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Bassi: "Vestiti usati, Comune imponga adeguamento o elimini i raccoglitori gialli"

Ultimo aggiornamento il 23 Aprile 2018 – 19:01

(mi-lorenteggio.com) Milano, 23 aprile 2018 – “Il Comune di Milano imponga alle cooperative che gestiscono il business della raccolta degli indumenti usati di adeguare i raccoglitori, le note campane gialle, con sistemi anti-intrusione, oppure le elimini”. Lo chiede il Presidente del Municipio 4 di Milano, Paolo Guido Bassi, che segnala come questo sistema di raccolta degli abiti dismessi, “praticamente ogni giorno, crei fenomeni di degrado e disagio. Come, ad esempio, stamattina in via Mincio angolo via Oglio, dove uno di questi manufatti è stato forzato da un gruppo di rom, che poi hanno pensato bene di fermarsi anche a fare i loro bisogni sopra a quanto hanno abbandonato per strada. Il tutto davanti a una scuola elementare”.

ATTEGGIAMENTO PRAGMATICO – In Municipio, racconta Bassi, insieme alla commissione Sicurezza guidata da Francesco Rocca ed Emanuela Bossi, abbiamo elaborato e fatto approvare al Consiglio (con votazione all’unanimità) un documento molto serio che mappava le maggiori criticità legate al ‘sistema campane gialle’. Preso atto che ben pochi soggetti (parrocchie, supermercati, ecc) sono disponibili ad accogliere nei loro spazi protetti (parcheggi, cortili) i cassoni, abbiamo chiesto e ottenuto disponibilità dalla cooperativa responsabile del servizio, che la raccolta avvenisse due volte la settimana anziché una, che venisse posta in bella vista sui manufatti l’indicazione dei riferimenti telefonici e mail dei loro responsabili per eventuali segnalazioni e che gli stessi provvedessero ad adeguare i cassoni di raccolta con sistemi anti-intrusione che inibissero a chi non è autorizzato di fare lo scempio cui assistiamo troppo spesso”.

PAZIENZA FINITA – “Questo documento – ricorda l’esponente della Lega Nord – è stato approvato il 26-6-2016, purtroppo da allora non è stato fatto praticamente nulla. Oggi, ho scritto al sindaco e agli assessori Scavuzzo, Maran, Granelli e Majorino per chiedere che ci diano una mano a risolvere una volta per tutte questa situazione, oppure a prendere atto che questo sistema non funziona e quindi a rescindere o non rinnovare la convenzione in essere. Ben venga – conclude Bassi – il riuso e la raccolta differenziata, ma ci sono molti modi per farla senza che ciò si trasformi in un’occasione di ulteriore degrado per le nostre periferie”.

Redazione

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