25.9 C
Milano
sabato, Maggio 21, 2022

8 MAGGIO - FESTA DELLA MAMMA

Array

LOMBARDIA. UNESCO, MARONI: MURA VENEZIANE DI BERGAMO UNDICESIMO SITO DELLA REGIONE, MOTIVO DI GRANDE ORGOGLIO

Ultimo aggiornamento il 9 Luglio 2017 – 16:16

Milano, 09 luglio 2017 – "L’Anno della Cultura in Lombardia si apre con la proclamazione della citta’ di Bergamo e delle opere di difesa veneziane tra XV e XVII secolo a Patrimonio dell’Umanita’ riconosciuto dall’Unesco: la buona notizia arriva da Cracovia, dove e’ in corso la 41ª sessione del Comitato per il Patrimonio mondiale dell’Unesco". Cosi’ l’assessore alle Culture, Identita’ e Autonomie di Regione Lombardia Cristina Cappellini da Cracovia (Polonia) dopo il riconoscimento, come sito seriale, di Patrimonio dell’Umanita’ delle opere di difesa veneziane tra XV e XVII secolo.

FIN DALL’INIZIO VICINI ALLA CANDIDATURA – "La Regione Lombardia e’ sempre stata protagonista nel sostegno alle candidature dei propri territori – ha detto l’assessore Cappellini – e ha sostenuto fin da subito il Comune di Bergamo nel suo ruolo di promotore e capofila della candidatura a Patrimonio mondiale dell’Unesco del sito seriale transnazionale ‘Le opere di difesa veneziane tra XV e XVII secolo’, che coinvolge le citta’ murate piu’ rappresentative della Repubblica di Venezia tra Italia, la Croazia e il Montenegro".

ATTENZIONE AI SITI UNESCO NELLA LEGGE REGIONALE 25 – "Nella legge regionale n. 25 ‘Politiche regionali in materia culturale’, approvata alla fine del 2016 – ha sottolineato l’assessore -, la Regione Lombardia ha, poi, inserito uno specifico articolo dedicato ai Siti inclusi nella lista del Patrimonio mondiale dell’umanita’ dell’Unesco, nel quale sono previste sia la promozione e valorizzazione dei siti gia’ riconosciuti che il sostegno alle nuove candidature".

CAMUNO IL PRIMO SITO ITALIANO PATRIMONIO MONDIALE – L’assessore ha ricordato che "il primo sito italiano a essere stato inserito nella World Heritage List (Whl), la lista delle aree tutelate dalla Convenzione Unesco, che comprende tutti i siti riconosciuti come ‘patrimonio culturale dell’umanita” per le loro straordinarie caratteristiche culturali e naturali, e’ stato un sito lombardo: le incisioni rupestri della Valle Camonica".

LOMBARDIA PRIMA IN ITALIA PER REALTA’ UNESCO – "Con 10 siti sui 53 ora presenti in Italia e con il patrimonio immateriale del ‘saper fare liutario’ di Cremona – ha sottolineato l’assessore Cappellini -, la Lombardia si conferma la regione italiana con la piu’ alta concentrazione di patrimoni culturali riconosciuti dall’Unesco come eredita’ mondiali dell’Umanita’". "Questo primato – ha aggiunto – e’ un’ulteriore testimonianza della ricchezza culturale del territorio, che spazia dall’archeologia preistorica delle incisioni rupestri camune all’archeologia industriale del villaggio operaio di Crespi d’Adda, dalla raffinatezza pittorica del Cenacolo di Leonardo al vigore espressivo dei Sacri Monti di Piemonte e Lombardia, dalle bellezze naturali attraversate dalla Ferrovia retica del Bernina a quelle architettoniche di Mantova e Sabbioneta, dalla preistoria, attraverso i siti di epoca longobarda con la ricchezza del patrimonio del Monte San Giorgio e dei Siti palafitticoli dell’Arco Alpino, all’arte del saper fare tradizionale del violino".

IL SUPPORTO REGIONALE – "L’azione di supporto della Regione comprende anche un importante sostegno anche alla presentazione di nuove candidature – ha concluso l’assessore Cappellini -. Solo negli ultimi anni, Regione Lombardia per promuovere il patrimonio Unesco ha investito oltre 5 milioni di euro, che hanno consentito la realizzazione di interventi sul territorio per almeno 11 milioni di euro".

