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La medicina del lavoro: a Milano come a Roma, deve ancora essere capita a fondo

Ultimo aggiornamento il 19 Luglio 2017 – 15:35

Milano, 19 luglio 2017 – La medicina del lavoro, a Milano come in tutte le grandi città industriali, è un argomento ormai di enorme rilievo. L’aumento dell’attenzione posta alla salute dei lavoratori – dovuto, e da lungo tempo atteso – ha creato per le aziende del capoluogo e dell’hinterland la necessità di occuparsi in modo molto più approfondito della questione. Fra le tante società che si occupano di questo argomento, abbiamo scelto di farci spiegare meglio l’argomento dalla GMS, specializzata da anni nell’offrire servizi di medicina del lavoro a Milano e provincia.

Partiamo dalle basi: che cos’è esattamente la medicina del lavoro?

Come spieghiamo anche diffusamente nel nostro sito,  la medicina del lavoro è la parte della scienza medica che si occupa di prevenire, diagnosticare e curare le malattie professionali, ossia  tutti quei disturbi e in generale stati di cattiva salute che dipendono dal contatto con agenti dannosi ritrovati sul luogo di lavoro. Questo include, ad esempio, agenti fisici (le radiazioni, o il calore eccessivo), agenti chimici (basti pensare ai numerosi reagenti usati in molti settori dell’industria) e polveri sospese (come i residui di lavorazione dei materiali tossici). A riunire queste competenze è il medico del lavoro, che deve essere uno specialista in questo specifico settore.

E quali sono gli specifici compiti che competono ad un dottore specializzato in medicina del lavoro?

Al medico competente – terminologia tecnica che indica la figura incaricata di occuparsi di questo ambito per un’azienda – si richiede una specializzazione, che può essere anche in igiene o medicina preventiva (e talvolta in medicina legale e delle assicurazioni) ma di solito è proprio in medicina del lavoro.  Questa figura deve identificare e riconoscere al loro primo insorgere nei lavoratori tutte le malattie che potrebbero, come spiegavamo, dipendere da agenti legati all’attività lavorativa. Per farlo, il medico usa tre canali:

1. I Sopralluoghi in azienda per la valutazione della presenza di eventuali elementi di rischio;

2. La stesura periodica del DVR, e la sua revisione regolare o straordinaria. Il DVR, o documento di valutazione del rischio, elenca sia le possibili minacce per la salute dei lavoratori che le precauzioni per scongiurarle;

3. La visita sanitaria periodica a tutti i dipendenti, come da protocolli sanitari, così da tenerne monitorate le condizioni e poter intervenire al primo insorgere di sintomi preoccupanti.

Abbiamo parlato di protocolli sanitari. Quali sono, nell’ambito della medicina del lavoro?

Vanno a costituire i protocolli sanitari della medicina del lavoro tutti quegli accertamenti che, secondo il parere del medico competente, sono necessari per monitorare i possibili rischi per la salute che ha identificato in fase di sopralluogo nell’azienda. Questi devono essere elencati, e ne va indicata la periodicità; è comunque lasciato al medico il diritto di effettuare, se lo ritenga necessario caso per caso, qualsiasi altro esame diagnostico si dimostri utile.

 

Redazione

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