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OPERA. PATTO DEI SINDACI PER IL NO

(mi-lorenteggio.com) Opera, 22 novembre 2016) – “La vittoria del NO deve essere il punto di partenza per una vera riforma costituzionale e non, invece, una semplice vittoria politica contro un governo ormai inviso al popolo”. Il primo cittadino di Opera non ha dubbi sulle motivazioni alla base dell’incontro che, giovedì 24 novembre, alle ore 18, richiamerà a Opera numerose autorità politiche di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia a sostegno del NO al referendum costituzionale del 4 dicembre. Tra i tanti presenti che hanno già dato la loro conferma ci sono anche i Sindaci di Città Metropolitana che, con l’occasione, sottoscriveranno un patto istituzionale.

“L’obiettivo – spiega il sindaco Ettore Fusco che ha organizzato l’evento – è quello di creare un comitato istituzionale che coinvolga in prima persona i primi cittadini che guidano i comuni del milanese invitandoli a metterci la faccia e garantire ai propri cittadini di essere a sostegno del buon governo e per la realizzazione delle riforme, necessarie alla ripresa del Paese, ma non per questo disposti a perdere autonomia e democrazia per i propri territori”. I partecipanti chiederanno, inoltre, che siano i rappresentanti istituzionali, presso Parlamento ed Unione Europea, i primi ad impegnarsi per garantire le riforme necessarie alla ripresa del Paese. Nel corso del dibattito, saranno illustrate le motivazioni alla base del NO che in primis rappresentano un secco rifiuto al tentativo di stravolgere la Carta Costituzionale smantellando i punti cardine dell’ordinamento: democrazia e partecipazione. “La malaugurata vittoria dei si rappresenterebbe una vera e propria limitazione alle autonomie locali che ci impedirebbe di intervenire direttamente sui problemi legati alle nostre comunità ed ai nostri territori dovendo accettare, invece, decisioni prese dal Governo centrale senza che questo conosca nulla delle realtà su cui andrà a decidere – spiega Fusco – Già oggi possiamo percepire quello che potrebbe accadere osservando quanto sta succedendo con la cosiddetta accoglienza diffusa: lo stato obbliga i comuni ad accogliere forzatamente un certo numero di immigrati clandestini requisendo, sia strutture private che pubbliche, nonostante il parere negativo dei sindaci democraticamente eletti. E questo stesso Stato, invece, non mostra alcun interesse a conoscere, aiutare e risolvere le criticità delle nostre comunità con politiche sociali e del lavoro realmente efficaci”.

Redazione

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