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Podestà inaugura a Palazzo Isimbardi la mostra «Anna Frank, una storia attuale»

Ultimo aggiornamento il 9 Ottobre 2011 – 16:36

(mi-lorenteggio.com) Milano, 9 Ottobre 2011 – È stata inaugurata questa mattina la mostra «Anna Frank, una storia attuale» promossa dalla Provincia di Milano, in collaborazione con il Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi di Milano, e la «Anne Frank House» di Amsterdam. L’esposizione, a ingresso libero, che rimarrà aperta fino al 20 ottobre (dal lunedì al venerdì, orari 9-13/14-18) è stata presentata dal presidente dell’Ente, On. Guido Podestà, e dal vicepresidente e assessore alla Cultura, Novo Umberto Maerna. Sono intervenuti all’evento, inoltre, Wim Kok, presidente della Fondazione Anne Frank, già ministro delle Finanze e Premier (1994-2002), insignito nel 2003 del titolo di ministro di Stato, massima onorificenza paragonabile alla carica di senatore a vita; Nico Kamp, console onorario del Regno dei Paesi Bassi a Firenze, che ha intimamente vissuto il dramma dei campi di sterminio avendo avuto entrambi i genitori deportati ad Auschwitz sullo stesso treno, peraltro, della famiglia Frank; Ronald Leopold, direttore della «Anne Frank House»; Roberto Jarach, presidente della Comunità ebraica di Milano. Era presente, altresì, Johan S. Kramer, Console generale del Regno dei Paesi Bassi a Milano.

 

Il titolo dell’esposizione, l’ultima in ordine di tempo realizzata dalla «Anne Frank House», ci introduce a una rilettura della Shoah inquadrata in un’ottica biografica grazie al supporto di un ricco apparato iconografico, riproduzioni documentarie e citazioni tratte dal diario personale della Frank. Si tratta, insomma, di un vero e proprio viaggio virtuale nella vita di Anne e dei suoi cari in cui viene esplicitata la condizione di una famiglia ebrea durante il periodo nazista.

La rassegna fotografica si sviluppa attorno a 34 pannelli in polipropilene a colori (dimensioni cm. 100×200) con testo (italiano-inglese) e riproduzioni fotografiche. La storia della vita di Anne Frank rappresenta il filo conduttore dell’esposizione. L’allestimento, suddiviso in modo cronologico, scandisce i momenti che dall’avvento del nazismo portano fino al dopoguerra.

1929-1933: i primi quattro anni di vita di Anne, l’ascesa del Partito Nazionalsocialista in Germania.

1933-1939: la fuga in Olanda della famiglia Frank. L’espulsione degli ebrei dalla Germania e la loro persecuzione.

1939-1942: l’inizio della persecuzione degli ebrei.

1942-1945: il periodo di clandestinità dei Frank nell’alloggio segreto, il diario di Anne e la deportazione.

Dal 1945 a oggi: le reazioni alla pubblicazione del diario e la società del dopoguerra.

La mostra, dunque, intende stimolare una riflessione sul significato di ideali quali la tolleranza, il rispetto reciproco e la democrazia, valori fondamentali per il mantenimento di una società democratica e pluralista.

«L’antisemitismo è una “malabestia” che continua a risorgere pure attraverso il negazionismo e che, invece, va definitivamente sradicato dall’umanità con il fondamentale contributo dei giovani – ha dichiarato, oggi, il presidente Podestà -. Attraverso questa mostra vogliamo offrire ai cittadini della Grande Milano, ma soprattutto agli studenti, ai più giovani, non solo una panoramica degli orrori perpetrati dai nazisti nel corso del secolo scorso ma anche sottolineare, grazie all’approccio storico-culturale dell’esposizione, quanto i sogni, le speranze, i valori di Anne non siano morti con lei perché quel diario, testimone del suo grande desiderio di vivere, rappresenta, ancora oggi, un attestato irrinunciabile per cogliere appieno le distorsioni e le atrocità del ‘900. Nessun orrore del secolo scorso, infatti, può essere assimilato alla Shoah per numero delle vittime e per le efferatezze dei metodi di sterminio utilizzati. Si trattò, d’altra parte, di un genocidio studiato scientificamente dai nazisti con l’obiettivo di eliminare dalla faccia della Terra il popolo ebraico e la sua cultura. La Provincia di Milano considera la memoria uno strumento indispensabile da trasmettere soprattutto ai ragazzi affinché la perpetuino. Sono convinto che le Istituzioni debbano, con convinzione, operare per far luce su una realtà spesso “dimenticata” ma che, per la sua crudeltà, non smette mai di far riflettere».

Redazione

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