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Proverbio: Agosto ci matura grano e mosto

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Il Sindaco di Opera alla due giorni di Firenze al fianco dei giornalisti precari

Ultimo aggiornamento il 8 Ottobre 2011 – 12:21

(mi-lorenteggio.com) Firenze, 08 ottobre 2011  – “Dobbiamo essere attori protagonisti del cambiamento mettendo in pratica, ognuno per le proprie competenze e professionalità, ciò che prevede la legge e la deontologia. Solo così possiamo far si che la stampa sia veramente libera”. Con queste parole, il sindaco di Opera Ettore Fusco, unico rappresentante delle istituzioni pubbliche, è intervenuto a “Giornalisti&Giornalismi” la manifestazione promossa dal Gruppo precari dell’Ordine Nazionale di Giornalisti e realizzata in collaborazione con la Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Nella due giorni che ha dato voce, per la prima volta, al mondo del giornalismo precario ne è nata la carta di Firenze, un documento da cui dare il via ad una “nuova era” che dovrebbe, di fatto, cambiare lo stato attuale e restituire la dignità tolta a buona parte della categoria dei giornalisti. “Da vittima degli editori che, oltre a non pagare le mie collaborazioni le modificavano, firmandole in alcune occasioni con altri nomi – spiega Fusco – quando ho dovuto scegliere a chi affidare l’ufficio stampa del Comune di Opera, non ho ceduto alle possibili pressioni politiche che mi avrebbero suggerito questo o quel soggetto, privo di adeguata preparazione ma mi sono rivolta alle istituzioni, chiedendo nomi di giornalisti professionali iscritti all’ordine e avendo quindi garanzia di una comunicazione corretta”. Informazioni corrette, equo compenso e stampa libera: questi i tre requisiti che secondo il sindaco devono essere alla base del cambiamento. “A tutti i precari va la mia solidarietà – prosegue il primo cittadino – è difficile rinunciare ad un compenso, seppur minimo, che contribuisce ad aiutare a mettere insieme il pranzo con la cena, ma bisogna avere il coraggio di alzare la testa e dire no agli editori sfruttatori e, soprattutto, occorre che le istituzioni ordinistiche e sindacali stringano le maglie di provvedimenti che, oggi, prevedono il beneficio del dubbio”.

V.A.

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