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TERMOVALORIZZATORE ACCAM DI BUSTO ARSIZIO, ASSESSORE CATTANEO: DECIDA IL CONSORZIO, NON CI SONO RISCHI PER LA SALUTE

Milano, 11 febbraio 2020 –  Il Consiglio Regionale ha respinto la
mozione che sosteneva la necessita’ della chiusura del
termovalorizzatore ‘Accam’ di Busto Arsizio (VA).

L’atto fa seguito all’incendio verificatosi nella notte tra il
13 e il 14 gennaio, che ha interessato la parte impiantistica e
non le sezioni dell’impianto legate alla gestione dei rifiuti.
Nel suo intervento l’assessore all’Ambiente e Clima, Raffaelle
Cattaneo ha fatto presente come “ARPA abbia riferito che sono
state analizzati, nei giorni del 13 e 14 gennaio 2020, i dati
delle centraline della qualita’ dell’aria piu’ vicine all’area
dell’incendio, a Busto Arsizio e Arconate, e non si sono
osservate alterazioni significative dei valori”. “Dopo i
controlli di ATS e Vigili del fuoco, effettuati anche nei gironi
successivi – ha proseguito l’assessore – non si sono evidenziati
rischio specifici per la popolazione e i lavoratori e nessuna
segnalazione e’ pervenuta dai medici e dai pediatri o dai pronto
soccorsi in ordine all’evento occorso”.

L’assessore Cattaneo ha proseguito: “Regione Lombardia non e’
titolata a imporre la dismissione di impianti o di linee gia’
autorizzate, scelta che e’ in capo ai singoli Gestori, in questo
caso il consorzio ACCAM e quindi i Comuni soci. Ed e’ noto che i
soci di ACCAM hanno deliberato l’esercizio dell’attivita’ fino al
2027, data in cui scade l’autorizzazione ambientale e anche la
previsione contenuta nel DPCM 10/08/2016. Quindi Regione
Lombardia rispettera’ qualunque decisione i soci vorranno
assumere”.

“Bloccare oggi l’attivita’ di Accam – ha precisato Cattaneo –
avrebbe conseguenze per i Comuni interessati. La prima l’aumento
del 50% del costo di smaltimento dei rifiuti, che si
scaricherebbe sui bilanci dei comuni o sui cittadini. Inoltre, i
comuni dovrebbero accollarsi immediatamente i costi di bonifica
(non meno di 4,6 milioni di euro). Infine, i comuni dovrebbero
iscrivere nei propri bilanci la perdita legata al fallimento o
alla liquidazione del Consorzio”.

“Per queste ragioni credo che oggi sia piu’ ragionevole sostenere
il costo per la riattivazione della turbina – ha detto ancora
l’assessore – e riprendere al piu’ presto l’attivita’ di una delle
due linee. Cio’ consentirebbe di fermare le perdite, visto che
oggi Accam sta pagando ogni giorno per smaltire altrove i
rifiuti. Con una sola linea attiva sara’ comunque possibile
continuare il conferimento dei rifiuti da parte dei comuni soci
del consorzio. La seconda linea ha bisogno invece di interventi
strutturali, come la sostituzione della caldaia ed eventualmente
anche della turbina con una piu’ efficiente per incrementare la
produzione di energia elettrica”.

“Non c’e’ alcun pericolo per la salute. L’indagine epidemiologica
di ATS del 2016 – ha concluso Cattaneo – esclude conseguenze
per la salute e nel 2017 sono stati effettuati ulteriori
interventi per migliorare gli impianti di abbattimento dei fumi
riducendo ancora di piu’ le emissioni, che peraltro sono
controllate 24 ore su 24 e rientrano al di sotto dei parametri
previsti dalla legge”.

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