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Calvizie: le tecniche di trapianto dei capelli

Ultimo aggiornamento il 3 Ottobre 2021 – 12:28

Milano, 3 ottobre 2021 – I capelli fanno parte dell’estetica di una persona e influenzano il modo in cui uomini e donne vedono e percepiscono la propria immagine allo specchio.

È scientificamente provato che una chioma folta e sana è fonte di maggiore autostima. Al contrario, una perdita precoce di capelli ha conseguenze psicologiche che si traducono in ansia, depressione e disagio sociale.

Inevitabilmente, chi vive questa situazione ricerca e sperimenta qualsiasi tipo di rimedio pur di trovare una soluzione definitiva. Spesso, però, l’impiego di trattamenti topici e orali si rivela inadatto a interrompere il decorso della condizione.

La soluzione medica a lungo termine è il trapianto di capelli che si effettua attraverso moderne tecniche di chirurgia estetica.

Cosa è la calvizie e quali sono le cause?

La caduta dei capelli, così gergalmente definita, non è provocata da un solo fattore ma da un complesso di cause e concause, tra cui stress, traumi o genetica.

Tuttavia, la forma di calvizie più diffusa è l’alopecia androgenetica (o androgenica). Questo tipo di perdita dei capelli è causata da una patologia genetica per cui la suscettibilità del follicolo pilifero causa una miniaturizzazione dello stesso portandolo a una caduta precoce.

A soffrire di questa condizione sono prevalentemente gli individui di sesso maschile, circa l’80%, e la caduta dei capelli può essere parziale o totale.

L’attributo “androgenetica” è dato da una delle sue cause scatenanti: il DHT.

Il diidrotestosterone è un ormone androgeno, o maschile, derivato dal testosterone attraverso un enzima chiamato 5-alfa reduttasi. Questo ormone fa cadere i capelli perché ha un effetto dannoso sul follicolo e lo porta alla degenerazione. Quando il DHT entra in contatto con i bulbi e penetra all’interno delle unità follicolari provoca una reazione autoimmune causandone un progressivo restringimento e assottigliamento, fino alla caduta.

Come combattere la calvizie?

Al giorno d’oggi, l’opzione che sembra promettere un’azione efficace e duratura contro il diradamento progressivo è il trapianto di capelli. Grazie allo sviluppo tecnologico della chirurgia estetica, è possibile eseguire un intervento attraverso cui si rinfoltiscono le aree affette da alopecia con degli innesti prelevati dalla zona ippocratica dello stesso paziente. 

Chiunque abbia problemi di calvizie e voglia riappropriarsi della capigliatura di un tempo, deve rivolgersi a un chirurgo specializzato in tricologia. Una corretta anamnesi è il primo step da affrontare per potersi sottoporre a un trapianto.

Le tecniche di trapianto dei capelli

Risalgono agli anni ’80 le prime tecniche di trapianto messe in pratica sui pazienti affetti da calvizie. Soprannominate “isole”, prevedevano l’estrazione e il reimpianto di agglomerati di capelli. Il risultato finale era alquanto disomogeneo e innaturale tanto da essere definito “effetto bambola”.

Ma, grazie alla sperimentazione e alla ricerca, le tecniche chirurgiche nel settore della tricologia si sono evolute e perfezionate.

Di seguito, si propone una descrizione di tre metodologie tra le più conosciute.

È importante sottolineare che quanto qui contenuto vuole fungere da mero mezzo divulgativo e che una simile scelta deve essere presa solo sotto la guida di un medico specializzato.

1. Tecnica FUT o Strip

Introdotta sul finire degli anni ’90, la tecnica FUT rivoluzionò completamente il panorama della chirurgia tricologica.

La parola FUT è l’acronimo inglese di Follicular Unit Transplant – tradotto in italiano Trapianto di Unità Follicolari. Considerata un’operazione “classica”, è ormai in disuso e spesso sconsigliata.

Anche nota con l’acronimo FUSS (Follicular Unit Strip Surgery) o tecnica strip, prevede l’estrazione di una striscia di cute dalla nuca del paziente attraverso un taglio chirurgico, al fine di prelevare le unità follicolari necessarie al trapianto.

L’intervento è eseguito in anestesia locale, ha una durata varabile tra le 4 e le 5 ore, e si compone di tre fasi:

1. Prelievo dalla dalla zona donatrice

2. Separazione e preparazione dei follicoli piliferi

3. Impianto dei bulbi nella zona ricevente

1. A seguito dell’anestesia, si passa all’estrazione di una parte di cuoio capelluto nella così detta safe zone (ovvero la zona occipitale). Questo tipo di procedura comporta un’incisione chirurgica a “staffa di cavallo” e, conseguentemente, la necessità di applicare dei punti di sutura. 

2. La losanga di cute è poi sezionata in frammenti al microscopio, così da suddividere le singole unità follicolari che sono poi isolate e conservate in una soluzione fisiologica.

3. Con l’ausilio di un micro-bisturi, il chirurgo opera delle piccole incisioni – anche note come “tasche”- sul cuoio capelluto del paziente e innesta le singole unità follicolari. L’operazione è delicata e richiede un’estrema precisione: in questa fase, infatti, si ridisegna l’area affetta da calvizie nel tentativo di rinfoltirla.

Non tutti possono sottoporsi a un intervento chirurgico di questo tipo. Spetta al chirurgo effettuare un adeguato esame clinico per determinare la fattibilità del trapianto. È dovere del medico illustrare al paziente lo spettro completo dei vantaggi e degli svantaggi che una simile operazione comporta.

