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Il 29, 30 e 31 Gennaio i Giorni della Merla

MANTOVA, DE CORATO: BENE ESPULSIONE CON ACCOMPAGNAMENTO COATTO MARITO E SUOCERI GIOVANE MAROCCHINA SEGREGATA


ASSESSORE: NON SONO BASTATI ASSASSINII DI SAMAN, SANA E HINA

(mi-lorenteggio.com) Milano, 17 giugno 2021 -) “Ringrazio anzitutto la Polizia di Stato per aver tratto in salvo una giovane donna marocchina, arrivata da poco in Italia, tenuta segregata e picchiata dal marito e dai suoceri”. Commenta così, l’assessore alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale di Regione Lombardia, Riccardo De Corato, quanto accaduto a Mantova, dove la Polizia è intervenuta in soccorso di una giovane sposa di origine marocchina, da tre mesi in Italia, costretta dai suoceri e dal marito, denunciati dalle Forze dell’ordine alla Procura, a vivere segregata, privata dei documenti, e maltrattata.

“Una nota decisamente positiva – sottolinea l’assessore – è che i vicini di casa non siano rimasti indifferenti, allertando i soccorsi, e che la ragazza abbia trovato il coraggio di chiedere a gesti aiuto alla Polizia. Purtroppo, è evidente che non sono bastati gli omicidi di povere ragazze ‘colpevoli’, agli occhi dei loro familiari, di volersi integrare e di voler vivere la loro vita liberamente in Italia”.

“Pensiamo – ricorda De Corato – a Hina Saleem a Brescia, la ragazza pakistana uccisa dai parenti l’11 agosto 2006 come punizione per non volersi adeguare agli usi tradizionali della cultura d’origine. O ancora, sempre a Brescia, a Sana Cheema, la 25enne, sempre pakistana, sgozzata ad aprile 2018 nella terra d’origine dal padre e dal fratello perché si era innamorata di un ragazzo italiano ed aveva intenzione di sposarlo. O ancora, più recente, a Saman Abbas, la 18enne pakistana uccisa dalla famiglia a Novellara perché ha rifiutato un matrimonio combinato in Pakistan”.

“Oltre a loro – rimarca l’assessore – ci sono numerose ragazze e donne, figlie e mogli, che negli anni hanno subìto violenza da parte dei familiari o dal marito perché non si piegavano alle loro volontà”. “Tutti episodi, questi come anche quello di questi giorni nel Mantovano, che si verificano da anni – afferma l’assessore – nella falsa e sbagliata convinzione che le donne siano oggetti di proprietà degli uomini. Davanti a queste vicende non si può certamente continuare a parlare di ‘integrazione'”. “È evidente – denuncia l’assessore – che persone che ragionano con la mentalità della sharia islamica non possono in alcun modo integrarsi nella nostra società democratica”.

“Apprendo con piacere – conclude De Corato – che il Questore di Mantova, Paolo Sartori, ha dato disposizioni di revocare i permessi di soggiorno al marito e ai suoceri della giovane vittima con, una volta terminato l’iter giudiziario, conseguente espulsione dal territorio nazionale con trasferimento coatto nel Paese di origine”.

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