Buccinasco (12 agosto 2013) – “Cercate di sistemare la situazione altrimenti… qualche colpo in canna ce l’abbiamo ancora”.
Si conclude così la lettera di minacce e insulti recapitata via posta in Comune nei giorni scorsi e indirizzata al vice sindaco Rino Pruiti. A lui e al sindaco Giambattista Maiorano definiti “barboni” e “mafiosi” scrivono su un foglio a righe a mano in stampatello minuscolo le “br di Buccinasco”. Lo scorso aprile un’altra lettera scritta a mano – con la stessa grafia, i medesimi epiteti e disegni e pure simili argomenti – recava invece la firma di un fantomatico comitato “Guido Rossa 10 M5S” e in quel caso il destinatario nella busta era il primo cittadino, i bersagli sempre lui e il suo vice.
Allora il comitato si lamentava per le strade piene di buche, le piante non potate, i disagi causati dalla neve e dall’inerzia dell’Amministrazione. Nell’ultima lettera si parla dei capannoni ricoperti di amianto, e ancora di marciapiedi e strade. E in entrambi i casi c’è anche di peggio: insulti a Pruiti e Maiorano, minacce, addirittura il disegno di una pistola, oltre ad altre volgarità.
“Siamo sconcertati – commenta il sindaco Maiorano al ritorno da una breve vacanza – possiamo comprendere lo scontento, è legittimo manifestare le proprie lamentele ed io rispondo personalmente a tutte le mail e le telefonate dei cittadini. Ma le minacce e gli insulti sono ben altro e non possono che preoccuparci, tanto da costringerci a coinvolgere le forze dell’ordine che ora faranno le loro indagini”.
“Le minacce non fanno certamente piacere – continua il primo cittadino – non possiamo che condannare questo gesto vile e scellerato, ma restiamo sereni, non saranno certamente queste a fermare il nostro lavoro per il bene della città, all’insegna della legalità, della trasparenza, del rispetto delle regole e soprattutto dell’attenzione alle famiglie in difficoltà. Teniamo comunque alto il livello di attenzione e ci affidiamo alle forze dell’ordine”.
“Avrei potuto non dar peso ad un’azione di così bassa levatura morale ed intenso, invece, contenuto di volgarità che da solo qualifica l’autore. Ma di fronte alla reiterazione di espressioni di minacce, di calunnie gratuite ed in particolare di quel riferimento permanente a pistole e colpi in canna, non è possibile liquidarle come semplici espressioni di uno/a squilibrato/a o un/a mitomane improvvisamente colpito/a da un colpo di sole. Le minacce e i ‘consigli’ non ci spaventano e non ci impediranno di andare avanti”.
V.A.

