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SPETTACOLO. AL “PICCOLO TEATRO APERTO” PRESENTATA LA PROPOSTA DI RIFORMA DEL LAVORO DELLO SPETTACOLO

SOSTEGNO DALL’ASSESSORE DEL CORNO E DAI DIRETTORI DEI TEATRI MILANESI

“Il principio della responsabilità occupazionale è una proposta politica importante da portare avanti a livello legislativo” ha dichiarato Del Corno

Milano, 31 marzo 2021 – Al “Piccolo Teatro Aperto” oggi il secondo appuntamento con i direttori dei teatri milanesi si è aperto con la relazione dell’assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno sull’incontro avuto dagli undici assessori alla Cultura delle principali città italiane con il ministro Dario Franceschini. Poi l’incontro è proseguito con un focus dedicato alla proposta di legge di Riforma strutturale del Lavoro nello Spettacolo, su cui il Coordinamento sta lavorando da qualche mese.

Sulla proposta di Riforma del Coordinamento l’assessore Del Corno ha dato un’opinione positiva e ha espresso il suo sostegno: “La dignità dei lavoratori dello spettacolo – ha spiegato – deve essere garantita sempre, sia quando lo spettacolo è in scena sia quando si è impegnati nella fase di preparazione del lavoro artistico. Questo è il primo passaggio cruciale della bozza del documenti di Riforma proposta dal Coordinamento, che condivido pienamente. Il principio della responsabilità occupazionale è un piano di proposta politica molto importante che deve essere portato avanti a livello legislativo. Per questo motivo – ha concluso – ho proposto ai capigruppo del Partito Democratico nelle Commissioni di Camera e Senato che il Coordinamento Spettacolo Lombardia sia ascoltato in fase di discussione dei nuovi provvedimenti legislativi sullo Spettacolo.”

I direttori dei teatri hanno ringraziato il Coordinamento per il lavoro svolto sulla Riforma, sul quale concordano e ne condividono fondamenti e obiettivi. Per questo motivo si è deciso di proseguire il confronto mercoledì 7 aprile, sempre alle ore 14.

La proposta di Riforma strutturale del Lavoro nello Spettacolo è nata in questi mesi durante i quali il Coordinamento ha studiato le problematiche del settore, si è confrontato internamento con assemblee settimanali durante le quali sono stati sintetizzati gli strumenti che possono garantire le tutele e i diritti di tutte le lavoratrici e i lavoratori in tutti gli ambiti dello spettacolo, includendo le esigenze delle molteplici figure di lavoratori, quelle artistiche e quelle tecniche professionali, le maestranze e gli operatori, fino ai formatori delle arti e delle tecniche dello spettacolo.

Da mesi tutti i coordinamenti regionali chiedono una riforma fiscale e previdenziale del settore spettacolo, industria culturale e creativa, intrattenimento, eventi e musica, unita ad un sistema di semplificazione delle comunicazioni e a una vigilanza sugli inquadramenti e sui versamenti dei contributivi corretti nel Fondo previdenziale dello Spettacolo.

Nella proposta si definiscono le azioni che permetterebbero la semplificazione della gestione delle comunicazioni, con l’obbligo da parte dei datori di lavoro e committenti di versare i contributi previdenziali dei lavoratori per l’intera cifra concordata, così da incentivare l’eliminazione dell’intermediazione di manodopera, con l’obbligo di assunzione diretta dei lavoratori sempre attraverso il F.P.L.S. (Fondo Previdenziale Lavoratori Spettacolo) evitando l’abuso di inquadramenti scorretti in tutti gli ambiti del settore dello spettacolo, dai teatri agli eventi, dalla musica alla didattica. Una riforma in questa direzione porterebbe a un aumento del gettito contributivo e fiscale nelle casse del F.p.l.s. di cui tutti potremmo beneficiare. Molte delle seguenti proposte potrebbero avere legittimità come decreti attuativi della Legge 175/2017, alla scrittura dei quali riteniamo fondamentale partecipino le lavoratrici e i lavoratori.

Ecco, in sintesi le proposte della Riforma strutturale del Lavoro nello Spettacolo:

1.   Istituzione della figura dei lavoratori discontinui dello spettacolo, a cui deve essere associato un reddito di continuità che riconosca nella fluttuazione del reddito una delle specificità del professionista dello spettacolo, considerando i periodi di preparazione e formazione che precedono l’allestimento, mettendo in essere un regime peculiare che agendo a livello fiscale, contributivo e assicurativo compensi e sostenga il rischio economico del lavoratore di fronte a tale fluttuazione.

2.   Una riforma fiscale e previdenziale tesa all’unificazione per permettere di accorpare in un’unica cassa (ex-Enpals) i contributi previdenziali e assicurativi derivanti da lavori svolti negli svariati contesti relativi alle professioni della scena e del palco dal vivo, dell’audiovisivo e della formazione.

