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Pavia. La lezione ancora viva di Walter Damiani

Ultimo aggiornamento il 17 Novembre 2011 – 16:02

(mi-lorenteggio.com) Pavia, 17 novembre 2011 – La sala consiliare della Camera di Commercio stracolma di personalità politiche, amici, semplici conoscenti, ha testimoniato il vivo ricordo che la figura di Walter Damiani ancora sa suscitare a distanza di 18 anni dalla sua improvvisa scomparsa. L’occasione è stata la presentazione, mercoledì 16 novembre, del volume “Walter Damiani. Un uomo della Repubblica al servizio del bene comune” voluto e scritto dai familiari con il sostegno del Comune di Dorno, della Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia e con la collaborazione della Camera di Commercio.

Ed è stato proprio l’attuale presidente della Camera di Commercio di Pavia, Giacomo de Ghislanzoni Cardoli, a ricordare i 17 anni di Damiani alla guida dell’ente camerale a partire dal 1976 e le molte novità da lui introdotte: dalla costituzione di “Paviaform” per la formazione professionale a “Paviamostre” per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari, ai tanti e prestigiosi convegni scientifici. Il Presidente De Ghislanzoni nell’elogiare i meriti della pubblicazione, ha invitato i tanti presenti a leggere con attenzione la lettera aperta che Damiani scrisse nel 1993 agli iscritti e agli amici della Democrazia Cristiana dall’emblematico quanto amaro titolo:“Un requiem per le dignità perdute”.

Dopo i saluti e i ricordi da parte del presidente della Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia, Giancarlo Vitali e del sindaco di Dorno Secondina Passerini, l’incontro moderato dal direttore de “La Provincia Pavese”, Pierangela Fiorani ha visto succedersi diversi interventi. Hanno preso la parola alcune delle persone con le quali Walter Damiani ha intrecciato rapporti di amicizia e di impegno politico. Mino Milani, testimone di nozze di Walter Damiani, ha evidenziato la sua straordinaria umanità e rispetto del prossimo che gli hanno consentito di fare politica senza dimenticare la semplicità delle cose e soprattutto il suo ruolo primario di padre di famiglia.

La figura politica di Damiani è stata invece illustrata da Virginio Rognoni compagno di partito nella Dc e da Gianni Andreani, cui Damiani lasciò la presidenza delle Acli al termine del suo mandato nel 1969. La sua attenzione e la sua opera di sostegno alle imprese sono invece stati evidenziati da Roberto Paludetti, ex presidente della Camera di Commercio.

I diversi interventi hanno messo bene in luce la figura di Damiani come uomo di principi e di ideali, che concepiva la politica come servizio in quanto animato da una passione vera che gli veniva dalla sua esperienza (campo di prigionia prima e poi la Resistenza) e dalla sua fede cattolica. In uno dei tanti appunti del suo archivio personale la citazione di un pensiero di Emmanuel Mounier dice molto del Damiani non solo politico ma uomo di cultura: “Quando gli uomini non sanno più sognare le cattedrali, non sono nemmeno in grado di costruire belle soffitte”.

Loredana Crotti, per tanti anni stretta collaboratrice negli anni del suo mandato di Presidente della Camera di Commercio, ha infine ripercorso quel fecondo periodo nel quale Damiani ha saputo innovare l’ente e aprire Pavia e la sua economia ai mercati esteri, valorizzando al contempo la storia e soprattutto la cultura della nostra provincia.

Redazione

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