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FASE-2, PRESIDENTE FONTANA E ASSESSORE GALLERA: DOPO EMERGENZA, GRADUALE RITORNO A NORMALITA’ DEGLI OSPEDALI LOMBARDI

Ultimo aggiornamento il 7 Maggio 2020 – 21:15

RIPRENDONO ATTIVITA’ ORDINARIE MA STRUTTURE SEMPRE IN ALLERTA

(mi-lorenteggio.com) Milano, 07 maggio 2020 – Una ripresa attenta, sicura e graduale
delle attivita’ degli ospedali Lombardi, che devono rimanere
pronti a fronteggiare qualsiasi nuova emergenza.
E’ questo il contenuto di uno specifico provvedimento che la
Giunta Regionale ha approvato oggi in seduta straordinaria.

“I reparti degli ospedali si stanno alleggerendo dopo la grande
emergenza – sottolinea il presidente Attilio Fontana – pertanto
la ripresa dell’attivita’ ordinaria di ricovero puo’ avvenire in
modo graduale fino a un massimo del 60-70% dell’attivita’ erogata
dalla struttura prima dell’evidenziarsi della pandemia e
riguardera’ i pazienti che necessitano di prestazioni non
rinviabili oltre i 60 giorni di attesa. Per ogni Struttura
Ospedaliera, pubblica e privata accreditata e’ necessario
prevedere l’accesso a percorsi definiti e differenziati per i
pazienti in funzione della certezza o della probabilita’ di
essere COVID positivi. Abbiamo previsto ogni accorgimento per
garantire la sicurezza massima dei pazienti”.

AREE DI DEGENZA COVID – “Ogni Struttura sanitaria dovra’ dotarsi,
secondo propri modelli organizzativi, – spiega l’assessore al
Welfare Giulio Gallera – di aree di degenza COVID il cui accesso
dovra’ essere riservato alle sole persone strettamente dedicate
all’attivita’ clinico assistenziale di tali pazienti. I degenti
in questa area non potranno ricevere visite e dovranno
rigorosamente rispettare le misure di isolamento previste;
Dovranno essere limitate al minimo gli accessi di consulenti e,
per quanto possibile, si dovranno utilizzare le risorse della
telemedicina. Il personale tutto che lavora in queste aree deve
indossare i DPI previsti e sintetizzati anche nelle note
regionali diramate, in funzione delle manovre di assistenza che
vengono eseguite”.

AREE DI DEGENZA COVID FREE – “Dovranno essere inoltre previste –
aggiungono Fontana e Gallera – aree dedicate esclusivamente alla
degenza di Pazienti COVID free con personale sanitario
dedicato”.

Il personale deve indossare comunque mascherina chirurgica,
guanti e camice, fatte salve misure di protezione maggiori
sempre in funzione delle manovre di assistenza che vengono
eseguite.

SALE OPERATORIE – Sara’ necessario considerare, laddove presente
ed utilizzabile, l’attivazione di un blocco operatorio ad uso
esclusivo dei Pazienti candidati a chirurgia elettive e
prevedere una separazione per quanto possibile fisica e completa
di materiali e personale tra le sale operatorie dedicate ai
Pazienti COVID E NO-COVID.
Completamente separati devono essere anche i percorsi di
ingresso e uscita dai blocchi/sale operatorie COVID FREE ed i
percorsi di accesso dalla/e aree di degenza COVID FREE.

AREE INTENSIVE – “Durante l’epidemia COVID 19 – commenta
l’Assessore Gallera – tutte le strutture pubbliche e private
accreditate hanno implementato posti letto di terapia intensiva
per far fronte alla gestione dei pazienti con grave
insufficienza respiratoria. La dotazione regionale di tali posti
e’ pertanto piu’ che raddoppiata nell’arco di poche settimane e si
e’ assistito ad un processo di trasformazione di diverse aree
dell’ospedale fino ad arrivare ad una capienza massima che ha
superato le1800 postazioni e ha permesso di far fronte alle
necessita’ che giornalmente venivano rappresentate alla Unita’ di
Crisi”.

