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8 MAGGIO - FESTA DELLA MAMMA

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INNOVAZIONE E SALUTE. DESIGNER E MAKERS INSIEME PER RENDERE GLI OGGETTI PIÙ ACCESSIBILI ALLE PERSONE CON DISABILITÀ

Ultimo aggiornamento il 28 Giugno 2017 – 20:46

(mi-lorenteggio.com) Milano, 28 giugno 2017- Diffondere una nuova cultura del design e del progetto attenta alle diversità motorie e cognitive grazie all’ideazione oggetti, servizi e architetture inclusive, innovative e fruibili da tutti, soprattutto dalle persone colpite dalla malattia di Huntington. Questo l’obbiettivo di “Secondo nome: Huntington. Design for All, Design for Huntington”, la mostra in programma alla Triennale di Milano dal 29 giugno al 30 luglio. L’appuntamento, realizzato da Triennale Design Museum, AICH Milano Onlus e Huntington Onlus con il patrocinio del Comune di Milano, è volto a sensibilizzare il pubblico e ad accendere una luce su questa malattia rara per la quale, ancora oggi, non esiste una cura. “Un progetto che coniugando designer, makers e innovazione vuole contribuire ad abbattere le barriere architettoniche e rendere la cultura del progetto più vivibile per tutti. L’Amministrazione è vicina a tutti quei creativi che sviluppano l’architettura e il design nel rispetto e nell’attenzione alle esigenze di tutti i cittadini”. Cosi afferma l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive, Commercio, Moda e Design Cristina Tajani che prosegue: "L’innovazione diventa progresso quando contribuisce ad accrescere il benessere della collettività. Questo progetto, quindi, è importante non solo perché potrà aiutarci a trovare strumenti utili a superare il problema specifico e concreto, ma anche perché costituisce una prima sperimentazione di un metodo che potremo adottare per altre tematiche di accessibilità”. La malattia di Huntington è una patologia ereditaria degenerativa del Sistema Nervoso Centrale che colpisce le persone tendenzialmente tra i 30 e i 50 anni andando a modificarne completamente le abitudini quotidiane, le capacità cognitive e l’autonomia, poiché è caratterizzata da movimenti involontari patologici, gravi alterazioni del comportamento e un progressivo deterioramento cognitivo. In Italia si stima che esistano 150.000 persone colpite direttamente o indirettamente dall’Huntington. La mostra è articolata in due sezioni: una dedicata ai progetti dei vincitori del concorso under 35 “…ma così è la vita!Junior design contest”, l’altra ai progetti di designer, come Alessandro Guerriero, Lorenza Branzi e Nicoletta Morozzi, Lorenzo Damiani e Brian Sironi – solo per citarne alcuni chiamati a confrontarsi con la gestualità istintiva dei malati e con la loro forza quotidiana – raccontate in diversi scenari domestici. I designer hanno riflettuto sulla malattia di Huntington, su implicazioni psicologiche e pratiche del vivere, su una diversità che, con sfumature diverse, ognuno di noi potrebbe dover affrontare nel corso della vita. I progetti esposti rispettano infatti le necessità della malattia, ma parlano di gesti, di emozioni, di delusioni, di paure, di speranze quotidiane.

Redazione

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