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BIOMATERIALI PER ENERGIA E SALUTE, INDUSTRIA 4.0: I PROGETTI DI PAVIA E BERGAMO

Ultimo aggiornamento il 30 Marzo 2021 – 18:15

Milano, 30 marzo 2021- Ci sono energia sostenibile e salute al centro dell’intesa tra Regione Lombardia e l’Università degli Studi di Pavia, per rendere l’ateneo da un lato un centro Europeo di eccellenza su nano e biomateriali, dall’altro per avviare approcci innovativi allo studio del cancro e del cervello.

Robotica e benessere dei lavoratori nell’Industria 4.0 sono protagoniste di un’analoga intesa tra Palazzo Lombardia e l’Università degli Studi di Bergamo.

Si tratta di due iniziative approvate dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore a Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione, Semplificazione Fabrizio Sala nell’ambito degli ‘Accordi di collaborazione per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico’, sottoscritti da Palazzo Lombardia con 8 università pubbliche lombarde.

“Le nostre Università – ha detto l’assessore Sala – rappresentano centri importanti per favorire le ricadute che ricerca e innovazione possono avere sul tessuto produttivo lombardo, sulla ripresa economica post pandemia ma anche sulla qualità della vita dei cittadini”.

UN PROGETTO DI RESPIRO EUROPEO: LE INFRASTRUTTURE PER PAVIA-L’Accordo con l’Università degli Studi di Pavia consiste in un progetto articolato in due direzioni principali, finanziato con quasi 1,7 milioni dai Regione e la conclusione è prevista per giugno 2023.

La prima linea di azione permetterà all’ateneo e al suo Centro Grandi Strumenti di posizionarsi tra i primi cinque istituti italiani di nanoscienza e tecnologia e inoltre di diventare un vero e proprio centro Europeo specializzato su bio-nanomateriali sostenibili.

Nel dettaglio, la prima parte del progetto ‘Bio/nano-tech @UniPV per Energia Sostenibile e Salute’ prevede lo sviluppo di una piattaforma di eccellenza per la caratterizzazione di materiali sintetici e biologici, materiali nano-strutturati e compositi.

L’Accordo consentirà anche all’ateneo di sviluppare due microscopi unici in Europa (per l’elevata risoluzione ottica, ‘light-sheet’ a campo largo) per la caratterizzazione di nanomateriali biologici e sintetici.

La seconda linea d’azione del progetto riguarda invece un avanzamento della ricerca biomedica verso la Medicina di Precisione e Personalizzata, attraverso studi interdisciplinari sulla biologia del cancro e del cervello, un cluster innovativo ad alte prestazioni per i calcoli richiesti dai moderni algoritmi di apprendimento automatico, la progettazione di nuovi farmaci.

A BERGAMO TECNICHE E SERVIZI DELLA FABBRICA DIGITALE – Si chiama invece ‘Smart Living in Manifacturing’ il progetto dell’Università di Bergamo.

Finanziato con quasi 1,7 milioni di euro (pari al 49% del costo complessivo previsto di oltre 3,4 milioni di euro), prevede due realizzazioni: quella di linee manifatturiere in scala ridotta, con unità automatiche di ultima generazione e robot in parte anche collaborativi; e quella di un ambiente sensorizzato, dove testare e sviluppare nuove tecnologie e nuovi servizi: ad esempio dispositivi per il tracciamento dei movimenti della persona ed elaborazione dati con tecniche di data security, per prevenire l’insorgere di malattie professionali ed eventuali infortuni nel rispetto della privacy del lavoratore.

In particolare, le linee manifatturiere saranno tre: una per tecnologie additive e stampa 3D, una per il packaging e una focalizzata al controllo qualità.

“Il sostegno di Regione Lombardia all’Università di Bergamo – spiega l’assessore regionale a Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile Claudia Maria Terzi, coordinatrice del ‘Tavolo territoriale’ di Bergamo – è tangibile e risponde alle esigenze di un ateneo che, sotto la guida del rettore Remo Morzenti Pellegrini, prosegue sulla strada dell’innovazione, diventando sempre più attrattivo per gli studenti non solo lombardi. Da parte nostra non mancherà mai il supporto necessario, penso per esempio ai finanziamenti messi in campo per il recupero delle Ex caserme Montelungo-Colleoni”.

“Bergamo – ha concluso Terzi – deve essere orgogliosa della propria Università, valore aggiunto e motore di sviluppo di tutto il territorio”.

Al centro del progetto ci sono dunque sviluppo, integrazione e dimostrazione di tecnologie e processi per la fabbrica digitale, orientati anche al benessere dei lavoratori.

Inoltre le due realizzazioni – linee produttive e ambiente sensorizzato – costituiranno ambienti utili per il training di diversi attori come aziende manifatturiere e del settore della medicina del lavoro e prevenzione, per sperimentare e utilizzare direttamente le soluzioni proposte; oltre che un demo center e centro di trasferimento tecnologico, come punto di riferimento per tutto il territorio regionale.

“E’ fondamentale – ha aggiunto Fabrizio Sala – la connessione tra ricerca e mondo produttivo. Con questi accordi di fatto vogliamo incentivare il passaggio di prodotti innovativi dai laboratori accademici alla rete industriale”.

“Questo genera una maggiore competitività per il nostro territorio – ha concluso Sala – e genera anche nuove opportunità di lavoro per gli studenti”.

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