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8 MAGGIO - FESTA DELLA MAMMA

Asst Rhodense: Una panchina rossa in memoria di un infermiere

Ultimo aggiornamento il 2 Luglio 2020 – 17:22

 

Una panchina rossa in memoria di un infermiere scomparso lo scorso annoi colleghi del presidio di Passirana l’hanno voluta per celebrare la bontà di Marco

(mi-lorenteggio.com) Garbagnate, 2 luglio 2020. Una panchina rossa, all’ingresso dell’ospedale di Passirana in memoria di un infermiere dell’Asst Rhodense scomparso lo scorso anno. Marco De Chio ha lavorato per oltre venti anni nel reparto di cardiologia riabilitativa, la sua mission era prestare cura alle persone, non solo ai pazienti ma anche i colleghi che lo ricordano con grande affetto per la generosità, per l’empatia, per la bontà. Dopo la sua morte i dipendenti dell’ospedale Casati hanno voluto realizzare qualcosa in suo ricordo e così hanno deciso di piantare un albero, simbolo di continuità e di vita, e posizionare una panchina…. L’infermiere era solito sedere su una panchina quando attendeva l’autobus che lo avrebbe riportato a casa oppure per un momento di riposo e così lo ricordano in tanti. Era una persona buona,  Marco, per indole contrario a qualsiasi forma di violenza, da qui l’idea di lasciare una traccia, il rosso della panchina,  del suo passaggio comunicando anche un forte “No” alla violenza di genere. La cerimonia di commemorazione si sarebbe dovuta svolgere lo scorso 27 aprile, ad un anno dalla morte, ma con la pandemia in corso è stata rinviata al primo luglio. All’evento erano presenti il Direttore Generale, Ida Ramponi, i familiari e i colleghi che hanno voluto ricordarlo cosi: “ Sempre affettuoso con tutti,  dava  un bacio sulle guance a chi gli ispirava fiducia.  Amava il lavoro…… era la sua ragione di vita, al punto che si caricava  sulle  spalle la sofferenza dei malati,  la sensibilità faceva di lui  una persona dal cuore grande. Veniva a lavoro a piedi, non era vicinissimo al lavoro, eppure ogni giorno puntuale era  li. E’ stato un collega ed un amico leale e sincero con tutti. Oggi con questo gesto, vogliamo  che sia lui l’emblema della non violenza proprio per il suo carattere di uomo buono, onesto, che ha dedicato la sua vita agli altri con grande amore. Ciao Marco”.

V.A.

 

 

 

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