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Il popolo lombardo in Duomo a Milano per l’ultimo saluto al Cardinale Carlo Maria Martini

(mi-lorenteggio.com) Milano, 03 settembre 2012 –  Milano ha dato l’ultimo saluto al Cardinale Maria Martini,  vescovo della città per 22 anni, deceduto venerdì scorso a 85 anni. Il Cardinale  ha concluso dieci anni fa il suo ministero episcopale a Milano e da anni era affetto dal morbo di Parkinson.

 

 

Il Duomo di Milano gremito con oltre seimila milanesi e non solo che hanno assistito oggi alla cerimonia funebre officiata dal Cardinale Ettore Scola.  Numerose  le autorità politiche, militari e religiose presenti. All’esterno sul sagrato del Duomo in quindicimila hanno potuto seguire la cerimonia attraverso due maxischermi.

 

Oltre 1.100 preti, 39 vescovi e 11 cardinali e rappresentanze di diverse religioni tra cui buddisti, musulmani e ortodossi. La comunità ebraica ha dedicato un momento di preghiera in Curia, prima del funerale.

 

Tra le autorità politiche, il Presidente del Consiglio, Mario Monti, con la moglie, Elsa Antonioli, il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il Presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia,  il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, Romano Prodi, Mariastella Gelmini, Rosi Bindi, gli ex sindaci di Milano, Gabriele Albertini e Carlo Tognoli.

 

«E’ stato capace di insegnare ai credenti e a coloro che sono alla ricerca della verità che l’unica Parola degna di essere ascoltata, accolta e seguita è quella di Dio, perché indica a tutti il cammino della verità e dell’amore»  questo il messaggio di cordoglio del Santo Padre Benedetto XVI  letto dal  cardinale Angelo Comastri, all’inizio della cerimonia funebre.

 

«In questi giorni una lunga fila di credenti e non credenti si è resa a lui presente. Siamo qui convocati dalla figura imponente di questo uomo di Chiesa per esprimergli la nostra commossa gratitudine» così, dopo la lettura del Vangelo, il Cardinale Scola ha detto nell’omelia.

L’Arcivescovo che aveva incontrato Martini pochi giorni prima di morire, parla di lui come di «specchio trasparente di perseveranza anche nella prova della malattia e della morte». E ha aggiunto: «Anch’io ho potuto far tesoro del suo aiuto quest’anno fino nell’ultimo affettuoso colloquio, una settimana prima della sua morte». Quindi ha ricordato «la competenza scritturistica, l’attenzione alla realtà contemporanea, la disponibilità all’accoglienza di tutti, la sensibilità ecumenica e al dialogo interreligioso, la cura per i poveri e i più bisognosi, la ricerca di vie di riconciliazione per il bene della Chiesa e della società civile».

Ciò che ha sempre contraddistinto Martini è la Scrittura, prima come biblista e poi come Pastore di Milano. E non a caso l’Arcivescovo ha aggiunto: «La luce della Parola di Dio, sulla scia del Concilio Vaticano II, abbondantemente profusa dal Cardinale su tutti gli uomini e le donne, non solo della terra ambrosiana, è il dono attraverso il quale Gesù accoglie chiunque decide di seguirlo».

La corona di fiori del Presidente della Repubblica

A prendere la parola al termine dei funerali è il successore di Martini, il cardinale Dionigi Tettamanzi, che esordisce dicendo: «Sono tante le emozioni, tanti i ricordi che si accumulano», per questo «è davvero difficile parlare». Per lui Martini è stato un «punto di riferimento per interpretare le divine Scritture, leggere il tempo presente e sognare il futuro». E quasi interpretando l’esperienza di tanti ambrosiani, Tettamanzi ha definito Martini «padre, pastore, maestro, servo intercessore, testimone della verità di Dio e della dignità dell’uomo».

«Noi ti abbiamo amato», ha continuato l’Arcivescovo emerito, «per il tuo sorriso e la tua parola, per il tuo chinarti sulle nostre fragilità e per il tuo sguardo capace di vedere lontano, per la tua fede nei giorni della gioia e in quelli del dolore, per la tua arte di ascoltare e di dare speranza a tutti».

Un doveroso grazie lo ha rivolto al termine della celebrazione il Vicario generale monsignor Mario Delpini a tutti i presenti, ai familiari, alle autorità ecclesiali, civili e militari, ma anche a chi ha assistito il cardinale Martini negli ultimi anni della sua malattia, quindi a don Damiano Modena, a medici e agli infermieri. «Il cardinale Carlo Maria Martini è stato capace di radunarci , di propiziare l’incontro, di essere presenti per ascoltarlo, vederlo, ascoltarlo», ha detto. Non si tratta di celebrare «la nostalgia di un’assenza», ha aggiunto Delpini, «ma la gratitudine per un’eredità, uniti per portare frutto, molto frutto, nella nostra Chiesa e nella nostra città».

L’arcivescovo Scola dopo la celebrazione è uscito sulla piazza a salutare e a benedire i fedeli che hanno partecipato a ogni momento attraverso i maxi-schermo. Intanto dal Duomo migliaia di persone uscivano in silenzio stringendo tra le mani l’immagine ricordo dell’amato Arcivescovo di Milano dal 1980 al 2002 su cui è stampato un versetto del salmo 119 (“Lampada per i miei passi è la tua Parola, luce sul mio cammino”) e che leggeremo anche sulla sua tomba in cattedrale.

 

V.A.

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