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Trezzano. Brenntag la bomba dimenticata situata sulla testa dei trezzanesi

Ultimo aggiornamento il 6 Dicembre 2018 – 12:43

Considerata dal Ministero ad altissimo rischio, ha una capacità di 7500 tonnellate di prodotti tossici, esplosivi e infiammabili e si trova a poche decine di metri da scuole, case e migliaia di cittadini

(mi-lorenteggio.com) Trezzano sul Naviglio, 6 dicembre 2081 – L’inquietante problema Brenntag è uscito dall’oblio grazie ad una assemblea svoltasi ieri sera a Trezzano.

Anzi, doveva uscire dall’oblio, perché al termine, i presenti sono tornati a casa conoscendo meno di quanto sapessero in precedenza sulla pericolosità di questa azienda che dovrebbe trovarsi a chilometri dai centri abitati ed invece opera a ridosso di case e scuole. Un incontro gestito male e, probabilmente, organizzato solo perché imposto dal Prefetto. Del resto se si pensa che il sindaco dopo aver promesso in campagna elettorale di impegnarsi per il suo allontanamento da Trezzano, una volta eletto non ha mosso un dito per ben quattro anni, poteva succedere solo quello che è successo e cioè una gran confusione e un finale senza impegni concreti. Un dato di fatto irreale e allo stesso tempo immaginabile poiché, indipendentemente dai partiti di appartenenza, negli ultimi dieci anni, i politici, pur essendo perfettamente a conoscenza del grave pericolo che rappresenta per la popolazione, hanno continuato a blaterare dall’opposizione per poi non fare nulla, ma proprio nulla per salvaguardare la salute e la vita dei cittadini, quando hanno governato la città. Ma cosa tratta questa azienda considerata dal Ministero pericolosa e ad alto rischio? Ecco alcuni dati.

In base ad un rapporto redatto dal comune qualche anno fa, il sito in questione è attrezzato per stoccare diversi prodotti corrosivi, tossici a rischio infiammabilità ecc, sia in forma liquida che solida. Un sito che avrebbe 76 mega serbatoi interrati (4.950 m3) e 58 fuori terra (2.750 m 3). Quindi qualcosa come 7.500 tonnellate di prodotti pericolosi.

Sempre lo stesso rapporto segnala anche l’esistenza di una limitata dispersione nell’aria di Acido cloridrico e possibili effetti sull’ambiente per la dispersione di vapori pericolosi come Toluene, Acetone, Metanolo, lsopropanolo, Cicloesanolo, Metilisobutilchetone Acetilcloruro, Dimetilsolfato.

Da aggiungere che il traffico medio giornaliero è di oltre 80 autocisterne e che alla Brenntag sono stoccate sostanze ritenute dal Ministero per l’Ambiente a rischio di incidente rilevante ma da ritenersi ragionevolmente non significative. C’è scritto proprio così: il Ministero classifica sostanze e azienda a rischio di incidente rilevante ritenendo il sito pericoloso, ma per loro, i rischi sono ragionevolmente non significativi.

Del resto, i politici si sono sempre disinteressati del pericolo che può rappresentare un’azienda con 7.500 tonnellate di liquido tossico, infiammabile e cancerogeno come hanno dimostrato indifferenza sull’inconcepibile convivenza di migliaia di cittadini con il pericolo di esalazioni funeste o peggio ancora di grosse e distruttive esplosioni.

Aspetti molto gravi soprattutto se si considerano i morti, i feriti e le migliaia di evacuazioni provocate dai disastri ambientali verificatisi nei siti “sicuri” di Brenntag sparsi per il mondo (basti citare le tragedie avvenute in Spagna, Francia, Usa, Germania e Costa Rica.

Non solo, ma a fronte della drammatica situazione esistente cosa succede? Che il sindaco Bottero nel corso di una intervista arriva al punto di affermare da prima che ha le mani legate (e le importanti competenze assegnate ai comuni dalla direttiva europea del 2012 e dal Decreto del Governo nel 2015 le ha almeno lette) e poi che: I sei palazzi di 20 piani indicati dalla società per andarsene? Proposta folle, a Trezzano non abbiamo bisogno di grattacieli.

A Trezzano esiste una bomba ad orologeria che potrebbe detonare da un momento all’altro provocando migliaia di evacuazioni, centinaia di feriti e parecchi morti e dopo oltre quattro anni senza aver assunto provvedimenti tanto che le autocisterne transitano quotidianamente persino nel centro storico, il problema Brenntag viene liquidato in questo modo? Ma il sindaco si ricorda le sue affermazioni pro elezione? Si ricorda quando si dava da fare per interessare legali e non, solo perché riteneva assurdo che il suo predecessore non facesse nulla per togliere la bomba che gravita sulla testa dei trezzanesi. Si ricorda quando in consiglio comunale affrontava a muso duro il sindaco perché pur essendo “Responsabile dell’igiene e della sicurezza del territorio” non assumeva provvedimenti? Ed ora invece asserisce che non abbiamo bisogno di grattacieli. Ma sul rapporto di quale studio, di quale ragguaglio tecnico? Ma lo sa di cosa sta parlando e su quale area sorge la Brenntag? Lo sa che l’Unione dei comitati di quartiere le informazioni ai migliori professionisti lombardi le ha chieste acquisendo responsi tremendi. Lo sa quali saranno i costi per la bonifica dell’area? Lo sa quanti anni dovrà restare inagibile il terreno dopo la bonifica? Non fare nulla per anni e poi effettuare esternazioni improvvide su un problema così delicato non è certamente qualificante e, al tempo stesso, non è neppure vantaggioso per l’indispensabile e gravoso lavoro fatto di volontà e ordinanze che dovrebbe portare alla delocalizzazione.

Giorgio Villani

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