"Il riconoscimento delle Mura veneziane come nuovo sito Unesco e’ motivo di grande orgoglio, perche’ la proclamazione avvenuta oggi a Cracovia rende ulteriore merito allo straordinario patrimonio culturale della Lombardia, che da oggi vanta un nuovo sito Patrimonio mondiale dell’umanita’, in cui sono coinvolte anche altre Regioni". Lo dichiara il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, commentando la proclamazione delle Mura veneziane a Patrimonio mondiale dell’umanita’, avvenuta oggi a Cracovia, da parte dell’Unesco. "Con le Mura veneziane salgono dunque a undici i siti Unesco della nostra regione, dieci ‘materiali’ piu’ il sito ‘immateriale’ del ‘saper fare il liutario’ riconosciuto alla citta’ di Cremona – sottolinea il presidente -. La Lombardia rafforza cosi’ il proprio primato di regione con il maggior numero di siti Unesco in Italia e si conferma, anche in questo ambito, una vera eccellenza nazionale"."Oggi piu’ che mai, sono ancora piu’ orgogliosa di appartenere alla straordinaria ‘Te’ra de Be’rghem’. Questo riconoscimento da parte dell’Unesco rappresenta un vola’no importante non solo per la citta’ di Bergamo ma per tutta la nostra provincia. Il nostro territorio puo’ sentirsi doppiamente orgoglioso, dopo il sito di Crespi d’Adda, di cui sto seguendo in prima persona il nuovo Accordo di Programma, abbiamo ottenuto anche per la nostra Bergamo un importante riconoscimento". L’ha detto l’assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia Claudia Terzi commentando l’inserimento nel Patrimonio dell’Umanita’ del sito seriale ‘Opere di difesa veneziane tra il XV e il XVII secolo’.

PROVINCIA OROBICA HA ORE DUE PATRIMONI MONDIALI – "Il nostro territorio, con due siti Unesco, – ha spiegato Claudia Terzi – puo’ davvero ambire a essere attrattivo sia in ambito culturale sia in chiave turistica. Non solo, il nostro saper fare, il nostro orgoglio, le nostre tradizioni culinarie, la nostra identita’ e il nostro dna bergamasco, possono davvero diventare elementi vincenti per un’ulteriore crescita, anche economica, della nostra provincia. I turisti avranno mille motivi in piu’ per scegliere le nostre terre e la nostra Bergamo".

BERGAMO CAPOFILA NEL SITO – "Ricordo, inoltre – ha continuato l’assessore – che Bergamo ha il ruolo di capofila nel sito seriale dedicato alle ‘Opere di difesa veneziane tra il XV e il XVII secolo’. Anche a livello europeo avremmo un’occasione unica per attrarre turismo e far riscoprire a tutti la straordinaria eredita’ che la Serenissima Repubblica ci ha lasciato. Un’occasione unica che, mi auguro, non venga sprecata".

SIAMO TUTTI BERGAMASCHI – "E’ chiaro, infatti, – ha concluso Terzi – che ognuno dovra’ fare la sua parte; soprattutto chi amministra la citta’ di Bergamo dovra’ impegnarsi a tutelare ancor meglio il territorio. In questo senso occorrera’ avere un occhio di riguardo sia alla tutela dell’ambiente che del paesaggio che va di pari passo con il riconoscimento del sito. Oggi e’ un giorno di festa, siamo tutti bergamaschi".

Durante la 41ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, in corso a Cracovia, e’ stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco il 53° sito italiano. Si tratta delle ‘Opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo: Stato di Terra – Stato di Mare occidentale’, un sito seriale transnazionale, presentato dall’Italia all’Unesco con Croazia e Montenegro.

LE REALTA’ PARTI DEL NUOVO SITO UNESCO – La proposta costituisce un insieme straordinario dei piu’ rappresentativi sistemi difensivi alla moderna realizzati dalla Repubblica di Venezia, progettati dopo la scoperta della polvere da sparo e dislocati lungo lo Stato di Terra e lo Stato di Mare. Per decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale, entrano a far parte del sito Unesco le opere di difesa presenti a Bergamo, Palmanova, Peschiera del Garda per l’Italia, Zara e Sebenico per la Croazia, Cattaro per il Montenegro.

