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8 MAGGIO - FESTA DELLA MAMMA

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Si è conclusa la quinta edizione dell’Antica festa di Opera

Ultimo aggiornamento il 17 Luglio 2017 – 17:45

(mi-lorenteggio.com) OPERA, 17 luglio 2017  – L’Antica Festa, la manifestazione che ha riportato in auge le vecchie tradizioni di Opera e della sua gente, è giunta alla sua quinta edizione. Tra bancarelle, musica, divertimenti e torte, l’Antica Festa è stata capace di regalare, anche quest’anno, un tuffo nel passato. Il ritrovarsi per le vecchie vie di Opera come si faceva un tempo per festeggiare la fine del raccolto ed oggi, invece, la partenza per le vacanze e l’occasione per assaporare gusti e profumi lungo le vie del centro in una serata tranquilla e stellata è stata un’emozione senza tempo che ha caratterizzato diversi fine settimana operesi e questo in particolare. In via Dante, nell’area laterale alla nuova scuola elementare da poco ristrutturata, si è svolto con la gara di torte il momento clou di questa giornata che, sin dalle prime ore della mattinata, ha visto ambulanti e hobbisti riempire e colorare le vie centrali del paese.

Iris Nonnato – delizia al pistacchio

Pasticceri per professione e per diletto si sono contesi la gara a suon di prelibatezze. Difficile il compito della giuria, composta dal Sindaco Ettore Fusco, l’Assessore al commercio, sport e tempo libero Pino Pozzoli e dall’esperto designato, di decretare i vincitori tra le tante torte che sono arrivate nel primo pomeriggio al punto di raccolta. “Tutte le torte erano buonissime – ha detto il  Sindaco – e quest’anno, con una accordo stretto con le pasticcerie di Opera, la torta che si è aggiudicata lo scettro nella sezione pasticceri per diletto sarà realizzata e venduta nelle pasticcerie del territorio come torta di Opera, per un anno, ma con il nome scelto da chi l’ha confezionata che spiegherà ed illustrerà ai nostri pasticceri come realizzarla”. Dopo gli assaggi, dopo avere assegnato i punteggi valutando aspetto, originalità e soprattutto bontà, i vincitori sono stati scelti. Per quanto riguarda la categoria “Professionisti”, che ricomprende le pasticcerie ma anche i cake design, ha vinto la Pasticceria Veggetti con “Fior di Loto”. Secondo “The minion Island” della Pasticceria Enea e terzo “Peccato di Gola” del Punto Simply.

Monica Noscardi, paticceria Veggetti- Fior di Loto

Tra le tantissime torte in gara nella categoria “pasticceri per diletto”, la vittoria è andata a Iris Nonnato che, insieme a nonna Antonietta ha realizzato Delizia al Pistacchio. Al secondo posto, aiutato dalla moglie, la torta Arlecchino di Alfonso Confalonieri ed al terzo la torta “cioccolato e pere” di Lorena De Luca per il corpo dei volontari di Protezione Civile. Un attestato con medaglia è andata al pasticcere più giovane, con una torta in gara realizzata unicamente da lui, per la seconda volta assegnato a Lorenzo Fusco di 10 anni.
Così, a cinque anni di distanza dalla sua rievocazione, la festa è diventata uno degli appuntamenti di luglio attesi da grandi e piccini per animare l’estate cittadina. Se la gara di torte è stato un momento di folclore e ritorno alle tradizioni con il classico dolce del giorno della festa, che sanciva il momento in cui i contadini ricevevano il loro compenso per il raccolto effettuato nelle campagne, un altro evento atteso e partecipato è stato quello della gara di pesca del Gambero Killer.

Alessandro Bellè, vincitore della gara di pesca

Anche in questo sabato che ha preceduto la terza domenica del mese di luglio, lungo la ciclabile che collega Noverasco allo Zerbo, i piccoli pescatori si sono dati appuntamento per partecipare alla gara. Con tanto di canna da pesca improvvisata, un’esca semplice composta da carne avvolta in una garza, si sono contesi la caccia al temuto killer delle rogge: un gambero importato dalla Louisiana che distrugge l’ecosistema locale annullando le biodiversità. In questa battuta di pesca, il vincitore che ha catturato più di 80 gamberi in poco più di un ora è stato Alessandro Bellè, già campione in carica, che per partecipare all’iniziativa ha rimandato la partenza per il mare, lasciando partire il papà e la sorella maggiore.

