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Assisi: religioni in cammino verso la giustizia e la pace

Ultimo aggiornamento il 18 Ottobre 2011 – 14:30

(mi-lorenteggio.com/VIS) Città del Vaticano, 18 ottobre 2011 – Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione della Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la giustizia e la pace nel mondo "Pellegrini della verità, pellegrini della pace", in programma ad Assisi (Italia), il 27 ottobre prossimo.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, con il Vescovo Mario Toso, S.D.B., Segretario del medesimo Pontificio Consiglio; il Vescovo Pier Luigi Celata, Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso; Don Andrea Palmieri, Incaricato della Sezione orientale del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani; Monsignor Melchor José Sánchez de Toca y Alameda,
Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura e il Padre Jean-Marie Laurent Mazas, che, nell’ambito del medesimo Dicastero, è Direttore del "Cortile dei Gentili".

Con la convocazione della Giornata di Assisi, Benedetto XVI intende solennizzare il 25° anniversario dello storico incontro tenutosi nella città natale di San Francesco per volontà del Beato Giovanni Paolo II nel 1986.
"Ancora oggi, come 25 anni fa, il mondo ha bisogno di pace. – ha spiegato il Cardinale Turkson – Dopo 25 anni di collaborazione tra le religioni e di testimonianza comune è tempo di bilanci e di rilancio dell’impegno, a fronte di nuove sfide. Esse sono insite nella crisi finanziaria ed economica che dura più del previsto; nella crisi delle istituzioni democratiche e sociali; nella crisi alimentare ed ambientale; nelle migrazioni bibliche, nelle forme più subdole del neocolonialismo, nelle perduranti piaghe della povertà e della fame, nell’indomito terrorismo internazionale, nelle crescenti disuguaglianze e nelle discriminazioni religiose".

"Ancora una volta – basti pensare ai recenti avvenimenti in Egitto o in altre regioni del mondo – c’è bisogno di dire ‘no’ a qualsiasi
strumentalizzazione della religione. La violenza tra religioni è uno scandalo che snatura la vera identità della religione, vela il volto di Dio ed allontana dalla fede", ha aggiunto il Porporato.

"Il cammino delle religioni verso la giustizia e la pace, (…) non può che essere caratterizzato da una comune ricerca della verità. (…) È per questo che Benedetto XVI desidera porre l’esperienza di Assisi 2011 (…) sotto la cifra del pellegrinaggio, che implica ascesa, purificazione, convergenza verso un punto superiore, assunzione di unimpegno comunitario".

"La ricerca della verità è premessa per conoscersi meglio, per vincere ogni forma di pregiudizio, ma anche di sincretismo, che offusca le identità. (…) Ricercare (…) la verità significa, poi, rinnovare uno sguardo di benevolenza nei confronti degli altri, per accettarsi reciprocamente, dialogare meglio, e collaborare al bene comune, su cui è possibile convergere sul piano di una ragione naturale. (…) La ricerca della verità è, inoltre, condizione per abbattere il fanatismo e il fondamentalismo, per i quali la pace si ottiene con l’imposizione agli altri delle proprie convinzioni. È, ancora, condizione per superare la babele dei linguaggi e quel laicismo che intende emarginare dalla famiglia umana Colui che ne è il Principio e il Fine".

Relativamente all’organizzazione della Giornata, il Cardinale ha precisato che il 27 ottobre "le delegazioni partiranno da Roma, in treno, insieme col Santo Padre. (…) All’arrivo in Assisi, ci si recherà presso la Basilica di S. Maria degli Angeli, dove avrà luogo un momento di commemorazione dei precedenti incontri e di appro¬fondimento del tema della Giornata.
Interverranno esponenti di alcune delle delegazioni presenti e anche il Santo Padre prenderà la parola. Seguirà un pranzo frugale, (…) all’insegna della sobrietà (…). Sarà poi lasciato un tempo di silenzio, per la riflessione di ciascuno e per la preghiera. Nel pomeriggio, tutti i presenti in Assisi parteciperanno ad un cammino che si snoderà verso la Basilica di San Francesco. Sarà un pellegri¬naggio, a cui prenderanno parte nell’ultimo tratto anche i membri delle delegazioni (…) All’ombra della Basilica di
San Francesco, (…) si terrà il momento finale della giornata, con la rinnovazione solenne del comune impegno per la pace".

I Paesi del mondo rappresentati sono più di 50, tra i quali, oltre a numerosi Paesi europei e americani, anche Egitto, Israele, Pakistan, Giordania, Iran, India, Arabia Saudita, Filippine e molti altri che "sono quelli che soffrono forse maggiormente, in questo momento storico, per problemi di libertà religiosa e dialogo tra religioni", ha affermato il Cardinale Turkson.

Il Monsignor José Sánchez de Toca y Alameda, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, ha precisato che per la prima volta il Papa ha invitato persone non credenti ad un incontro religioso. "All’origine
di questa innovativa scelta del Santo Padre vi è la convinzione che l’uomo sia credente sia non credente, è sempre alla ricerca di Dio e dell’Assoluto; egli è pertanto, sempre un pellegrino alla ricerca in cammino verso la pienezza della verità".

Gli invitati che hanno accettato di partecipare alla Giornata di Assisi sono Julia Kristeva (linguista, psicanalista, filosofa e scrittrice); il filosofo italiano Remo Bodei; Guillermo Hurtado, filosofo messicano e l’economista austriaco Walter Baier.

Redazione

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