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Proverbio: A Sant'Ambrogio il freddo cuoce

Francobolli. Curiosità e rarità delle poste milanesi nel Lombardo Veneto

 

(mi-Lorenteggio.com) Milano, 4 giugno 2019  – Ai tempi dei nostri bisnonni tutto doveva tornare. Compresa la contabilità dei singoli fogli dei francobolli. In Austria, e a cascata nel Lombardo Veneto, dove ogni quarto di foglio (le macchine da stampa sfornava fogli da 240, non di 256, successivamente divisi in quattro) comprendeva sette file da 8 esemplari ed una da 4, il totale doveva dare 60. Questo per il semplice fatto che la moneta del tempo era il gulden formato da 60 kreuzer . Di conseguenza un quarto di foglio da 1 kreuzer valeva 1 gulden e, a sua volta, quello da 6 kreuzer 6 gulden. Questa composizione prevedeva, nell’ultima fila, 4 francobolli ed altrettanti spazi vuoti che non andavano lasciate assolutamente tali. Ad evitare usi irrituali, la porzione di striscia inutilizzata (malintenzionati pronti a usare il supporto cartaceo statale per produrre in proprio falsi francobolli non mancavano) venne “cancellata” con quattro “croci di Sant’Andrea”. Di fatto delle X. Che nelle stragrande maggioranza dei casi gli addetti postali, al momento delle vendita, eliminavano con secchi colpi di forbici, usati anche per separare i singoli francobolli (solo otto anni dopo, nel 1858, con l’emissione in soldi e il profilo in rilievo di Francesco Giuseppe, fece la sua apparizione la perforazione).

 

Come sempre c’era qualcuno che remava contro corrente, nel senso che con i francobolli utilizzava anche le Croci di Sant’Andrea. Non si tratta, sia chiaro, di usi comuni. Anzi. Alcune di queste buste fanno tuttavia pensare che il mittente non si fermasse al puro e semplice aspetto estetico, ma subodorasse quasi una possibile valorizzazione del plico. Quattro buste così affrancate presentano due soli destinatari, rispettivamente residenti a Padova e a Vicenza. Uno di questi plichi imbucato a Milano il 13 novembre 1857 con il timbro dell’azienda di Pietro Rettazzini e diretto a Vicenza presenta un’affrancatura del tutto inconsueta. Non tanto per i francobolli utilizzati: un esemplare da 15 centesimi e tre da 10 centesimi di Lombardo Veneto, l’ultimo dei quali completo di due grandi Croci di Sant’Andrea ancora intonse. Nessuno, al momento della vendita, pensò di tagliare quello che era considerato un surplus di carta e che oggi è invece ricercato.

Firmato per autenticità da una sorta di rosario di esperi (da Alberto a Enzo Diena, per passare da Renato Mondolfo che ne è stato anche il possessore e ha esposto la bista alla mondiale dentellata “Wipa ‘81” di Vienna) il reperto è incluso nel catalogo della vendita Corpinplila (www.corinphila.ch) in calendario a Zurigo il 14 giugno. Chi vuol concorrere all’acquisto della busta crociata deve disporre, come partenza di almeno 100.000 franchi elvetici. Una somma di tutto rispetto (le altre due buste col 15 centesimi di Sant’Andrea, ciascuno con corredo di quattro Croci, ma partite da Verona con destinazione Padova, sono rispettivamente proposte a 60.000 e 50.000 franchi). Dei bei soldini, non c’è dubbio, anche se si tratta di somme ben lontane da quelle che si ostinano a riportare alcuni cataloghi prezziari che sembrano avere lo sguardo rivolto al passato, anziché al presente.
La vendita Erivan, che comprende anche le tre buste lombardo venete crociate, è destinata a far storia. Basti pensare che per meglio disperdere le molteplici preziosità, alcune case d’asta (Heinrich Köhler, Corinphila, H.R. Harmer e John Bull) hanno creato un inedito Global philatelic network. Trenta e passa, da qui al 2023, le vendite in calendario. Un’opportunità unica “per acquistare questi pezzi unici”, assicura Dieter Michelson, a nome di Köhler e Corinphila, mentre, mentre Karl Louis dello stesso gruppo ammette: ”E’ il momento ideale per acquisire alcuni dei gioielli della corona filatelica”. Un’opportunità, “tenuto conto dei bassi tassi di interessi di un investimento alternativo in filatelia”.
Prima delle buste e dei francobolli di Lombardo Veneto a passare sotto il martello del banditore sarà, l’8 giugno, a Wiesbaden, dove ha sede la Heinrich Köhler (www.heinrich-koehler.de) un vero e proprio pezzo da novanta: la busta indirizzata al barone di Türckheim, a Karlsruhe, affrancata con un esemplare del 9 kreuzer di Baden che presenta una variante sostanziale. La carta utilizzata per stamparlo non è rosa-lilla, come per il resto della tiratura, bensì verde. Quattro i tagli della serie, la prima del granducato, distribuita a cominciare dal 1851, con identico disegno che al centro porta, in bella vista, il valore. I macchinari a disposizione per la stampa non erano evidentemente sofisticati, tant’è che la stampa venne effettuata in tutti i casi in color nero, e per rendere individuabili i singoli tagli si fece ricorso (non è una novità nel campo dei francobolli) a fogli di carta di diverso colore: brunastro l’1 kreuzer; giallo chiaro, il 2k, verde giallo, 6k e, appunto, lilla rosa il 9k.

Danilo Bogoni

1 Lombardo Veneto Croci 2 Chi il 13 novembre 1857 spedì da Milano a Vicenza questa lettera conservando due Croci di Sant’Andrea unite a uno die tre tagli da 10 centesimi, probabilmente non sapeva di avere per le mani un futura rarità

2 Lombardo Veneto Croci. Stessa mano e stesso destinatario, ma in questo caso il plico col 15 centesimi e addirittura quattro Croci di Sant’Andrea partì da Venezia.

3 Re Svezia. Stoccolma, Carlo XVI Gustavo a colloquio, nell’ambito dell’Esposizione internazionale di filatelia ospitata nella capitale svedese, con Karl Louis, Ceo di Corinphila che partecipa al The global philatelic network incaricato di disperdere la monumentale collezione di Haub Erivan. dei

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