Cenni Storici
La festa di Opera si è sempre svolta la terza domenica del mese di luglio dal primo novecento per molti decenni. L’origine si deve alla consacrazione definitiva della Chiesa di San Pietro in via IV novembre la terza domenica di luglio del 1905. L’attuale Santuario del quattrocento intitolato alla Madonna dell’Aiuto è stato, infatti, fino al 1960 la Chiesaparrocchiale di San Pietro. Il Parroco ha officiato la messa per la comunità operese fino a quando la nuova Chiesa Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo in via Dante è stata ultimata e ne ha preso il posto definitivamente. Giunto nel 1958 a Opera il Parroco del tempo, l’attuale Monsignore Don Michele Arnaboldi, lasciò l’antica chiesa, con annessa piscina, unicamente per gli sposalizi e la gioventù dell’oratorio condotto da Don Agostino Briccola.

 
Con la terza domenica di luglio, il possibile motivo per cui per la consacrazione potrebbe essere stata scelta quella data, coincide anche la commemorazione della Madonna del Carmine a cui è dedicata una cappella del Santuario di via IV novembre, la seconda a sinistra per chi entra, trasformata nel seicento da una nobile famiglia che oggi riposa ai piedi della cappella stessa. Non è infatti conosciuto se già prima del novecento si svolgesse la festa in quella data proprio per commemorare la Madonna del Carmine.
 
Tracce storiche narrano anche una differente motivazione, non religiosa, legata alla scelta di quella data poiché connessa al ciclo di raccolto del grano ed al salario che veniva elargito ai contadini il lunedì dopo la festa. Questa teoria potrebbe anche datare la festa a prima del novecento. A suffragio di questa ipotesi c’è la giornata di festa per i dipendenti del Comune che cadeva il terzo lunedì di luglio.
 
Dai riscontri diretti la festa, nella seconda metà del novecento, si svolgeva almeno su tre giorni dal sabato al lunedì con la parte principale durante la domenica. Sembra addirittura, secondo alcune testimonianze, che si prolungasse al martedì e persino al mercoledì. Ma se lunedì e martedì trovano riscontro nei nomi assegnati alle due giornate, ufficio e ufficietto,non vi è traccia storica della festa al mercoledì.
 
Il sabato all’oratorio si svolgeva la pesca di beneficenza con tutte le cianfrusaglie raccolte dal Parroco e dai suoi chierichetti che giravano tutto il paese, nelle settimane che precedevano la festa, in sella alla bicicletta nera a tre ruote per il trasporto di materiale. In serata l’apertura delle danze in Cooperativa con la tanto attesa gara di ballo.
 
La domenica festa grande con la processione e i giochi tradizionali, il palo della cuccagna ed il salto dell’oca, sul sagrato della chiesa in via IV novembre. Il palo della cuccagna consisteva in un gioco nel quale i giovani si arrampicavano su un alto palo ingrassato ed andavano alla conquista di premi, generalmente prosciutti ed altri alimenti, nonché dell’ammirazione delle ragazze spettatrici delle loro esibizioni. Nel salto dell’oca i giocatori dovevano saltare ed afferrare per il collo un’oca appesa per le zampe ad una certa altezza. La bestiola alzava il capo per evitare la presa finché non veniva agguantata ed uccisa. Al vincitore spettava in premio il volatile. 
 
La festa di Opera dopo la creazione della nuova Chiesa in via Dante, davanti al Comune, è stata accorpata alla festa del Patrono, l’ultima domenica di giugno, e da allora ha perso la sua identità di festa popolare a vantaggio della festa più religiosa per la commemorazione dei Santi Pietro e Paolo.
 
Anche i dipendenti del Comune festeggiavano, con un giorno di riposo, il terzo lunedì di luglio ed hanno però continuato a farlo fino a quando, nel 1995, il Sindaco Gaetano Campione spostò la festività facendola coincidere con il 29 giugno festa dei Santi Pietro e Paolo.

Redazione

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