LAVORO DI SQUADRA PER LA CANDIDATURA – La candidatura e’ il risultato di un lungo e complesso lavoro d’e’quipe. Coordinata a livello centrale dal MiBACT, ha visto la partecipazione di studiosi di chiara fama cosi’ come delle piu’ alte cariche istituzionali e dei servizi tecnici dei Comuni coinvolti, dei rappresentanti delle altre istituzioni territoriali insieme con gli uffici territoriali del MiBACT. Una nutrita delegazione italiana era presente a Cracovia al momento della proclamazione. Oltre alla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unesco, erano presenti tutti i protagonisti del progetto di candidatura, il MiBACT, i sindaci dei Comuni coinvolti, accompagnati da esperti e tecnici che hanno partecipato al lungo lavoro iniziato fin dal 2008. L’Italia in questo modo conferma il suo fortissimo e pluriennale impegno nell’attuazione della Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, che le consente anche di rimanere, a tutt’oggi, il primo Paese per numero di siti iscritti nella Lista.

LA STORIA DEL SITO – Le ‘Opere di difesa veneziane tra il XV e XVII secolo Stato da Terra – Stato da Mar occidentale’ sono costituite da sei componenti fortificate situate in Italia, Croazia e Montenegro, che formano un sistema esteso per oltre mille chilometri tra la Regione Lombardia in Italia, e la costa orientale adriatica. La serie nel suo complesso rappresenta una significativa rappresentazione tipologica delle fortificazioni costruite dalla Serenissima tra il XVI e il XVII secolo, un periodo molto importante nella lunga storia della Repubblica di Venezia. Inoltre il sistema e’ rappresentativo delle modalita’ di intervento, dei progetti, dei nuovi criteri riconducibili all’architettura militare ‘alla moderna’ poi diffusa in tutta Europa. L’introduzione della polvere da sparo ha comportato importanti trasformazioni delle tecniche e dell’architettura militare, cambiamenti che si riflettono nella progettazione delle fortificazioni denominate alla moderna. Gli apparati difensivi dello Stato di Terra (a protezione della Repubblica dai potentati europei del nord-ovest) e dello Stato di Mare (a difesa delle rotte marittime e dei porti, dal Mare Adriatico fino a Levante) erano entrambi necessari per proteggere l’assetto territoriale e il potere della Repubblica di Venezia. Durante il Rinascimento, il vasto e strategico territorio della Serenissima fu lo spazio ideale per sostenere la nascita dei sistemi bastionati o ‘alla moderna’. Gli elementi di eccezionale valore universale sono molteplici: dalle colossali operazioni di scavo per i percorsi ipogei, alle realizzazione di complessi manufatti che riflettono i nuovi requisiti costruttivi messi a punto tra XVI e XVII dai tecnici della Repubblica. Al valore del sito contribuisce fortemente il contesto paesaggistico in cui si inseriscono le sei componenti, ciascuna in grado di offrire notevoli suggestioni visive all’interno del proprio contesto; inoltre gli elementi della serie inseriti all’interno di tessuti urbani medievali preesistenti o interessati da interventi riconducibili a piu’ recenti periodi storici hanno mantenuto chiaramente la loro matrice veneziana e ciascuna opera testimonia ancora oggi la propria funzione tattica nell’ambito del sistema complessivo.

UNA TESTIMONIANZA UNICA – Le opere di difesa veneziane alla moderna costituiscono un’eccezionale testimonianza dell’architettura militare che si e’ evoluta tra XVI e XVII secolo e che ha interessato territori vasti e le loro interazioni. Nel loro insieme, le componenti testimoniano la presenza di una rete difensiva unica tra Stato da Terra e Stato da Mar occidentale incentrato sul Mare Adriatico storicamente conosciuto come Golfo di Venezia. Tale progetto difensivo ebbe connotazione civile, militare e urbane che si estesero oltre il bacino mediterraneo spingendosi a Oriente.

Redazione

ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Ads -
2,551FansMi piace
160FollowerSegui
0IscrittiIscriviti

Ultime news

- Ads -