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Milano aderisce al network delle città interculturali

Ultimo aggiornamento il 8 Ottobre 2011 – 13:35

(mi-lorenteggio.com) Milano, sabato 8 ottobre 2011 – Il Comune di Milano è entrato a far parte del network italiano delle città interculturali, a cui già aderiscono molti Comuni tra cui Genova, Torino, Reggio Emilia e Bari. Il Network intende promuovere un’azione di sensibilizzazione ai valori positivi della diversità culturale intesa come una risorsa e non come una minaccia, sviluppare strumenti e pratiche atti a favorire l’incontro tra gruppi diversi tra loro culturalmente, etnicamente e linguisticamente, sviluppare la competenza interculturale all’interno delle istituzioni locali, dei servizi pubblici cittadini, della società civile, delle scuole e dei media, incoraggiare relazioni positive tra gli immigrati e la società locale. L’adesione al Network delle città interculturali è stata sostenuta dall’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, dall’assessore alla Cultura Stefano Boeri e dall’Assessore alla Sicurezza e Coesione sociale Marco Granelli, che ieri a Reggio Emilia ha partecipato all’incontro della Scuola delle Buone prassi delle città interculturali italiane.
“L’adesione alla rete delle città interculturali – ha dichiarato Majorino – rappresenta per noi una cosa “ovvia”. Siamo, infatti, convinti che Milano, dopo gli anni della “paura” e della diffidenza debba tornare ad essere la città degli “attraversamenti”, degli intrecci, dell’incontro tra popoli dalle diverse biografie. In questo quadro, per esempio, le azioni che stiamo intraprendendo per le cosiddette “seconde generazioni” sono per noi un impegno importante e prioritario a cui daremo continuità”.
"Milano non ha alcun bisogno di integrazione" ha dichiarato l’assessore Boeri. "E’ già una città-mondo ricchissima di tradizioni e culture, ospitando quasi 200 comunità straniere che a Milano lavorano, studiano, vivono. E che vogliono partecipare alla crescita di questa città, generosa ma anche esigente, che chiede il contributo di tutti: da un lato perché vuole che nessuno si senta escluso, dall’altro per arricchirsi sempre di più, dimostrando di essere capace di includere linguaggi, esperienze e tradizioni, in quel dialogo ininterrotto che costituisce il presupposto necessario per uno sviluppo coerente con il ruolo di una metropoli cosmopolita che si sta preparando all’Expo 2015".

Redazione

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