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GIORNATA VITTIME TERRORISMO, LE DICHIARAZIONI DI MATTARELLA, LAMORGESE E FONTANA

Ultimo aggiornamento il 9 Maggio 2020 – 21:00

(mi-Lorenteggio.com) Milano, 09 maggio 2020 – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Nel “Giorno della Memoria”, che il Parlamento italiano ha voluto dedicare alle vittime del terrorismo, la Repubblica si inchina davanti alle vite spezzate dal fanatismo politico, dalle violenze di gruppi brigatisti e neofascisti, dagli assalti eversivi alle istituzioni democratiche e alla convivenza civile.

Tragicamente lunga è la sequela delle persone uccise negli anni di piombo: servitori dello Stato, donne e uomini eletti a simbolo di funzioni pubbliche, cittadini impegnati nella vita sociale, testimoni coerenti che non hanno ceduto al ricatto. Il legame della memoria rinnova e rafforza il sentimento di solidarietà con i familiari, ma richiama anche un impegno che vale per l’intera comunità.

Ricordare è un dovere. Ricordare le strategie e le trame ordite per destabilizzare l’assetto costituzionale, le complicità e le deviazioni di soggetti infedeli negli apparati dello Stato, le debolezze di coloro che tardarono a prendere le distanze dalle degenerazioni ideologiche e dall’espandersi del clima di violenza. Ed è giusto ricordare il coraggio di chi non si è piegato, di chi ha continuato a difendere la libertà conquistata, il diritto e la legalità, le istituzioni che presidiano la vita democratica. Il terrorismo è stato sconfitto grazie al sacrificio e alla rettitudine di molti, e grazie all’unità che il popolo italiano ha saputo esprimere in difesa dei valori più profondi della propria civiltà. La storia ci ha dimostrato che l’unità e la coesione degli italiani sono gli strumenti più efficaci di fronte ai pericoli più gravi.

Nel tempo sono state accertate responsabilità dirette e indirette. Gli autori dei delitti sono stati sottoposti a processi e condanne. Ma non ovunque è stata fatta piena luce. La verità resta un diritto, oltre che un dovere per le istituzioni. Terrorismo ed eversione sono stati battuti con gli strumenti della democrazia e della Costituzione: la ricerca della verità, dunque, deve continuare laddove persistono lacune e punti oscuri.

Il 9 maggio è il giorno in cui Aldo Moro venne ucciso. La barbarie brigatista giunse allora all’apice dell’aggressione allo Stato democratico. Lo straziante supplizio a cui Moro venne sottoposto resterà una ferita insanabile nella nostra storia democratica. Respinta la minaccia terroristica, oggi ancor più sentiamo il dovere di liberare Moro e ogni altra vittima da un ricordo esclusivamente legato alle azioni criminali dei loro assassini. Nel riscoprire il pensiero, l’azione, gli insegnamenti di Moro e di tanti altri giusti che hanno pagato il prezzo della vita, ritroveremo anche talune radici che possono essere preziose per affrontare il futuro».

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha richiamato «il tributo di riconoscimento che deve essere offerto al sacrificio di chi è stato colpito dalla violenza del terrorismo di ogni matrice e il sentimento di vicinanza e di solidarietà dovuto alle loro famiglie».
«Il ricordo di dolorosissime vicende della nostra storia – ha dichiarato – deve spingere tutti noi a promuovere e garantire con forza i diritti di libertà e a condannare e contrastare ogni forma di terrorismo, che rappresenta un pericolo per le istituzioni democratiche e repubblicane».
«Onorare tutte le vittime del terrorismo nel giorno in cui ricorre l’anniversario del barbaro assassinio di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse non è solo un dovere morale, ma l’occasione per il richiamo ai valori di unità e di rispetto che sono alla base della nostra convivenza civile e che devono essere sempre difesi» ha proseguito la titolare del Viminale.

 

“Oggi si celebra il ‘Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo’. Non solo e’ giusto, ma doveroso, rivolgere un pensiero e un accorato ringraziamento a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per sostenere i propri ideali a difesa della democrazia e della liberta’”. Lo dice il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ricordando le vittime del terrorismo.
“Oggi ricorre – prosegue Fontana – anche il 42esimo anniversario della tragica morte di Aldo Moro, un uomo delle Istituzioni protagonista della storia del dopoguerra del nostro Paese.
Vittima di un periodo buio della nostra storia recente, ucciso barbaramente dalle Brigate Rosse, Aldo Moro, con un’apparente semplicita’, ha affrontato situazioni complicatissime prendendo decisioni importanti degne di un vero statista”.

 

Il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia, Alan Christian Rizzi, ha partecipato alla cerimonia presso la Questura di Milano in occasione della Giornata in memoria delle vittime del terrorismo.
“E’ doveroso ricordare chi non si e’ piegato, con coraggio, per difendere la liberta’, la giustizia e le istituzioni
democratiche” afferma il sottosegretario, in riferimento a tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e dellestragi di matrice estremista.
“Ricordare i momenti piu’ tragici della storia repubblicana – prosegue Rizzi – ci rammenta che le liberta’ costituzionali sono state costruite e preservate con molto sacrificio e che l’unita’ democratica del nostro Paese, e non solo, e’ stata piu’ volteduramente compromessa. E’ con la responsabilita’ e la coesione che
il nostro Paese si e’ sempre risollevato. Un insegnamento decisamente attuale”.
“In molti casi – conclude il sottosegretario Rizzi – non si e’ ancora fatta piena luce. La verita’, come ricorda il Presidente della Repubblica, resta un diritto per le famiglie e un dovere per le istituzioni”.

 

V. A.

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