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Sanità, Fontana e Gallera: Regione in campo per formare nuovi medici famiglia

Oggi le prove di ammissione al Forum di Assago: 1391 iscritti per 476 posti

(mi-lorenteggio.com) Milano, 22 gennaio 2020.  “L’impegno della Regione Lombardia per reclutare e formare nuovi medici di famiglia prosegue incessante: in tre anni abbiamo quadruplicato i posti, passando dai 100 del 2017 ai 476 attuali”. Lo affermano il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore al Welfare, Giulio Gallera, in riferimento alla prova di ammissione per Medici di Medicina Generale in corso di svolgimento al Forum di Assago, a cura dell’Accademia di Formazione per il servizio socio sanitario regionale di Polis-Lombardia.

“Le precedenti norme nazionali, rigide, miopi e vincolanti – sottolineano il Fontana e Gallera – hanno determinato una seria e diffusa carenza di personale in tutte le Regioni, che ha coinvolto gli specialisti ospedalieri e la medicina del territorio creando la paradossale condizione di non riuscire nemmeno a garantire il turn over dei pensionamenti. Per la Lombardia, entro quest’anno cesseranno l’attività circa 1800 MMG”.

All’esame di oggi hanno presentato domanda 1.391 professionisti per 476 posti previsti dal nuovo corso di formazione. Di questi, 313 andranno a medici assegnatari di borsa di studio nazionale e 163 a medici senza borsa: 127 per effetto della nuova normativa dell’ex decreto Calabria (persone risultate idonee a un precedente concorso di ammissione, senza però entrare in graduatoria, e con almeno 24 mesi di esperienza lavorativa in medicina generale negli ultimi 10 anni) e 36 medici sovrannumerati (laureati entro il 1991).

“I 476 tirocinanti (erano 100 del 2017 e 388 del 2018) – aggiunge l’assessore Gallera – vanno a sommarsi ai 388 formati lo scorso anno. Considerando tutti i trienni, i partecipanti al percorso proposto dall’Accademia di PoliS-Lombardia sono circa 1.000. È il corso numericamente più ampio a livello nazionale. Il corso avrà una durata di 36 mesi e prevede l’erogazione di 4.800 ore di didattica: 3.200 ore di attività pratiche di tirocinio e 1.600 ore di parte teorica”.

Il percorso formativo teorico-pratico fornirà le conoscenze professionali, cliniche e non, riguardanti le condizioni tipiche della medicina generale, utilizzando principalmente l’esperienza sul campo in situazioni reali. Il tirocinio pratico del corso, infatti, si svolgerà durante la normale attività lavorativa in un ambulatorio di medicina generale, in due turni da 6 + 1 mesi l’uno.

“Il training continuo – conclude Gallera – comprenderà tutte le situazioni operative: urgenze, visite a domicilio, attività ambulatoriale, assistenza programmata, assistenza integrata, accesso alle strutture specialistiche ed ospedaliere, contatto e confronto con gli specialisti, accesso ai servizi sociosanitari e territoriali”.

V.A.

 

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1 commento

  1. Peccato che non si dica in quali condizioni sia stato organizzato l’esame. Una sala senza riscaldamento (come si vede dai cappotti). Come si può poi vantare come successo il fatto che si chieda a 163 medici di fare una specialità di tre anni senza percepire alcun compenso ? Non che i 900 € mensili dei medici con borsa possano essere reputati dignitosi ! Ma costa di più investire su una formazione obbligatoria o congestionare i pronti soccorso o pagare medici già pensionati ? La situazione è paradossale ed assurda. Mi spieghi per cortesia il Governatore Fontana come verrà affrontata la carenza ormai strutturale a fronte di un numero importanti di medici abilitati ma non impiegati !

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