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Psicosintesi, in principio era la gioia…

Ultimo aggiornamento il 18 Ottobre 2011 – 8:42

(mi-lorenteggio.com) Milano, 18 ottobre 2011 – Martedì 11 ottobre 2011, presso la Mondadori di Milano – Via Marghera 28, Maria Letizia Zecca, Counselor, Docente e Formatore in Psicosintesi e Alberto Ugo Caddeo, Medico, Psicoterapeuta, Psicosomatista, Presidente Istituto Alkemia hanno tenuto una interessante conferenza dal tema: la gioia.

Ha introdotto il Prof. Alberto Ugo Caddeo, il quale, riferendosi al libro di Matthew Fox: “In principio era la gioia….” ha affermato che la vera gioia sta nel riconoscersi. L’autore di questo importante testo è stato un padre domenicano che a seguito della pubblicazione del suo libro venne espulso dal suo Ordine. Il Professore ha poi sostenuto che il sentimento dominante la spiritualità non è il senso di colpa verso Dio bensì un positivo senso di riconoscenza verso il cosmo; si è espresso anche nei confronti di Dio il quale si riconosce nella sua creatività, nelle sue creature e se ne compiace. “Contrariamente a quanto ci è stato tramandato – dice Caddeo – il momento della creazione di un nuovo mondo “il mondo della conoscenza” è quando dall’albero viene colto la mela ed è mangiata. Dopodiché Dio si ritira per lasciare più spazio all’uomo e non perché ci ha abbandonati in quanto peccatori”. L’esimio Professore riferendosi alla sofferenza, sostiene che essa non è un’espiazione dei nostri peccati, ma che la stessa ha un senso: le cose che ci fanno soffrire ci portano alla gioia perché il male è al servizio del bene e della gioia. Poi, parlando del concetto di dualismo che ci è stato tramandato da un certo modo di fare religione nei secoli, afferma che esso ci ha portati in una situazione complessa nei confronti della volontà dell’Ente Cosmico. “Inoltre – continua il professore – l’archetipo femminile va a generare un nuovo essere che è il prodotto finale di ciò che da sempre e per sempre è un ponte che porta ad una congiunzione dell’elemento umano con l’elemento trascendentale. Tutto questo, ci darà la possibilità di vivere la vita con pienezza e con piacere, nel contatto intimo col nostro corpo e la nostra creatività”. Infine, il professore, afferma che dobbiamo apprezzare la capacità della nostra mente che ha nel vedere oltre e ci chiama a riflettere sullo straordinario momento che l’umanità dovrà testimoniare.

Ha proseguito la conferenza la Dott.ssa Maria Letizia Zecca che ha subito precisato che la sua formazione deriva oltre che da un attento studio, soprattutto dalle sue molteplici esperienze. Riferendosi al libro ”In principio era la gioia…” sostiene che l’Autore ha inteso restaurare il più autentico cristianesimo in fedeltà all’ideale dell’ebreo Gesù di Nazareth, che è una spiritualità della gioia e della letizia non dualistica. “Matthew Fox – afferma la Professoressa – indica un cambiamento di modello, cioè, lasciare i vecchi valori negativi per i nuovi valori positivi. Tutto questo può sviluppare la nostra mente per illuminare quegli spazi della nostra esistenza rimasti al buio. E’ un nuovo approccio psicologico fornito di un’anima capace di contribuire al nostro naturale processo di evoluzione, favorendo i legami e creando l’affinamento della personalità nel senso spirituale dell’esistenza. Questo – sostiene la Professoressa – ci farà scoprire la nostra natura spirituale, farà risvegliare in noi l’autocoscienza e la volontà per gestire consapevolmente le dinamiche intrapsichiche ed interpersonali per conoscere, possedere e trasformare noi stessi”. E la Prof. Zecca, in questa conferenza è riuscita in pieno a svolgere la sua funzione, offrendoci molte informazioni e spunti di riflessione che hanno stimolato la nostra curiosità: intraprendere il nostro viaggio che farà toccare le corde della nostra anima per comprendere anche l’anima di chi ci sta vicino e per imparare a vivere una vita più ricca e più piena. “Ci dobbiamo concedere del tempo per conoscerci meglio, imparare ad osservare le sensazioni, le emozioni, i pensieri, le immagini, le intuizioni – afferma la docente – Dobbiamo osservare i nostri comportamenti, interrogarci su quali sono i nostri desideri e quali i sogni, cosa ci dà piacere e cosa dispiacere, cosa ci dà gioia e cosa ci fa soffrire o arrabbiare, quali situazioni, persone, azioni, sentimenti stimolano ed energizzano la nostra vitalità. Dobbiamo cercare di scoprire lo spazio dove ci sentiamo centrati per perfezionare la consapevolezza e volontà che ci permetta di diventare padroni delle nostre scelte interiori ed esteriori”. Infine, la docente sostiene che bisogna imparare a guardaci con amore, conoscere i nostri limiti e le nostre capacità, ci dobbiamo concedere di esistere e valorizzare i talenti che abbiamo, coltivarli e condividerli, rimanendo però, sempre fedeli a noi stessi.

Principia Bruna Rosco

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