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Proverbio: Agosto ci matura grano e mosto

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Oltre 40 mila visitatori alla 528^ Fiera Agricola regionale di Ottobre svoltasi lo scorso week end ad Abbiategrasso

Ultimo aggiornamento il 18 Ottobre 2011 – 14:27

(mi-lorenteggio.com) Abbiategrasso, 18 ottobre 2011 – Fiera da record quella che si è conclusa lunedì 17 ottobre ad Abbiategrasso. Che la rassegna agricola potesse contare sulla tradizione si sapeva (528 anni contano…), così come le previsioni meteo, dopo qualche edizione non proprio fortunata, assicuravano il bel tempo per tutti e 3 i giorni della manifestazione. Ma il risultato finale è andato oltre il già ottimistico pronostico del presidente della Fondazione per la promozione dell’Abbiatense Roberto Foresti, che durante la cerimonia di inaugurazione aveva affermato di aspettarsi 40 mila visitatori. Il traguardo è stato superato, per la soddisfazione degli organizzatori ma soprattutto degli espositori.

Qualche dato può essere significativo per spiegare come sia andata nei padiglioni di via Ticino da sabato a lunedì. Il maestro pizzaiolo Renato Andrenelli ha impastato 250 chili di farina, trasformata in svariate migliaia di ottime pizze; il “Salame del Nonno” di Emilio Bolciaghi alla domenica sera aveva già venduto, oltre a quasi tutti i prodotti tanto da rendere necessario il riassortimento, un quintale di pane sotto forma di gustosi panini: il mercante di bestiame che ha esposto 15 vacche di razza bruna alpina le ha vendute tutte. In tre aree diverse della fiera, quindi, ottimi affari.
Ma se la parte commerciale ha meritato la promozione a pieni voti, compreso il ristorante affidato alla pro loco di Carpineti che ha proposto un’apprezzata cucina emiliana, hanno funzionato bene anche le attrazioni culturali e ricreative. L’animazione dell’angolo bimbi e gli intrattenimenti musicali con il gruppo degli Scariolantes, due novità dell’edizione 2011, hanno suscitato grande interesse così come il padiglione dedicato alla biodiversità, in cui si sono contate 15 razze bovine (compresa una coppia di splendidi buoi romagnoli), altrettante di conigli e ancora di più di galli e galline (anche questa era una new entry).
Una volta di più la fiera agricola abbiatense dimostra che il rilancio del settore primario, nel quale la Fondazione ha fortemente creduto quando ha avviato la riconversione della rassegna da minicampionaria a expo monotematico, non era una chimera ma un obiettivo raggiungibile.

“La scelta di puntare alla qualità in tutte le manifestazioni si sta rivelando vincente – rimarca Foresti – In fiera abbiamo portato buona parte delle eccellenze agroalimentari del nostro territorio, una rappresentazione della biodiversità tra gli animali della fattoria non facile da mettere insieme e ripreso di fatto il mercato dei bovini, antica tradizione della sagra cittadina; tra le macchine agricole, abbiamo aggiunto qualche marchio alle edizioni precedenti. Ci sono tutte le premesse per migliorare ancora”.

Redazione

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