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NOCCIOLE, ROLFI: INVASIONE DALLA TURCHIA, CREARE UN DISTRETTO AGRICOLO LOMBARDO

Ultimo aggiornamento il 8 Dicembre 2018 – 18:56

AREA DELLA BRIANZA INTERESSATA, POTENZIALE ECONOMICO ECCEZIONALE

(mi-Lorenteggio.com) Milano, 8 dicembre 2018 – “La corilicoltura in Lombardia è poco
diffusa: sono solo 127 gli ettari coltivati a nocciolo nella
nostra regione sui 71.000 nazionali. Si tratta, però, di un
settore dal potenziale economico enorme perché c’è continua
richiesta sui mercati”.

Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo
all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi lanciando l’idea
di promuovere in Lombardia un maggior numero di noccioleti.

30 PER CENTO IMPORTATO DA TURCHIA – “L’Italia – ha spiegato
Rolfi – produce il 13% delle nocciole a livello mondiale: è la
seconda potenza, ma è costretta a importare dalla Turchia fino
al 30% del fabbisogno, con tutte le conseguenze relative
all’innalzamento del potenziale di pericolosità, per il noto
problema dell’alto contenuto di aflatossine delle nocciole
turche”.

UN DISTRETTO AGRICOLO LOMBARDO PER LA NOCCIOLA – “Promuoverò un
incontro tecnico tra produttori e associazioni di categoria – ha
sottolineato l’assessore – per creare un distretto agricolo
lombardo della nocciola e lanciare questa redditizia coltura
nella nostra regione. Può essere un volano anche per rilanciare
marchi storici che ultimamente hanno risentito della crisi.
Regione Lombardia farà la propria parte prevedendo misure ad hoc
nel prossimo piano di sviluppo rurale”.

BRIANZA TERRITORIO AD ALTA VOCAZIONE – “La nocciola è un
investimento sicuro e fruttifero. La zona della Brianza può
essere quella più interessata a sviluppare una agricoltura che
può diventare il futuro della zona anche sotto il profilo
economico” ha chiosato il consigliere regionale lombardo
Alessandro Corbetta.

UNA FILIERA ITALIANA – “A Besana Brianza – ha continuato – è già
presente una realtà molto innovativa, gestita da un giovane
agronomo, che può fare scuola a livello regionale. La Lombardia
ha un clima favorevole per questa coltura. In Brianza e nella
fascia pedecollinare ci sono diversi campi agricoli abbandonati
o lasciati incolti che potrebbero essere riconvertiti. Creare un
distretto regionale per promuovere la corilicoltura anche in
Lombardia è strategico per il recupero di aree agricole
pedecollinari e propedeutico per la creazione di una vera e
propria filiera italiana. Sto lavorando per portare un documento
in Consiglio regionale proprio per dare una spinta maggiore a
questo progetto per i nostri territori”.

 

Redazione

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