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EXPO. CIBO BIOLOGICO, FAVA: MERCATO LO CHIEDE, MA CONSUMATORI VANNO TUTELATI

Ultimo aggiornamento il 1 Settembre 2015 – 19:24

Rho Pero/Mi, 01 settembre 2015 –  "La risicoltura rappresenta di gran lunga la prima produzione biologica in Lombardia. Oggi i prodotti biologici in genere sono piu’ accettati sul mercato, soprattutto su quello europeo, e sono in forte crescita. Una forte richiesta che non e’, pero’, accompagnata, in termini relativi, in quanto a produzione". Lo ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, intervenendo oggi alla seconda Conferenza internazionale sui sistemi di produzione di riso biologico organizzata a Expo presso il padiglione della Biodiversita’. Alla conferenza sono intervenuti Claudia Sorlini, presidente del comitato scientifico ‘Universita’ per Expo 2015′,Daniele Bosone, presidente della provincia di Pavia, Giorgio Guardamagna, presidente del Gal Lomellina, e Duccio Campagnoli, presidente di Bologna Fiere.

IL RISO IN ITALIA E IN LOMBARDIA – "La superficie totale dedicata alla produzione di riso in Italia e’ pari a 227 mila ettari, il 51% di quello che viene prodotto in Europa – ha ricordato Fava – . Di questi solo 10 mila sono destinati al biologico e di questi 7 mila sono in Lombardia. Con territori che si sono gia’ mossi in maniera spinta verso questa specializzazione. Lombardia col Piemonte vale il 92% della produzione nazionale, ma si equivalgono in termini di quantitativi. Su 145 aziende che fanno biologico in Lombardia ben 134 sono in provincia di Pavia, solo 10 in provincia di Milano e una sola in provincia di Lodi".

UN MERCATO CHE PUO’ SVILUPPARSI ANCORA – "Nel nostro Piano di sviluppo rurale – ha spiegato l’assessore – abbiamo sicuramente aiuti per chi sceglie di convertire ulteriormente la propria attivita’ aziendale; del resto, chi mantiene la modalita’ mista a volte non riesce neppure ad avere accesso alle misure incentivanti sul biologico previste dalla misura 11". "Continuiamo a pensare che questo mercato possa avere ulteriori possibilita’ di sviluppo – ha aggiunto Fava – , pero vogliamo andare verso una definizione di biologico che sia veramente rispondente ai parametri richiesti. Perche’ a volte non e’ distinguibile, ma il consumatore va tutelato in questo senso". Un comparto interessante e in crescita " che – ha detto Fava – non penso possa modificare le dinamiche del mercato del riso: e’ in crescita ma i quantitativi non sono tali da consentire una modifica del mercato. Il riso negli ultimi 18 mesi ha vissuto stabilizzazioni nei prezzi che hanno garantito la remunerazione necessaria ai produttori".

QUALI TECNICHE PRIVILEGIARE ? – "Penso che debbano essere gli agricoltori a scegliere la tecnica di produzione – ha spiegato l’assessore lombardo – . Se c’e’ richiesta di un certo tipo di prodotto, alla fine e’ l’azienda agricola che fa scelte per stare sul mercato. Personalmente mi piacerebbe che il biologico ampliasse questa sua crescita dimensionale , ma entrambi i mercati del riso vanno se non governati almeno indirizzati in termini strategici. La Ue ci dice che dobbiamo spingere verso il biologico, e non c’e’ dubbio che nel nostro Psr, cosi’ come in altre azioni svolte quest’anno, anche Regione Lombardia abbia dimostrato attenzione verso questo settore, interpretando quelle che sono le indicazioni comunitarie.

Redazione

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