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8 MAGGIO - FESTA DELLA MAMMA

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Trezzano. Smog: fecero un gran clamore sui controlli, ma, si sono dimenticati di rendere pubblici i risultati

Ultimo aggiornamento il 29 Maggio 2018 – 16:27

(mi-lorenteggio.com) Trezzano sul Naviglio, 29 maggio 2018 – Dopo i roboanti annunci conclusisi addirittura con una conferenza stampa, più niente, il silenzio più assoluto. Quasi che la panacea per l’inquinamento che soffoca Trezzano si limiti ai  monitoraggi dell’aria e non all’angosciosa necessità di interventi per attenuare i cancerogeni veleni esistenti e salvaguardare la salute dei residenti. 
“Loro” fanno verifiche, analisi, monitoraggi, (gli ultimi dal 24 gennaio al 04 marzo scorsi) riempiono la testa dei cittadini di “faremo” ma quando devono passare dal dire al fare svaniscono come la neve al sole. E così la farsa continua, come proseguono i ricoveri di chi abita nel “bunker” (Ora Arpa lo definisce “Canyon”) quando, d’estate, il caldo e la bassa pressione rendono irrespirabile l’aria pregna di PM10, CO e NO2.
Eppure, anche se il periodo è stato anomalo (Aeronautica Militare) perché caratterizzato da molta pioggia, diverse giornate di vento (anche forte) e poco sole, “Loro”, dopo i rilievi, sono stati zitti.  E allora, verifichiamo noi i punti essenziali della relazione non prima di esserci fatti spiegare dai tecnici dell’Arpa il significato dei linguaggi usati: percentile rappresenta la percentuale su base zero cento,  RRQA sono le centraline fisse e quando viene citata la parola percentile i dati si riferiscono a tutte le centraline fisse della Regione. PM10, è un pulviscolo invisibile che scaturisce da elementi naturali ma anche dalle vetture e per legge ha un limite di 50ug/m3 che non deve essere superato più di 35 volte all’anno.
“Come atteso”, è scritto sul documento di Arpa Lombardia, per quanto concerne il PM10 gli “Andamenti sono coerenti tra loro, con valori assoluti maggiori nei siti di Trezzano rispetto a quello di MI-Pascal; ciò infatti è giustificato dalle caratteristiche delle aree monitorate, ovvero il sito di Trezzano è ad intenso traffico. Inoltre, vi sono differenze anche tra i due posizionamenti a Trezzano.”.Da rilevare infine che, nonostante la bontà di Giove Pluvio, nel corso dei 40 giorni il limite previsto dalla legge è stato superato ben 11 volte con un picco giornaliero di 86 ug/M3 rispetto ai 50 stabiliti. Non solo, ma facendo una proiezione annuale degli 11 superamenti avvenuti nel corso dei 40 giorni si arriverebbe a 101 sorpassi del limite di legge; un disastro. CO, (monossido di carbonio) è un inquinante primario con concentrazioni legate anche ai flussi del traffico. In base alla relazione Arpa “mostra comportamenti analoghi a quanto osservato in Lombardia (fascia 25°-75° percentile) ma con concentrazioni superiori rispetto alla maggioranza delle stazioni della RRQA. Quindi sulla base della percentuale zero cento, Trezzano si colloca tra le 50 peggiori stazioni fisse di monitoraggio della Lombardia.
Preso atto delle grosse problematiche messe in luce da questi primi due dati, veniamo ora al terzo e più pericoloso elemento cancerogeno monitorato a Trezzano. E cosa emerge? Un dato che, purtroppo per i cittadini di Trezzano ed in particolare per quelli di via Indipendenza, Largo Risorgimento e centro storico è ancora più allarmante. NO2, (Biossido di Azoto) fuoriesce dagli scarichi dei veicoli a motore. Gas nocivi per la salute che provocano bronchiti e patologie gravi come gli edemi polmonari; veleni che sono causa di migliaia di morti all’anno. NO2 che: “Ha presentato concentrazioni superiori rispetto al 75° percentile calcolato sulle stazioni RRQA”, ovvero, dal monitoraggio è emerso che tenendo come riferimento i dati di 100 centraline fisse quelli di Trezzano figurano tra le 25 peggiori non escludendo il fatto che possano essere addirittura tra le quattro o cinque peggiori in assoluto e si badi bene non solo rispetto alle 22 della Provincia di Milano ma tra tutte le centraline fisse esistenti nell’intera Regione Lombardia.
A questo punto i commenti sulla vergogna delle promesse non mantenute e sullo zero assoluto fatto dagli attuali amministratori pubblici per attenuare le mortali emissioni e ridurre il transito dei 25.000 veicoli che ogni giorno percorrono le strade urbane, sono del tutto inutili.
Giorgio Villani

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