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Musica in lutto: addio a Franco Battiato – Video

(mi-lorenteggio.com) Catania, 18 maggio 2021 – Si è spento questa mattina nella sua casa a Milo, nel Catanese, Franco Battiato, all’anagrafe Francesco. Lo rende noto la famiglia. I funerali avverranno in forma privata: era nato a Jonia il 23 marzo del 1945 ed era malato da tempo. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione, si è detto profondamente addolorato dalla prematura scomparsa di Franco Battiato, artista colto e raffinato che con il suo inconfondibile stile musicale – frutto di intenso studio e febbrile sperimentazione -ha affascinato un vasto pubblico, anche al di là dei confini nazionali.

“Viaggiatore anomalo tra le frontiere dei linguaggi musicali, Franco Battiato ha incarnato il potere sciamanico del suono nel rappresentare miti e profezie universali, e lo ha fatto attraverso forme molto diverse tra loro per consistenza semantica e tradizione culturale, dalla canzone d’autore all’opera lirica, dalla sperimentazione elettronica alla ricerca acustica. La sua morte è una tristissima notizia per tutti coloro che lo hanno seguito e amato; da oggi il suo lavoro autorale, separato dall’identificazione con il suo carisma di interprete, richiede di essere considerato in tutta la sua articolata complessità, a partire dalla riscoperta e dall’esecuzione di quelle partiture che nel corso degli anni hanno accompagnato i suoi successi più popolari, in un contrappunto di idee e pratiche davvero unico al mondo”.

Così l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno ha commentato la scomparsa di Franco Battiato. 

“Ci lascia un geniale interprete delle parole. Un poeta della musica. La sua musica vivrà per sempre.”. Così sulla sua pagina Facebook, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ricorda Franco Battiato. Il governatore evidenzia, poi, come “all’inizio della sua eccezionale storia c’è la Lombardia: nella prima metà degli anni Sessanta Battiato si trasferì a Milano dove incominciò la sua carriera artistica esibendosi al Club 64”. “Si avvicendava sul palco con Enzo Jannacci, Renato Pozzetto e Bruno Lauzi. Giorgio Gaber – scrive Fontana – gli propose i primi contratti discografici”. 

V. A.

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