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Coronavirus, Bocci (Pd): Servono soluzioni per i più piccoli: Regione Lombardia finanzi iniziative

Ultimo aggiornamento il 11 Maggio 2020 – 15:45

 

(mi-Lorenteggio.com) Milano, 11 maggio 2020 –  “I più piccoli sono tra coloro che in questi mesi di lock down hanno più patito la mancanza di relazioni con i coetanei. Con le scuole dell’infanzia e gli asili nido chiusi, in questi mesi a loro sono mancate completamente occasioni di crescita attraverso il gioco condiviso e lo stare insieme tra pari con un’educatrice o un educatore competente”, lo fa presente Paola Bocci, consigliera regionale del Pd. Ora, con il rientro di molti genitori al lavoro, si pone ulteriormente il problema dell’assenza dei servizi educativi per i minori. E l’esclusiva soluzione di portarli dai nonni, ovvero la classe di popolazione più a rischio Covid-19, non è certo auspicabile. “Sottoscrivo le richieste contenute in una lettera che undici nostri parlamentari hanno mandato a Franco Locatelli e al Comitato tecnico scientifico – dice Bocci –. Aggiungo, che Regione Lombardia, con risorse proprie, può intervenire e offrire ai suoi più piccoli cittadini e alle loro famiglie soluzioni adeguate e innovative, magari sulla falsariga di quelle toscane”.

Quella Regione ha in mente esperienze educative e di socializzazione da realizzarsi in particolare nei prossimi mesi: “Il problema si acutizzerà soprattutto in estate quando sarà assolutamente necessario pensare ad avviare dei centri estivi perché, a quel punto, molti genitori saranno probabilmente rientrati al lavoro – continua Bocci –. E se per i più grandi sarà solo un problema di impiegare il proprio tempo libero, per la fascia 0-6 anni si tratterà di stare insieme agli altri e anche di accudimento. Molti non potranno permettersi la baby sitter e continuerà a non essere il caso di lasciare i bimbi ai parenti più anziani”.

Ci sono altri esempi, di sperimentazione in Italia e fuori: “In Danimarca considerando che le aule delle scuole dell’infanzia non hanno abbastanza spazio per il distanziamento, hanno deciso di portare i bambini all’aperto, nei parchi divertimento e persino negli stadi – continua Bocci –. E senza andare tanto lontano, nella vicinissima Svizzera proprio oggi (lunedì 11 maggio, ndr) hanno riaperto le strutture scolastiche: prendiamo esempio da loro, per sperimentare, vediamo come va in Canton Ticino e ispiriamoci apertamente. Certo è che la Regione deve metterci del suo: l’appello è, ancora una volta, all’assessora alla Famiglia affinché trovi fondi da destinare anche ai Comuni per finanziare progetti innovativi e dare una mano ai nostri concittadini e ai loro figli per la riapertura dei servizi educativi per l’infanzia e per l’attivazione dei centri estivi”, conclude la consigliera Pd.

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