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A.P.I. – Pagamenti alle aziende & export: Italia ed Europa a confronto

Milano, 19 settembre 2017 – A.P.I., in virtù dei risultati dello “Studio Pagamenti 2017” realizzato da CRIBIS* partner dell’Associazione, analizza l’apertura delle PMI alle relazioni commerciali con l’estero, presentando in anteprima i risultati del sondaggio somministrato alle imprese associate.

SCENARIO EUROPEO: DANIMARCA E GERMANIA I PAESI PIU’ VIRTUOSI

Lo Studio Pagamenti di CRIBIS esamina complessivamente il grado di virtuosità delle imprese dal punto di vista dei pagamenti verso i loro fornitori e presenta in Europa una situazione molto eterogenea. Se Danimarca e Germania si contraddistinguono per le maggiori quote di pagatori puntuali nel 2016, rispettivamente l’86,5% e l’81,7% del totale, Romania e Portogallo registrano invece i risultati peggiori, inferiori al 20% nella classe di pagamento alla scadenza (17,6% e 19,5%).

Forti i segnali di ripresa dalla Grecia: è il Paese che mostra i miglioramenti più elevati, con un significativo aumento dei pagatori puntuali che passano dai 22,7% del 2015 ai 32,4% del 2016 e una diminuzione dei pagamenti in ritardo di oltre 30 giorni, che dal 53,1% si abbassano al 29,8. Anche la Germania incrementa ulteriormente i propri risultati, con una crescita dei pagatori puntuali, che passano dal 72,3% del 2015 all’81,7% del 2016 e una riduzione dei gravi ritardatari, che sono solo lo 0,7%.

In aggiunta, la buona salute dell’Europa è confermata dall’assenza di gravi variazioni negative sia nei pagamenti puntuali, sia oltre 30 giorni di ritardo.

SITUAZIONE ITALIANA: 12a NELLA CLASSIFICA EUROPEA PER RISPETTO DELLE SCADENZE

Lo Studio Pagamenti 2017 mostra una situazione stabile nel nostro Paese, con una leggerissima variazione negativa nei pagamenti a scadenza, che passano dal 35,7% nel 2015 al 35,6% nel 2016, compensata tuttavia da una discreta diminuzione dei pagatori oltre 30 giorni, che si riducono dal 14,3% al 12,3%.

Ciò nonostante, l’Italia si colloca nella seconda metà della classifica europea dei Paesi più virtuosi, ottenendo il 12° posto, dopo, rispettivamente, Polonia, Francia e Belgio, con ben 6,6 punti di scostamento dalla media europea, che vede nel 2016 il 42,3% di aziende puntuali nei pagamenti.

L’Italia, a fronte delle migliori prestazioni di altri Paesi europei nei pagamenti, mostra una forte apertura al commercio con l’estero e, secondo i più recenti dati Eurostat**, si posiziona al 4° posto in UE per esportazioni, dopo Germania, Olanda e Francia. In dettaglio, vanta un valore pari a 223,3 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2017, in crescita del +8% rispetto allo stesso periodo del 2016, per un totale di 126,1 miliardi di export in nazioni dell’Unione Europea e 97,2 miliardi di euro in Paesi extra UE.

FOCUS LOMBARDIA: RISULTATI DEL SONDAGGIO A.P.I.

Dati in linea con il sondaggio che A.P.I., Associazione Piccole e Medie Industrie, ha sottoposto alle proprie aziende associate nel settembre 2017. In dettaglio, infatti, la quasi totalità delle società intervistate guarda all’estero con particolare attenzione, trovando nel mercato internazionale un’alternativa interessante per un business più sicuro. In tal senso, il 93% delle imprese associate, che hanno partecipato all’indagine, esporta; la maggioranza vanta una crescita nella propria quota export nell’ultimo biennio e una presenza tramite rete commerciale estera (agenti e/o distributori) o sedi produttive per il 67% dei casi. Inoltre, il 63% importa e il 71% vede la possibilità di aprirsi a nuovi mercati, soprattutto a quelli dell’Unione Europea. Un ulteriore elemento degno di nota che emerge dallo studio, è che il 75 % delle PMI si sono avvalse di finanziamenti pubblici a sostegno dei progetti di inserimento all’estero.

In aggiunta, analizzando nel dettaglio i risultati della Lombardia, lo Studio Pagamenti 2017 mostra come le aziende che operano nel Milanese siano le “pecore nere” della regione: solo nel 36,4% dei casi i pagamenti avvengono entro i termini contrattuali prestabiliti. Inoltre, se dal 2010 al 2016 i pagamenti alla scadenza in Lombardia sono aumentati di 17 punti percentuali, i ritardi «oltre 30 giorni» hanno registrato una vertiginosa variazione del 146,7%.

É interessante sottolineare anche la forte disparità che emerge se si analizzano le abitudini di pagamento delle società in Lombardia in relazione alle diverse tipologie di dimensione aziendale. Le PMI, e tra queste le micro e le piccole in particolare, evidenziano la più alta concentrazione nella classe di pagamento alla scadenza (49,3% e 40,4%).

Infine, a livello settoriale, nello scenario lombardo le performance migliori si segnalano nell’Edilizia, nei Servizi Finanziari e nell’Industria & Produzione, rispettivamente pari al 54,6%, 49,3% e 47,1%.

Paolo Galassi, presidente di A.P.I. conclude: “Le PMI sono il cuore pulsante della nostra economia e, come dimostra anche il sondaggio che abbiamo recentemente rivolto alle associate, hanno un ruolo non solo attivo ma anche fondamentale nell’accrescere il grado di internazionalizzazione dell’Italia. Il mio suggerimento è dunque che il Governo ascolti le loro istanze e adotti misure volte a incentivare una concorrenza sul mercato “ad armi pari” con le aziende estere, per tornare finalmente a essere più competitivi anche in termini di prezzo e non solo di qualità. Auspico che l’Europa faccia la sua parte, promuovendo politiche fiscali e attuando un piano europeo straordinario per gli investimenti che sia davvero comunitario, a supporto delle aziende che fanno import-export dentro i confini dell’Unione, per eliminare così la rivalità interna.”

 

FONTI:

*Osservatorio Pagamenti CRIBIS 2017. I dati citati sono relativi ai trend 2015-2016 nei seguenti Paesi Europei: Belgio, Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Spagna, Turchia e Ungheria. https://www.cribis.com/studio-pagamenti/

**http://ec.europa.eu/eurostat/news/news-releases, Euro area international trade in goods surplus €26.6 bn (17/08/2017)


Redazione

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