Sono contemplate eventuali complicanze dovute alla natura chirurgica del trapianto, come:

  • Tempi di guarigione ampi: 1-2 mesi per una totale ripresa delle attività abituali.
  • Assunzione di antidolorifici per un periodo di tempo pari a 1-2 settimane.
  • Possibile gonfiore e/o fastidio in prossimità della zona trapiantata.
  • Punti di sutura e conseguente cicatrice.

2. Tecnica FUE

Eseguibile tanto sui pazienti uomini che sulle donne, la tecnica di trapianto FUE – acronimo inglese di Follicular Unit Extraction (Estrazione di Unità Follicolari) è la più utilizzata nell’ambito della chirurgia tricologica. Questa procedura all’avanguardia garantisce una risoluzione definitiva del problema di alopecia senza lasciare segni cicatriziali.

L’intervento è eseguito in anestesia locale, ha una durata varabile tra le 4 e le 7 ore, e si compone di tre fasi:

1. Estrazione delle singole unità follicolari dalla zona donatrice

2. Selezione

3. Reimpianto nella zona ricevente

1. Dopo l’anestesia, la procedura consiste in un’estrazione monobulbare dei follicoli da un’area donatrice sana della testa del paziente (generalmente la nuca e i lati del capo). Le singole unità sono prelevate attraverso minuscole porzioni di pelle definite innesti. L’estrazione è eseguita manualmente tramite uno speciale bisturi definito punch.

2. A seguire, i follicoli vengono accuratamente selezionati e conservati in una speciale soluzione fisiologica per prevenirne l’integrità.

3. Infine, gli innesti sono reimpiantati, uno ad uno, all’interno dei canali della zona affetta da calvizie. Il reimpianto è eseguito con uno strumento chiamato implanter. La procedura deve esser effettuata molto rapidamente per evitare che le unità follicolari muoiano ma, allo stesso tempo, con estrema cura per poterli collocare nella corretta angolazione.

L’intervento è minimamente invasivo perché non prevede alcuna incisione e non lascia alcuna cicatrice. La ripresa è veloce, perché il paziente può tornare a svolgere le sue attività quotidiane nell’arco delle 24 ore. I primi risultati sono evidenti a partire dal terzo mese dall’operazione.

3. Tecnica DHI

Il medico, talvolta, può optare per l’uso della tecnica DHI – acronimo inglese di Direct Hair Implant (Impianto Diretto di Capelli) – particolarmente consigliato per le pazienti donna.

In questo tipo di operazione la fase di creazione del sito di innesto coincide con l’inserimento dei bulbi stessi. I bulbi, rimossi con la tecnica FUE, sono inseriti all’interno di una speciale penna chiamata implanter (Choi) dotata di un ago cavo alla punta. L’ago viene inserito a un’angolazione di 40-45 gradi all’interno del cuoio capelluto.

In questo modo, la fase di incisione coincide con quella dell’innesto del follicolo.

La procedura permette di evitare qualsiasi tipo di rasatura del paziente. Tuttavia, richiede un’estrema accuratezza d’esecuzione ed è certamente più costosa.

Perché scegliere la Turchia per effettuare il trapianto di capelli?

È stato stimato che, ogni anno, circa mezzo milione di persone si reca in terra ottomana nella speranza di riappropriarsi dei propri capelli persi nel tempo.

Come mai? I motivi sono molteplici: dal costo concorrenziale, all’offerta di prima qualità, allo staff altamente competente, fino alla presenza delle ultime tecnologie nelle cliniche.

Da anni, la Turchia si è affermata come nazione leader nel settore del turismo medicale e in particolare in quello della tricologia. Importanti investimenti da parte del governo turco e dei privati, tasse decisamente meno onerose delle vicine nazioni europee e l’ampia domanda del mercato, hanno contribuito a dare slancio a questo settore. Nelle cliniche turche si conta la presenza dei migliori chirurghi estetici e tricologici e di tecnologie all’avanguardia. I pazienti sono accolti in strutture ospedaliere di primo ordine e la competenza dello staff sanitario è di altissimo livello, garantendo così un soggiorno e un’ospedalizzazione sicura ed efficiente.

Allettante è poi il costo dell’offerta: un intervento per il trapianto dei capelli in Turchia ha un prezzo decisamente concorrenziale rispetto a quello proposto da altre nazioni, come l’Italia.

Si stima che siano circa 60 mila le persone che per risolvere il problema della calvizie scelgono questa nazione. E non è raro incrociare per le strade di Istanbul tanti ragazzi “bendati” che hanno scelto di sottoporsi a questo tipo di intervento.

Attenzione però a non lasciarvi abbagliare dall’offerta: l’inganno è dietro l’angolo!

Prima di affidarsi alle mani di un chirurgo, è importante essere certi che la clinica sia accreditata, che esista una garanzia e un’assicurazione sull’operazione e che lo staff medico sia estremamente preparato e abbia le licenze necessarie.

Se anche voi desiderate riconquistare la vostra chioma e guardarvi allo specchio con orgoglio, non esitate a contattarci: la clinica del Dottor Serkan Aygin è una tra le migliori di Istanbul.

Vi guideremo e supporteremo per organizzare la partenza verso la Turchia, in un viaggio che vi cambierà la vita!

L. M.

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