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Carcinoma prostatico: un nuovo dispositivo in uso alla ASST Monza. Cicli di radioterapia più brevi e più sicuri

Ultimo aggiornamento il 18 Giugno 2020 – 12:44

Monza, 18 giugno 2020 – Martedi 16 giugno, presso l’Unità operativa complessa di
Radioterapia è stato trattato per la prima volta al mondo un paziente con la tecnologia
RayPilot® HypoCath® fornita dalla ditta svedese Micropos alla ASST Monza in regime di
comodato d’uso.

RayPilot® è una sonda impiantabile che funziona analogamente a un sistema GPS e
permette la localizzazione in tempo reale del volume bersaglio durante la radioterapia.
Grazie al continuo monitoraggio del target, viene assicurata una somministrazione selettiva
della dose, minimizzando l’irraggiamento degli organi sani circostanti.

La sonda impiantabile, alloggiata all’ interno di un catetere vescicale, una volta terminato il
ciclo di radioterapia viene espiantata completamente, costituendo quindi un impianto non
permanente. L’elevata precisione garantita da questo dispositivo, che verrà specificamente
utilizzato per il trattamento del carcinoma prostatico, consentirà di effettuare cicli di
radioterapia più brevi – passando da 38-40 applicazioni (circa 2 mesi di trattamento) a 4-5
applicazioni (soltanto 1 settimana) – più efficaci e più sicuri.

Il personale della Radioterapia e di Fisica Sanitaria dell’Ospedale San Gerardo ha
continuato a lavorare non interrompendo mai la propria attività a beneficio dei pazienti
oncologici anche nelle condizioni più critiche dell’ondata pandemica.
Ciò si è reso possibile grazie all’adozione di protocolli di ipo-frazionamento, caratterizzati
da poche sedute con dosi più alte, che hanno consentito di limitare il numero di accessi in
reparto dei pazienti e dei loro caregivers in un periodo di ridotta mobilità.

“Questa nuova acquisizione tecnologica – spiega il prof. Stefano Arcangeli – che segue il
recente rimodernamento degli acceleratori lineari, rappresenta un ulteriore passo avanti
che mette questa ASST nelle condizioni di offrire trattamenti di elevata qualità e in grado
al tempo stesso di minimizzare il carico assistenziale nei pazienti più fragili e anziani”.

“La possibilità di ridurre il numero delle sedute e di concentrare in sicurezza il trattamento
radioterapico è assolutamente rilevante per affrontare meglio le implicazioni organizzative
che derivano dalle nuove norme di sicurezza introdotte da Regione Lombardia sui percorsi
ospedalieri e sui distanziamenti – aggiunge il Direttore Generale della ASST Monza Mario
Alparone – ed è il risultato di un progresso tecnologico ottenuto con la sostituzione
dell’acceleratore lineare, inaugurato nell’ottobre scorso”.

V.A.

v.a.

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