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Ospedale di Merate (Lc), inaugurato nuovo blocco operatorio hi-tech

Ultimo aggiornamento il 21 Novembre 2011 – 15:48

(mi-lorenteggio.com) Merate, 21 novembre 2011 – Il futuro della telemedicina è già presente all’ospedale di Merate: per assicurare il top di gamma alle prestazioni operatorie Regione Lombardia ha investito la cifra straordinaria di 6,5 milioni di euro: il presidente Roberto Formigoni, gli assessori regionali alla Sanità e alla Famiglia, rispettivamente Luciano Bresciani e Giulio Boscagli, hanno presentato ufficialmente il nuovo blocco operatorio del ‘San Leopoldo Mandic’, attivo a pieno regime dallo scorso 24 ottobre. "Nella nostra visione il ‘Mandic’ – ha detto Formigoni – è sempre stato strategico e questo nuovo intervento ne è un ulteriore esempio".

TOP DI GAMMA MONDIALE – Con la realizzazione della nuova piastra operatoria è stato reso possibile – ha spiegato Formigoni, visitando con gli assessori le sei sale in funzione, assieme al direttore della Chirurgia generale, Pierluigi Carzaniga – "un utilizzo più intensivo, coordinato e multidisciplinare delle sale operatorie, in linea con i dettami più aggiornati della scienza chirurgica". Altro punto di forza è la maggior sicurezza per il paziente. Queste sale chirurgiche – ha proseguito il presidente – "si collocano nel top della gamma mondiale: è una scelta che volentieri abbiamo fatto impiegando tutte le risorse necessarie". "In questo ospedale si è investito tantissimo – ha rimarcato Boscagli -. Questo ospedale ha eccellenze che è giusto sostenere con investimenti importanti come questo". E dotare gli ospedali delle tecnologie più avanzate significa – ha sottolineato il presidente – "tradurre in atti concreti l’attenzione al paziente e, allo stesso tempo, avere a cuore la professionalità di chi deve utilizzare i macchinari per poter svolgere al meglio la propria professionalità".

MILLE METRI QUADRATI DI HI-TECH – Sviluppandosi su una superficie di mille metri quadrati al sesto piano del padiglione C, le sei sale operatorie sono fornite di lampade scialitiche a led, che garantiscono una luminosità costante priva di zone d’ombra, ventilatori polmonari e sistemi ad alta definizione per la gestione delle immagini. Tutte le sale sono inoltre coordinate e gestite da sistemi informatici avanzati, che non solo monitorano l’intero percorso del paziente dalla preanestesia al suo risveglio, ma permettono di avere a disposizione in sala tutte le informazioni cliniche che lo riguardano (risonanza, tomografia e radiografie). Tra le eccellenze si segnalano la piattaforma tecnologica integrata destinata esclusivamente alla chirurgia laparoscopia e le apparecchiature per l’endoscopia con nuovissime colonne endoscopiche, videogastroscopi e video colonscopi.

TELEMEDICINA E MULTIDISCIPLINARIETÀ – Il blocco operatorio potrà essere collegato a strutture esterne mediante la trasmissione in diretta audio e video degli interventi: questo permetterà di implementare la messa in rete dell’azienda di Merate con gli altri ospedali italiani e stranieri e con le aule universitarie. Si apriranno, dunque, nuovi spazi di collaborazione e studio, ampliando il raggio d’azione e le dimensioni dell’attività dell’ospedale. "Tutto è interdipendente – spiega Bresciani -. In Lombardia vogliamo fare un rete di funzioni ad alta, media e bassa complessità di cura. Si tratta di tre strati di rete orizzontale in cui tutti sono attori, corresponsabili e interdipendenti. Questo è il futuro che noi promettiamo anche con le prossime nuove regole della sanità lombarda. La multidisciplinarietà è un elemento fondamentale perché oggi ci troviamo, soprattutto nell’ambito della cronicità, a spendere il 70 per cento delle risorse sul territorio per gli ultimi 10 anni di vita. La vita si allunga e si sta meglio, ma alla fine si salda il conto con più patologie contemporanee: di conseguenza quello tra medici e paziente si configura come un rapporto di squadra e multidisciplinare".

PRIMI PER INVESTIMENTI IN ITALIA – Il nuovo blocco operatorio dell’ospedale di Lecco rientra nel piano degli investimenti di Regione Lombardia. Vale, appunto, per l’ospedale ‘Mandic’, posto in posizione baricentrica rispetto a tre province e nel quale è anche partita la realizzazione della struttura riservata alla pneumologia. Altrettanti investimenti sono stati fatti negli altri ospedali lombardi: "Negli ultimi 10 anni – ha ricordato Formigoni – abbiamo fatto investimenti superiori a quelli realizzati complessivamente nel resto d’Italia. Grazie a una programmazione molto attenta abbiamo fatto oltre 650 interventi su tutta la rete ospedaliera regionale, più di quanto fatto nel resto d’Italia".

Redazione

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