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L’ingresso in Milano dell’Arcivescovo: il Cardinale Scola a Sant’Eustorgio

Ultimo aggiornamento il 25 Settembre 2011 – 21:46

(mi-lorenteggio.com) Milano, 25 settembre 2011 – Il cardinale Angelo Scola, neo Arcivescovo della Diocesi ambrosiana, è arrivato in Milano alle 16 di oggi, domenica 25 settembre 2011, per il suo solenne ingresso in Diocesi. Seguendo la tradizione della Chiesa milanese, il cardinale Scola è giunto alla Basilica di Sant’Eustorgio (piazza sant’Eustorgio 1), dove è stato accolto dal Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, e dal Vicario Episcopale della città mons. Erminio De Scalzi, oltre che da una folla numerosa, tra cui molti giovani, che lo aspettava tra canti e manifestazioni di festa.
All’interno della Basilica di Sant’Eustorgio, già piena di fedeli ben prima dell’arrivo dell’Arcivescovo, si è tenuto un momento di preghiera con quasi 200 catecumeni, provenienti da tutta la Diocesi, che si stanno preparando al Battesimo. Don Paolo Sartor, responsabile del Catecumenato per la Diocesi, li ha presentati all’Arcivescovo: «Uomini e donne, italiani e provenienti da tante parti del mondo, molti piuttosto giovani e altri già con scelte di vita definite: tutti hanno trovato una famiglia più grande nella Chiesa che è in Milano. E come capita in una famiglia, desiderano incontrare persone vere, che manifestino loro la forza e la tenerezza del Padre che è nei cieli. Per questo, carissimo vescovo e padre – ha proseguito don Sartor – guardano a lei con attesa e con affetto, aperti fin d’ora alla sua parola autorevole e alla testimonianza di vita che vorrà donare a loro e a tutti noi».

La Basilica di Sant’Eustorgio è particolarmente significativa per la sua storia, perché sorge nell’area in cui sono stati evangelizzati e battezzati i primi milanesi. La storia gloriosa della Basilica è stata ricordata anche da don Piergiorgio Perini, parroco di Sant’Eustorgio, che ha presentato all’Arcivescovo la parrocchia e l’iniziativa delle “Cellule di Evangelizzazione”: «La testimonianza di evangelizzazione, che questi reperti archeologici ci tramandano, è diventata ragione di vita futura per tutta la Chiesa. – E ha continuato – Questa comunità l’ha interpretata da 26 anni introducendo il Sistema di Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione come metodo di evangelizzazione per rinnovare ogni parrocchia trasformandola da spenta e poco incisiva in parrocchia in fiamme».

Il parroco ha poi donato all’Arcivescovo Scola, simbolicamente, della terra del cimitero dei Martiri cristiani, raccolta sotto l’altare della Basilica. «Il Regno dei cieli è un dono, una grazia: il tesoro e la perla sono, infatti, nascosti. Trovarli non dipende da noi. A ben vedere siamo noi ad essere trovati dall’amore di Gesù – ha detto l’Arcivescovo, ricordando anche il gesto della terra benedetta – Come ogni vera relazione d’amore il rapporto con Cristo domanda sacrificio. Ce lo testimonia il significativo gesto del dono della terra benedetta, memoria dei martiri, che ricorda all’Arcivescovo la natura della sua missione. La testimonianza è il nostro martirio quotidiano».

Al termine della cerimonia, come da tradizione l’Arcivescovo ha lasciato in dono alla Basilica il suo rocchetto e ha proseguito verso il Duomo.

V.A. + agenzie

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