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Cinema: piazza Duomo ospita l’ultimo pastore della città

Ultimo aggiornamento il 30 Settembre 2011 – 14:00

Milano, 30 settembre 2011– Saranno 700 pecore, lo stupore di oltre 100 bambini tra i 6 e gli 8 anni e un’ insolita Piazza del Duomo, con le sue guglie e i suoi storici palazzi, a fare da sfondo alle riprese finali del film documentario “L’Ultimo Pastore” di Marco Bonfanti, sabato 1 ottobre dalle ore 6.00 alle ore 11.00.

“Il Comune ha concesso l’utilizzo della piazza in quanto nel film documentario si riconoscono i valori sociali di rispetto per la natura, l’ambiente e le tradizioni, importanti principi condivisi e promossi da questa Amministrazione”, così l’assessore al commercio Franco D’Alfonso.
“Sono lieto di constatare come la città e i suoi luoghi più suggestivi siano sempre più protagonisti delle rinascita del cinema italiano – prosegue l’assessore – in un connubio amministrazione-produzioni cinematografiche che porta a una valorizzazione reciproca.”

Il film documentario narra l’incredibile storia di Renato Zucchelli, ultimo pastore nomade rimasto a Milano, che si muove con il suo gregge fra le case, le strade e gli ultimi spazi verdi di una fra le più industrializzate città d’Europa. Testimonianza unica e irripetibile di un mondo, di un mestiere, di una lingua ormai in estinzione (il Gai, gergo dei pastori di cui Renato è uno dei dieci ultimi depositari al mondo). Parallelamente, il film racconta, attraverso interviste, disegni e singolari interpretazioni, il rapporto a volte onirico e fantasioso dei bambini delle scuole elementari cittadine con un pastore e le sue pecore, che non hanno mai visto dal vero. Per questo si è deciso di realizzare il finale del film in Piazza Duomo, luogo simbolo della città, dove i bambini avranno modo di incontrare Renato e le sue pecore.

Il progetto si avvale del patrocinio e della collaborazione di alcune tra le più prestigiose organizzazioni mondiali, come WWF, ONU, UNESCO, Kyoto Club e Slow Food, per il contributo dell’opera alla divulgazione del rispetto dell’ambiente, della natura, delle tradizioni e delle identità culturali. Inoltre, il film veicola valori quali la protezione di una lingua e di un mestiere ormai in estinzione.

Redazione

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