 recita: “Il Comune di Milano, interprete dei desideri e dei sentimenti della cittadinanza, ritiene essere compreso tra i suoi doveri anche il necessario compito di additare alla pubblica estimazione l’attività di tutti coloro che, con opere concrete nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’industria, del lavoro, della scuola, dello sport, con iniziative di carattere sociale, assistenziale e filantropico, con particolare collaborazione alle attività della pubblica amministrazione, con atti di coraggio e di abnegazione civica, abbiano in qualsiasi modo giovato a Milano, sia rendendone più alto il prestigio attraverso la loro personale virtù, sia servendone con disinteressata dedizione le singole istituzioni.”

 Il mondo della fotografia è indignato per la mancanza di cognizione di un potere politico che non rispetta i propri cittadini, ai quali deve rispondere prima di accontentare e assecondare altri interessi, dimenticando tante autentiche personalità milanesi, di reputazione internazionale, per celebrare un fotografo, sì degno, ma , che in nessun modo interpreta lo spirito dell’Ambrogino d’oro. Il sindaco Letizia Moratti ha dichiarato: “…sono onorata che Milano possa ospitare per la prima volta in Italia una sua mostra». E sarebbe, per Steve McCurry, l’unico e solo legame con la città.

È dovere precisare, invece, che la sua personale South-Shout East (Sud-Est, titolo milanese) è stata allestita tre anni fa nell’ambito del LuccaDigitalPhotoFest 2006, che gli assegnò anche il LuccaDigitalPhoto Award alla carriera. Ennesima dimostrazione della poca attenzione di chi governa Milano e pretende di reggere le redini della cultura.

Maurizio Rebuzzini e Giuliana Scimé

Seguono firme d’adesione da parte di personaggi della cultura italiana ed internazionale

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