(mi-Lorenteggio.com) Milano, 14 agosto 2013 – Dalla Rivoluzione che depose Mubarak oltre due anni fa, l’Egitto nel caos dopo il blitz di stamane contro i presidi dei manifestanti pro-Morsi dove ci sono stati almeno 278 morti dichiarati in serata dal governo, fra cui 43 poliziotti, oltre duemila denunciati dai Fratelli Musulmani.
Giorni dopo la scadenza dell’ultimatum dei militari ai manifestanti, che da un mese e mezzo chiedono nelle piazze la liberazione e il ripristino del presidente Morsi, alle ore 7 le forze di sicurezza, appoggiate dai soldati, da elicotteri, mezzi blindati e bulldozer militari, hanno iniziato lo sgombero a forza dei due presidi-accampamenti dei dimostranti: quello minore di piazza Al-Nahda e quello maggiore attorno alla moschea di Rabaa al-Adawiya. La prima viene sgomberata già alle 9, mentre per prendere il controllo di piazza Rabaa la battaglia dura fino alle 14 e oltre.
La protesta si è diffusa in tutto l’Egitto: alcune fonti riferiscono di almeno 41 morti in provincia di Minya, di 10 ad Alessandria, dove viene attaccata anche la Biblioteca, 15 ad Ismailya, 17 in provincia di Fayum, 5 a Suez, scontri ad Assiut e nelle province di Buhayra e Beni Suef.
In una lettera, El Baradei ha annunciato le dimissioni da vicepresidente e ha spiegato che c’erano una serie di opzioni di carattere politico che avrebbero permesso di porre un termine alla crisi. "Mi è diventato difficile di proseguire ad assumere la responsabilità di decisioni con le quali non sono d’accordo", ha scritto.
22 chiese, sia copte che cristiane, sono state attaccate e molte date alle fiamme, fra cui 7 cattoliche, secondo il portavoce dei cattolici egiziani, e lo stesso papa copto Tawadros
– Fra i morti vi sono anche due reporter: il cameraman di Sky News Mick Deane e la corrispondente Habiba Ahmed Abd Elaziz, del gruppo Gulf News. E’ dichiarato lo stato d’emergenza della durata d’un mese e il coprifuoco notturno dalle 19 alle 6 di mattina sulle principali città. "Non permetteremo altri sit-in", promette il ministro dell’interno, Mohamed Ibrahimi, mentre Beblawi assicura che l’emergenza durerà "il più breve tempo possibile".
V.A.

