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Touch Rugby. il 24 ottobre al Centro Saini i trofei “III Region” e cittá di Milano

Ultimo aggiornamento il 22 Ottobre 2009 – 18:44

Milano, 22 ottobre 2009 – Un semplice tocco dell’avversario anziché un placcaggio in grande stile. È questa la particolarità del touch rugby, disciplina sportiva nata in Austrialia, che sabato prossimo 24 ottobre sarà protagonista, dalle 9.30 alle 15.30 al Centro sportivo Saini con due trofei: III Region e Città di Milano. A sfidarsi per il primo trofeo saranno tre selezioni regionali: Lombardia, Veneto e Resto d’Italia. Durante la giornata le squadre incontreranno anche i Bandiga Rovigo, Campioni d’Italia, per disputarsi il trofeo della città. Gli incontri sono organizzati da TouchRugbyItalia, Federazione italiana touch rugby, con il patrocinio del Comune di Milano.
“Con questa manifestazione portiamo a Milano una disciplina giovane ma molto seguita – spiega l’assessore allo Sport Alan Rizzi – che saprà conquistare i milanesi per la sua particolarità, tanto da essere nel rugby quella più praticata dalle donne”.
“Per la prima volta – afferma Massimiliano Natale, consigliere di TouchRugbyItalia – si giocherà a Milano un torneo interregionale. Siamo felici che la città abbia accolto l’invito ad ospitare le nostre partite. Il nostro obiettivo è di accrescere l’interesse verso questo sport e aumentare le associazioni che già sono presenti in Lombardia e in Italia affinché la nostra Nazionale possa arrivare a collocarsi fra le prime cinque in Europa combattendo ad armi pari con Inghilterra, Scozia, Galles, Francia e Svizzera”.

Il touch rugby, conosciuto anche come touch, touch football o six down, è uno sport di squadra, variante del rugby a 13, in cui il placcaggio è sostituito da un semplice tocco dell’avversario. È nato in Australia fra gli anni Cinquanta e Sessanta come gioco sociale nei parchi e viene considerato un primo approccio alle regole del rugby. La nascita ufficiale è datata 13 luglio 1968, con la fondazione del South Sydney touch football club su iniziativa di Robert (Bob) Dyke and Ray Vawdon, considerati gli iniziatori della disciplina. Nei primi anni Settanta furono codificate le regole ufficiali della disciplina e nel 1976 fu fondata la Australian touch football association. Nel 1985 è nata anche la Federation of international touch (Fit), l’organo di governo mondiale della disciplina.
Il touch si gioca su un campo di 80 metri di lunghezza (comprese le aree di meta lunghe ciascuna 5 metri) e 50 di larghezza (la metà di un campo di rugby). La palla è ovale ma con una superficie più gommata rispetto a una palla da Rugby Union o Rugby League ed è anche più lunga e pesante. Ogni squadra è composta da un massimo di 14 giocatori di cui solo sei presenti sul campo di gioco.
La partita dura 40 minuti divisi in due tempi da 20, con intervallo di 5. In caso di parità si disputa un tempo supplementare che termina non appena una delle due squadre realizza una meta. Per evitare una durata eccessiva dei supplementari, ad ogni minuto viene fatto uscire un giocatore per squadra.
Le regole ufficiali, derivate da quelle del rugby a 13, sono quelle stabilite dalla Fit ma esistono numerose varianti del regolamento a livello locale.

Redazione

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