3.   Facilitazioni per i datori di lavori al fine di migliorare la protezione sociale del professionista e la lotta al lavoro illegale e sommerso, attuando semplificazioni amministrative e fiscali. L’istituzione di uno Sportello Virtuale di semplificazione amministrativa che faciliti l’assunzione diretta:
– per gli Enti pubblici e privati che non siano prevalentemente impegnati nelle Arti dello Spettacolo, permettendo loro di versare regolari contributi nella cassa previdenziale dei lavoratori dello spettacolo (F.p.l.s.).
– per le persone fisiche, che consenta un immediato e diretto ingaggio di un professionista dello spettacolo per svolgere prestazioni di natura artistica o tecnica. Tale strumento dovrebbe assolvere agli oneri fiscali, contributivi, previdenziali, assistenziali, oltre che semplificare le comunicazioni con il F.p.l.s.

4.   È indispensabile una normativa che inquadri al più presto sia professionalmente che fiscalmente la posizione della formatrice e del formatore delle Arti dello Spettacolo e ne tuteli i periodi di inattività, agendo su tutte le forme di previdenza quali maternità, disoccupazione, pensionamento. La figura del formatore artistico deve essere inserito nella cassa contributiva del settore, attraverso l’istituzione di un codice di qualifica ex Enpals ad esso dedicato.

5.  Colmare il vuoto legislativo o attuativo che impedisce il riconoscimento, già enunciato dalla legge sul diritto d’autore, delle riprese audiovisive dello spettacolo dal vivo come opere assimilate all’audiovisivo e permettere l’applicazione del diritto connesso e dell’equo compenso agli AIE, Artisti Interpreti Esecutori (al di là della retribuzione per passaggi televisivi o radiofonici già prevista dal Contratto Collettivo degli scritturati).

6.  Che venga, in tempi brevi, attivato l’Osservatorio Nazionale, già previsto dall’art. 50 del CCNL dei Teatri del 2018, per monitorare e analizzare le dinamiche dell’intero settore in ambito produttivo, formativo, legislativo, occupazionale e contrattuale, attraverso una raccolta dati specifica per professionalità, età e genere, per l’attivazione di corretti studi di categoria a fini giuridici. Inoltre, si auspica l’istituzione di Osservatori Regionali che permettano maggiore vigilanza, circolarità di informazioni e un capillare monitoraggio, al fine di riequilibrare le attuali asimmetrie tra i territori.

7.  Si chiede di ripensare e rimodulare i criteri di erogazione e accessibilità dei fondi FUS secondo una logica di pluralismo, trasparenza e reale controllo, che tenga conto di una diminuzione netta dei requisiti minimi per facilitare l’accesso alle “prime istanze” e per le realtà che riescono a garantire la ridistribuzione dei fondi pubblici sul territorio, instaurando buone pratiche di circuitazione di produzioni non solo proprie, a tutela di equità, di vivacità dell’offerta e di salvaguardia culturale.

8.  Considerando che nei comparti tecnico e artistico dello spettacolo dal vivo la presenza di donne occupate è di molto inferiore rispetto a quella maschile, nonostante le risorse femminili siano più numerose, chiediamo che, al più presto, si agisca mettendo in atto misure che permettano di raggiungere un equilibrio di rappresentanza di genere in ogni settore delle Arti dello Spettacolo.

“Prove per uno spettacolo vivo” è un’azione artistica e politica, organizzata dal Coordinamento Spettacolo Lombardia, presso il Piccolo Teatro Grassi, in via Rovello, che rivendica lo spazio che da più di un anno è stato negato alla Cultura e allo Spettacolo, per discutere e denunciare le contraddizioni che la pandemia ha fatto emergere duramente nella nostro settore.

Il Coordinamento Spettacolo Lombardia ha istituito il Parlamento Culturale Permanente come luogo di incontri, assemblee, dibattiti, laboratori e proposte artistiche, a cui sono invitati a partecipare le lavoratrici e i lavoratori, le imprese culturali, le piccole e medie compagnie, le istituzioni e tutte le realtà che compongono il settore, per un’assunzione di responsabilità condivisa, per costruire una ripartenza sostenibile da tutti, a partire dai più fragili, considerando il Lavoro come centralità e motore di tutte le categorie, non solo del settore culturale.

Il Coordinamento Spettacolo Lombardia è composto da Lavoratrici e Lavoratori Spettacolo Lombardia, A2U-Attrici Attori Uniti, Sarte di Scena, Movimento di scena, Cub informazione e spettacolo, Attrezzismo Violento, Saltimbanchi Senza Frontiere, Teatranti Uniti Como e Provincia, Brescia Unita Lavoratrici e Lavoratori dello Spettacolo e da singole individualità.

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