Stante la progressiva riduzione della necessita’ di posti letto
di Terapia Intensiva per pazienti COVID, e la conseguente
rimodulazione complessiva di ogni Presidio ospedaliero, si
ritiene necessario che vengano comunque garantite unita’ dedicate
e distinte per pazienti intensivi COVID positivi.
“Tutte le aree realizzate in ampliamento nel periodo di
emergenza – aggiunge il presidente Fontana – devono essere
mantenute arredate e attrezzate e pronte ad un’eventuale
ulteriore immediata attivazione”.

ACCESSO AL PRONTO SOCCORSO PER PRESTAZIONI URGENTI –
All’ingresso tutti gli operatori sanitari, gli utenti e gli
eventuali accompagnatori autorizzati di minori, disabili, utenti
fragili non autosufficienti devono essere dotati di mascherina
chirurgica e guanti per tutto il tempo di permanenza in Pronto
Soccorso e nelle aree di attesa e devono rispettare le
indicazioni di distanziamento interpersonale.
In questa fase e’ indispensabile che all’interno dei Pronto
Soccorso siano mantenuti distinti e funzionalmente separati i
percorsi di gestione e cura dei pazienti con e senza sintomi
sospetti Covid-19 al fine di ridurre al minimo le possibilita’ di
contagio in questo contesto.
Indipendentemente dalla modalita’ di arrivo (AREU o
autopresentazione), tutti gli utenti che accedono al PS, devono
transitare in un’area dove vengono identificati i pazienti con
sintomi compatibili con Covid-19 (febbre e/o influenza like
sindrome -ILI, tosse mal di gola difficolta’ respiratoria) e, in
tal caso, avviati alla valutazione all’interno di un percorso
Covid-19. In caso contrario e’ invece previsto l’avvio al
percorso standard, con esecuzione comunque del tampone n.f.
prima dell’eventuale ricovero.

In caso di sintomi/segni significativi di sospetta infezione
respiratoria Covid 19 il soggetto dovra’ essere sottoposto a
tampone naso-faringeo e sostare in spazi del PS dedicati,
secondo un percorso distinto da quello per gli utenti ordinari
fino all’arrivo del referto del tampone; nel caso in cui non sia
necessario trattenere il paziente in osservazione, lo stesso
potra’ essere dimesso a domicilio con indicazione all’isolamento
fino ad esito tampone. In caso di positivita’, tale esito verra’
comunicato all’ATS affinche’ si proceda con l’informazione al
MMG, l’indagine epidemiologica e le misure di quarantena.
Se la situazione di emergenza/urgenza non consente di attendere
il referto, il paziente va trattato come Covid 19 positivo anche
nel proseguo del percorso di diagnosi e cura all’interno della
struttura (compreso l’accesso alle diagnostiche, alle TI/SI e
alle Sale Operatorie), facendo indossare la mascherina
chirurgica, proteggendo per quanto possibile il paziente in
questo percorso.

ACCESSI PER PRESTAZIONI AMBULATORIALI – Per la programmazione
dell’attivita’ ambulatoriale andranno privilegiate le modalita’ di
erogazione di prestazioni di telemedicina, specialmente per
quanto attiene le visite di controllo, l’aggiornamento dei piani
terapeutici, il follow-up.
L’orario di erogazione delle prestazioni ambulatoriali in
struttura dovra’ essere quanto piu’ possibile ampliato per
limitare l’afflusso e lo stazionamento di persone all’interno
delle sale di attesa e delle aree visita/diagnostica.
All’atto della prenotazione l’utente verra’ informato sulle
modalita’ di accesso, sia per quanto attiene alla possibilita’ o
meno di essere accompagnato che alla necessita’ di indossare la
mascherina.
L’ingresso in struttura: deve essere regolamentato, deve essere
preventivamente fortemente sconsigliato prima di 15 minuti
dell’orario della prestazione, non deve prevedere, di norma, la
presenza di accompagnatore, eccezion fatta per minori, disabili,
utenti fragili non autosufficienti.

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