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Primarie PD, alto l’afflusso, oltre due milioni i votanti

Ultimo aggiornamento il 25 Ottobre 2009 – 22:29

(mi-lorenteggio.com) Milano, 25 ottobre 2009 – Sono stati almeno 2 milioni e mezzo i votanti alle primarie del Pd. Lo ha annunciato Maurizio Migliavacca alle 21 e 45: "Siamo in grado di fare una stima che riteniamo attendibile e pensiamo che dati precisi li avremo nella nottata", ha detto, "a quest’ora hanno partecipato sicuramente 2 milioni e mezzo di persone".
Un dato in continua crescita, a sorpresa, quello delle seconde primarie del PD.
Alle 17 e 30 hanno votato circa 2 milioni di persone.
Due anni fa alla stessa ora i votanti erano stati 1,5 milioni, ora per l’esattezza sono 1.962.397.
Le regioni con più votanti: 300mila in Emilia Romagna, 250mila in Lombardia e 200mila nel Lazio.

Prime code in San Babila

Alle 11,30 nei 10.000 seggi in cui si vota per le primarie del Pd avevano già votato 876.570 persone. Lo ha reso noto, a nome della commissione congresso del Pd, Maurizio Migliavacca che ha commentato così il dato: "Sono numeri importanti che fanno pensare ad una grande partecipazione. E’ una bella giornata per la democrazia".

Le regioni dove si è votato sinora di più sono l’Emilia Romagna e la Lombardia.

Il seggio al quartiere Lavagna a Corsico

"Voglio ringraziare – ha detto Dario Franceschini – tutte le persone che stanno votando alle primarie. So che c’é tanta gente perbene che si sta recando alle urne per esprimere il proprio voto. E’ una grande festa della democrazia, a prescindere da chi stiano votando".

Un seggio a Cesano Boscone, dove alle 17.00 sono finite le schede per l’alto afflusso

Ignazio Marino è entusiasta del dato della mattinata: "E’ il 20% in più del 2007, quando alla stessa ora avevano votato circa 600 mila persone. Un dato che dimostra il desiderio di cambiamento degli italiani".

Per Pier Luigi Bersani le primarie "hanno risvegliato la nostra gente e consolidato la convinzione che noi siamo la normalità. In tutti i Paesi democratici ci sono partiti che discutono, in trasparenza, sul proprio futuro e sui propri vertici; solo noi abbiamo un partito con un padrone, ma è quella l’eccezione, noi siamo la regola, nei partiti deve regnare la democrazia".

Vittorio Aggio

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