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Ospedale Lecco, positivo sportello antistalking

Ultimo aggiornamento il 24 Settembre 2011 – 14:38

(mi-lorenteggio.com) Lecco, 24 settembre 2011 – Ottantuno contatti telefonici, 114 colloqui psicologici e 35 colloqui legali. Questo il bilancio dell’attività dello sportello anti-stalking, inaugurato a Lecco lo scorso novembre.
I dati sono stati illustrati ieri, nella sede dell’ospedale Alessandro Manzoni di Lecco, alla presenza dell’assessore regionale alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale Giulio Boscagli. Sono intervenuti anche Mauro Lovisari, direttore generale Ospedale Manzoni di Lecco, Stefania Bartoccetti, fondatrice dell’associazione Telefono Donna, il tenente colonnello Marco Riscaldati, comandante provinciale Arma dei Carabinieri, e Filippo Guglielmino, vice questore vicario.

L’assessore Boscagli ha ringraziato i presenti, sottolineando l’importanza dell’intervento delle istituzioni riunite attorno a una determinata problematica. "Oggi, e la presenza delle istituzioni attorno a questo tavolo ne è la testimonianza concreta, – ha detto l’assessore – ci occupiamo di un problema di cui finalmente abbiamo preso coscienza. Regione Lombardia si è mossa in questo campo dando un contributo concreto. Con 160.000 euro infatti siamo riusciti ad aprire, attraverso l’associazione, due sportelli: uno a Milano e uno a Lecco. Il nostro obiettivo è quello di estendere questo progetto anche al resto delle province della Lombardia".

Per il 55 per cento dei casi il rapporto fra vittima e aggressore è quello di ex partner. Il 26 per cento riguarda un conoscente, il 9 per cento un familiare, il 6 per cento un vicino di casa e il 4 per cento un collega di lavoro. L’86 per cento di chi subisce stalking è donna, mentre gli uomini sono il 14 per cento. La maggior parte delle vittime (51 per cento) ha un’età compresa fra i 25 e i 45 anni, mentre tra i 45 e i 65 anni è del 35 per cento. Lo stato civile delle vittime corrisponde al 40 per cento (per quelle coniugate) mentre le divorziate e separate sono al 30 per cento; nubili o celibi (22 per cento). "Il nostro compito – ha detto ancora Boscagli – è quello di riuscire a rispondere in maniera concreta ai bisogni nel momento stesso in cui essi si propongono.

In questi anni ci siamo occupati di tante novità: dal tema degli stati vegetativi, alla Sla, fino ad arrivare allo sportello anti-stalking. Analizzando questi dati, sono rimasto colpito dal fatto che il reato nasce dentro la rottura di un legame. Spesso infatti prendiamo coscienza di quanto la famiglia sia un perno centrale della nostra vita solo quando essa viene meno. La rottura dell’equilibrio psicologico affettivo sfocia sempre più spesso nel fenomeno dello stalking. Con lo sportello anti-stalking riusciamo a dare una risposta che dimostra concretamente la nostra attenzione ad un bisogno".

Per la gestione dello sportello l’ospedale si avvale della competenza dell’associazione Telefono Donna, che vanta un’esperienza pluriennale nelle azioni di contrasto e di prevenzione dei maltrattamenti sulle donne. Gli sportelli anti-stalking ricorrono alla collaborazione di operatrici volontarie che, 24 ore al giorno, supportano le vittime di stalking.

Redazione

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